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Ponte sullo Stretto, Calabria e Sicilia insorgono: è scontro all’interno della maggioranza

ponte sullo stretto

Ponte sullo Stretto, scontro istituzionale all’interno della maggioranza: Sicilia e Calabria si oppongono al decreto legge sul fondo complementare

Nelle scorse ore il progetto di rilancio dell’Italia, stilato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, è stato inviato a Bruxelles. Nel Pnrr, Piano Nazionale di ripresa e resilienza, sono stati destinati 82 miliardi di euro al Sud Italia, il 40% della cifra totale. A questi si aggiungeranno le risorse del Fondo complementare al Recovery per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, la Politica di coesione 2021¬27, React-Eu, il Fondo sviluppo e coesione (Fsc), il Just Transition Fund. Il totale ammonta dunque a ben 212.7 miliardi di euro. Calabria, Sicilia e Campania sono insorte nel corso della Conferenza unificata fra governo, Regioni ed enti locali del giovedì.

La questione relativa all’esclusione del Ponte sullo Stretto dal Pnrr ha dato vita ad uno scontro istituzionale all’interno della stessa maggioranza di governo. Calabria e Sicilia si sono opposte all’intesa sul decreto legge sul fondo complementare se il Ponte sullo Stretto dovesse essere escluso. “Abbiamo posto la questione del ponte –  ha dichiarato il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia, Gaetano ArmaoSe nel Pnrr non è stato incluso per un motivo di tempi di completamento dell’opera, il fondo complementare non ha questi vincoli. La Sicilia già ad ottobre dalla conferenza delle Regioni aveva ottenuto il sostegno per l’opera. Oggi continua questa battaglia insieme alla Calabria da cui non voglio indietreggiare“.

Ponte sullo Stretto, si allarga il fronte del sì

Ad esprimere parere favorevole è stato Nino Germanà, deputato siciliano della Lega. “Bene gli investimenti sulle navi ecologiche per lo Stretto, ma non va perso di vista il vero obiettivo del collegamento stabile fra le due sponde. Il governo deve fare di tutto per inserire la mega infrastruttura nelle opere cantierabili, da finanziare con i fondi del Recovery – ha sottolineato GermanàSe l’obiettivo è quello di unire l’Italia con l’alta velocità, c’è da dire che la stessa non può essere scomponibile. Il Ponte deve essere la soluzione definitiva per il sistema dei trasporti nazionali e quindi europei. Il gap con il Nord può essere sensibilmente ridotto con quest’opera vitale per il rilancio del Meridione e dell’Italia. Del resto, l’esienza del Ponte è avvertita da tutta l’Europa per fronteggiare lo sviluppo del trasporto delle merci tramite la porta dei Balcani. Solo con il Ponte la Sicilia diventerà la vera porta d’Europa sul Mediterraneo“. Importante anche l’apertura del sottosegretario alle infrastruttura Cancelleri che ha parlato di progetto non più rinviabile.

La contestazione di Vincenzo De Luca

Dura la contestazione di Vincenzo De Luca, presidente della Campania: “questo piano di rilancio del nostro Paese ¬ afferma il governatore ¬ può contare su una massa finanziaria enorme, questo è un successo del governo italiano, fino a sei mesi fa non avremmo immaginato di poter investire tutti questi soldi. Certo, non tutti i miliardi sono a fondo perduto ma molti arrivano sotto forma di prestito, anche se con tassi di interesse assolutamente sostenibili. Sottolineiamo in maniera positiva l’aver ottenuto queste risorse, ma ci sono due elementi di criticità: gran parte dei fondi stanziati dovrebbe puntare al riequilibrio sociale tra nord e sud“.