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Ponte sullo Stretto, l’Ing. Roberto Di Maria risponde ad Andrea Scanzi: “sarebbe il volano di sviluppo che il meridione aspetta da tempo”

Ponte sullo Stretto

Ponte sullo Stretto, l’Ing. Roberto Di Maria risponde ad Andrea Scanzi: “sarebbe il volano di sviluppo che il meridione aspetta da tempo, anche per affrancarsi dalla mafia, che nel sottosviluppo ci sguazza”

L’Ing. Roberto di Maria risponde ad Andrea Scanzi che ha definito il Ponte sullo Stretto una boiata pazzesca”:

Caro Scanzi, ti seguo da sempre e spesso sono d’accordo con le tue idee, anzi, ti considero uno dei migliori giornalisti in circolazione. Questa tua posizione sul Ponte di Messina, però, non la capisco proprio. Per carità, ci può anche stare di aver in antipatia ponti e strade, ma farlo quando si parla di un’opera del sud, anche se si tratta di un corridoio previsto appositamente dalla UE, e non certo dai siciliani e basta, in grado di portare la AV in Sicilia ed attivare per il traffico containers mondiale tutti i porti siciliani, appare del tutto fuori luogo. Perchè ignora non soltanto le enormi ricadute in termini di sviluppo economico dell’area direttamente interessata, ma anche le conseguenze positive per tutto il, dalle Alpi a Capo Passero. Lo dico perché il tuo ragionamento, che potrebbe stare bene in bocca ad un leghista, mal si adduce a chi ha sempre predicato l’uguaglianza: fra i sessi, i popoli, le latitudini. Perchè, altrimenti, parlare di mafia solo quando si tratta di opere da fare al sud? Eppure tu conosci le vicende di certe opere, grandi e piccole, non certo collocate a sud di Roma e non certo esenti da infiltrazioni mafiose. Perché, allora, usare questo argomento per mantenere la Sicilia a livelli infrastrutturali da terzo mondo? Che senso ha parlare di sviluppo di altre infrastrutture (benaltrismo di seconda mano) che non avrebbero senso senza il Ponte sullo Stretto, tipo i raddoppi ferroviari siciliani? Il Ponte, che ti piaccia o no, sarebbe il volano di sviluppo che il meridione aspetta da tempo, anche per affrancarsi dalla mafia, che nel sottosviluppo ci sguazza. E che, lo ripeto, non è certo un monopolio di siciliani e calabresi. I quali, mi pare, non si opposero quando la Direttissima Roma-Firenze, oggi linea AV, toccò la tua Arezzo nei lontani anni ’80 del secolo scorso. Esci, almeno tu, dal conformismo di una certa intellighenzia di sinistra, che si alimenta di stereotipi perdendo di vista, da decenni, il paese reale. Di cui fanno parte i tanti meridionali costretti ad emigrare a decine di migliaia ogni anno. Sono uguali a me ed a te, e la sinistra dell’uguaglianza tra i popoli e dell’amore universale, tra un aperitivo ed una cena di gala, non può dimenticarsi di loro.

Roberto di Maria

Commissione nazionale Trasporti ed Infrastrutture

M24A Equità territoriale