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Ponte sullo Stretto, Picciotto: “la campata unica è la più realistica”

ponte sullo stretto di messina con funi stabilizzanti

Ponte: Massimo Picciotto, architetto ed ex ad della Società Stretto di Messina, interviene su ‘First online’ in merito alla relazione finale del Gruppo di lavoro tecnico per la valutazione di soluzioni alternative del sistema di attraversamento stabile

Massimo Picciotto, architetto ed ex ad della Società Stretto di Messina, interviene su ‘First online’ in merito alla relazione finale del Gruppo di lavoro tecnico per la valutazione di soluzioni alternative del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina. “Il Gruppo di lavoro, pur riconoscendo l’esistenza del progetto ed il suo lungo iter approvativo, ha impostato la seconda parte della relazione ripartendo praticamente dagli anni ’80. – scrive Picciotto – Sono state verificate quattro ipotesi: Ponte a campata unica, Ponte a più campate, tunnel in alveo e tunnel sub-alveo. Queste ultime due sono state giudicate improponibili e scartate per diversi ostacoli tecnici, per altro già noti dal 1987. Il tema si è quindi ristretto a come e dove realizzare il Ponte: se a campata unica, evidentemente da collocare nel punto di minima distanza, o a più campate, più vicino a Reggio e a Messina, con una maggiore lunghezza del Ponte e due piloni in mezzo allo Stretto”. “Va detto che sulla prima ipotesi esiste un progetto concreto, verificato e approvato, elaborato nella sua impostazione dall’ingegnere inglese William Brown, – prosegue Picciotto – autore, tra gli altri, di due ponti sul Bosforo e di quello di Orensund, che ha collegato la Danimarca con la Svezia, di cui sono ormai accertati gli effetti positivi sul sistema socio-economico delle aree interessate. La seconda ipotesi è stata già oggetto di studio di fattibilità realizzato nel 1988 e scartata per le notevoli difficoltà a fondare due piloni in acqua, non in un fondo tranquillo ma nello Stretto di Messina dove i problemi sismici e di faglie, le correnti ed il traffico marittimo sono sicuramente unici e molto complessi”. “Malgrado ciò – rimarca l’architetto – il Gruppo di lavoro ritiene che la soluzione aerea a più campate sia ‘potenzialmente’ più conveniente di quella a campata unica e con costi che dovrebbero essere inferiori, ipotesi per altro non suffragata da dati di progetto”.

L’esperto Picciotto tiene a precisare che “esaminando le schede finali del Documento relative ai punti di forza e di debolezza delle due soluzioni, da cui dovrebbe essere scaturita la posizione del Gruppo di lavoro, si evince che la soluzione della campata unica, oltre ad essere dotata di progetto definitivo e quindi in grado di garantire un notevole risparmio di tempo ai fini della realizzazione, manifesta una sensibilità ridotta ai rischi sismici, uno scontato minore impatto sull’ecosistema dei fondali e nessuna interazione con il traffico marittimo. Viceversa l’elemento di debolezza risiederebbe nell’ampiezza della luce della campata, superiore a quanto già realizzato nel mondo a tutt’oggi, ma ampiamente verificato nel progetto approvato e comunque ulteriormente verificabile, avvalendosi anche delle nuove capacità e metodologie di calcolo”. “Come punto di debolezza il Gruppo con correttezza ammette che per il Ponte a più campate – osserva Picciotto – non esistono né studi di fattibilità aggiornati, né tanto meno progetti e che quindi sono necessari approfonditi studi”. In conclusione il Gruppo di lavoro “propone di passare ad una ‘prima’ fase dello studio di fattibilità, riesaminando tutti i temi già affrontati negli studi che si sono accumulati nei decenni precedenti, che hanno anche conseguito l’approvazione delle diverse Autorità competenti, con nuovi rilievi e indagini da sottoporre ad un dibattito pubblico, ai fini di conseguire la decisione sull’utilità del Ponte mettendo a confronto le due soluzioni”. “Sembra un percorso particolarmente lungo e complesso, certo non in grado di passare in tempi brevi ad una fase operativa. A giudizio di chi scrive – conclude Picciotto – verificare attentamente il lavoro già prodotto in questi decenni, aggiornandolo rispetto alle normative e alle esigenze odierne, modificandolo ed integrandolo quando non convincente, anche alla luce della disponibilità di nuove informazioni, portare il prodotto cosi realizzato al dibattito pubblico e agli organi decisionali, sembra essere la soluzione realistica per passare da discussioni e polemiche e tempi non prevedibili ad una reale manifestazione di concretezza, coerente con la decisione già assunta di realizzare l’alta velocità e il sistema autostradale in Calabria e Sicilia”.