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Ponte sullo Stretto: anche il Movimento 5 Stelle sale sul “carro dei vincitori”, ma Cancelleri fa un clamoroso scivolone

ponte sullo stretto cancelleri

Il Sottosegretario Cancelleri qualche mese fa ipotizzava un tunnel sottomarino per unire Sicilia e Calabria, ma l’ipotesi è stata completamente bocciata dalla Commissione di esperti istituita dal Governo Conte. Oggi, tornando a parlare ancora di Ponte sullo Stretto, non è riuscito a cogliere nel segno

Un sogno che Calabria e Sicilia attendono da sempre e adesso sembra un po’ più vicino a diventare realtà. La Commissione di esperti ha dato l’ok per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, adesso sarà il Parlamento a giudicare la relazione ed esprimere un parere. A differenza di dieci anni fa, adesso il dibattito politico su un’infrastruttura così importante è stato messo da parte, tutti i partiti politici sono finalmente convinti e venerdì a Villa San Giovanni in molti hanno firmato il cosiddetto “Patto del Ponte” da presentare al Premier Mario Draghi. Sembra essere tornato sui propri passi anche il Movimento 5 Stelle: da Giorgio Trizzino ad Angela Raffa, sono diversi gli esponenti grillini che si sono espressi a favore, tra questi anche il Sottosegretario alle Infrastrutture e dei Trasporti Giovanni Cancelleri“Ci vorranno dieci anni per farlo, sarà a tre campate, ci passerà la ferrovia e verrà pagato dallo Stato. L’opera segnerà la ripartenza dell’Italia. Il Movimento 5 Stelle si sta confrontando, speriamo di coinvolgere presto anche i cittadini”, ha affermato in un’intervista rilasciata a La Stampa.

Il Sottosegretario pentastellato si è tenuto abbastanza alla larga coi tempi, visto che l’amministratore delegato di WeBuild, Pietro Salini, ha più volte ricordato che si può partire coi cantieri nel giro di pochi mesi e per completare l’opera basterebbero quattro anni. Inoltre, la preferenza di Cancelleri ricade sul ponte a tre campate: “i tecnici chiedono di spendere i 50 milioni di euro stanziati per fare il progetto di fattibilità sulle due ipotesi in campo, ovvero il ponte con un’unica campata e quello a tre campate. L’ipotesi più accreditata è quella a tre campate, perché sulla campata unica ci sono dubbi dubbi di natura ingegneristica. Il ponte in questo caso sarebbe soggetto al riverbero del vento e a forti oscillazioni, verrebbe chiuso nei giorni di brutto tempo. Il ponte a tre campate invece non è solo più stabile, ma è percorribile dalla ferrovia”. Sono anche queste dichiarazioni da rivedere perché studi di autorevoli esperti hanno affermato esattamente il contrario ed il ponte a campata unica è la sola vera soluzione fattibile, perché già approvato dal punto di vista tecnico e scientifico e con un progetto pronto a partire. Ma un aspetto positivo almeno c’è, la suggestione del Tunnel sottomarino avanzata dal Governo Conte e sostenuta fortemente dal Viceministro Cancelleri nell’agosto 2020 è stata ufficialmente bocciata, sarebbe stata soltanto l’ennesima perdita di tempo che avrebbe richiesto anni di nuovi studi e progettazioni.

“Il Ponte per lo Stretto servirà per lo sviluppo del territorio e dell’Italia – prosegue Cancelleri – . L’attraversamento stabile dello Stretto coniuga una serie di fattori molto importanti. Il primo è quello nazionale: l’Italia, da centro geografico del Mediterraneo, si trasforma in centro commerciale, diventando una piattaforma logistica di collegamento con il mercato nord europeo e con il continente africano. Oggi le navi dirette verso Suez passano dal canale di Sicilia, ci salutano e proseguono per altri lidi perché non abbiamo infrastrutture da offrire. E poi non dimentichiamo il trasporto dei cittadini: il ponte finalmente garantirebbe la continuità territoriale. Per dirla con una battuta: l’alta velocità da Milano a Palermo conviene tanto a Milano quanto a Palermo. La maggior parte delle forze politiche sono favorevoli. Il presidente Conte nella sua nuova veste ha chiesto a noi del Movimento 5 stelle di non affrontare questo tema con superficialità”. Insomma, anche il Movimento 5 Stelle ha cambiato idea e messo da parte inutili discussioni ideologiche. Quante occasioni però sono già state perdute per Sicilia e Calabria che sono la porta del Mediterraneo e ora non vogliono più rimandare l’appuntamento con la storia.