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Ponte sullo Stretto, FOCUS tecnico: le funi stabilizzanti per il collegamento a campata unica

ponte sullo stretto di messina con funi stabilizzanti

Ponte sullo Stretto, l’intervento dell’ing. Marco Peroni sulle funi stabilizzanti per il progetto a campata unica

Il noto ingegner Marco Peroni interviene sulle pagine di StrettoWeb dopo la pubblicazione della relazione della commissione tecnica incaricata dal Ministero a valutare la fattibilità e l’utilità dell’opera. L’esperto professionista spiega che “La commissione alla fine sembra prediligere la soluzione a più campate con pile in alveo che a quanto pare sembra fare risparmiare circa 2 miliardi di Euro. E questo permetterebbe di avvicinare leggermente l’attraversamento più verso Messina… Ma questo vorrebbe dire ricominciare tutto da capo riguardo alla progettazione del ponte e buttare a mare (è proprio il caso di dire) tutto quello fatto fino ad oggi oltre che il sogno di realizzare il più lungo ponte del mondo! Come ho avuto modo di presentare ai membri della commissione (che però gentilmente mi hanno risposto che la commissione non avrebbe trattato temi così tecnici e mi hanno consigliato di inoltrare la proposta alla ditta che sarà eventualmente chiamata a fare lo studio di fattibilità del ponte…) si potrebbe fare una modifica al progetto fino ad oggi approvato che permetterebbe di renderlo più efficiente nei confronti del vento ed evitare quella sua sensibilità, di cui si parla nella relazione tecnica, che potrebbe comportare la sua chiusura nei periodi di burrasca“.

La modifica – spiega Peronisarebbe quella di inserire (senza quindi modificare sostanzialmente il progetto) due funi stabilizzanti inferiori in modo da stabilizzare l’impalcato ancora di più agli effetti del vento. Le verifiche in galleria del vento danno risultati comunque positivi anche per il ponte così come è stato progettato ma con le due funi inferiori si otterrebbe quella ridondanza che non farebbe male ad una struttura del genere. E poi si riprenderebbero i concetti proposti da Musmeci nel 1969 e il ponte sarebbe veramente innovativo anche nel suo sistema di sospensione, non solo nell’impalcato! Con una pretensione di qualche tonnellata al metro, considerando anche il peso del cavo (circa 60cm di diametro) e dei pendini il carico sulle funi principali aumenterebbe di 5/6t al metro che si potrebbero compensare o con un leggero aumento del diametro delle funi oppure con l’alleggerimento dell’impalcato in termini di spessori di lamiere, se possibile senza modificarne il disegno. Ho studiato anche l’assemblaggio di queste funi che realizzerei a grappoli di funi più piccole in modo da movimentarle con elicotteri e man mano ancorarle all’impalcato attraverso chiatte marine. Naturalmente il costo sarebbe leggermente superiore ma metterebbe a tacere i dubbi sul ponte a campata unica in maniera definitiva“.

ponte sullo stretto