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Messina, insulti omofobi di un professore dell’Università: “frocio perso, fatelo tornare giù e vedi come lo pestano”, denunciato ai Carabinieri

stop omofobia Foto Edwin Bercian / Ansa

Liberazione Queer+ Messina ha reso pubbliche alcune frasi pronunciate dal professore Unime. L’accusa: “da poco aveva pubblicato sui social una riflessione sul “cat-calling, tutto questo fa rabbia”

Un professore dell’Università di Messina si è beccato la denuncia ai carabinieri e una alla polizia postale per alcune frasi choc nei confronti di un ragazzo queer bisex. Proprio nel giorno in cui si è accesa la polemica per il discorso di Fedez sul Ddl Zan, in riva allo Stretto viene a galla una storia da brividi. Ad uscire allo scoperto è stata Liberazione Queer+ Messina, collettivo che riunisce le soggettività della comunità LGBTQ+, che lotta contro l’omobitransfobia e per la liberazione sessuale. Di seguito il post pubblicato sui profili Facebook: “Basta omobitransfobia! “Fr***o perso”, “Per questo militanza è parlare dei suoi pruriti sessuali”, “Fatelo tornare giù e vedi come lo pestano, tanto a questi piace pure”. Queste solo alcune delle frasi che un professore dell’Università di Messina ha rivolto su Facebook ad un ragazzo queer bisessuale, subito dopo che quest’ultimo aveva pubblicato sui social una riflessione sul “cat-calling”.
Che succeda all’Università di Messina non ci stupisce ma accresce ulteriormente la nostra rabbia: è raccolta la storia di ognun* di noi, una storia che non deve più ripetersi. Per questo insieme a Link Messina – Studenti Indipendenti e UDU Messina – Unione degli Universitari
abbiamo raccolto la volontà del ragazzo in questione e, tramite la nostra Consultoria Queer, siamo stati al suo fianco nel depositare la denuncia, ma non solo.
❝[Ho pensato] e se lo rifacesse? Se lo rifacesse con uno più piccolo, con meno reti, esattamente come me 7 anni fa? Altre vite devastate? Per questo questa volta ho deciso di denunciare, perché oggi sono in una comunità, oggi al mio fianco ci sono Liberazione Queer+ insieme ad altre realtà (non solo messinesi): non sono solo, “mai più”. ❞
Quello che ci è stato chiesto è di essere uno strumento per fare sentire forte la voce della comunità LGBTQ+: la tutela dei nostri diritti non può fermarsi alle aule di tribunale, senza strumenti sociali che garantiscano la nostra effettiva autodeterminazione continueremo ad essere oppress*. Solo con la forza della nostra comunità possiamo ottenerli, nessuno ci regalerà niente, dovremo lottare per realizzare la nostra piena autodeterminazione.
❝Alla comunità cittadina in generale: non siate indifferenti. Le parole devastano le esistenze e specie quando hai 16 anni lasciano ferite che non rimarginano. Pensate, siate complici, dimostrate e dimostriamo cosa significa vivere in una città portuale al centro del Mediterraneo: solidarietà. ❞”
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Università di Messina: la nota Rettore su inaccettabili comportamenti omofobi

In merito alla riprovevole vicenda che ha visto coinvolto un nostro studente, oggetto di reiterati insulti di stampo omofobo, “l’Università di Messina, nella persona del Magnifico Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, condanna fermamente quanto accaduto. I fatti sono già giunti all’attenzione dell’amministrazione universitaria per il tramite del Presidente dell’Arcigay Messina, dott. Rosario Duca, che è stato ricevuto dal Rettore e dal Prorettore Vicario, ed è stato invitato ad inviare tutta la documentazione necessaria al fine di attivare le dovute procedure disciplinari. L’Ateneo, peraltro, si è dotato anche di recente di strumenti e regolamenti stringenti che consentano di sanzionare eventuali comportamenti inaccettabili di siffatta natura. Il Rettore, comunque, rimane come sempre disponibile ad incontrare le associazioni studentesche”, conclude il comunicato.