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Marx in Vaticano non è un paradosso

Don Zampaglione

Don Zampaglione è un grande uomo di fede: in attesa di vedere come saranno investiti i fondi del Recovery Plan, una parola d’ amore è in grado di portare conforto ed incoraggiamento nelle azioni di mutuo soccorso che possono lenire le peggiori condizioni di miseria e fame

Grande uomo di fede, don Giovanni Zampaglione. In momenti come questi, dove la pandemia ha messo in ginocchio quel poco che era riuscito a risollevarsi. In attesa di vedere come saranno investiti i fondi del Recovery Plan, una parola d’ amore è in grado di portare conforto ed incoraggiamento  nelle azioni di mutuo soccorso che  possono lenire le peggiori condizioni di miseria e fame  in cui troppe persone si ritrovano. Si parla di famiglie, ma non dobbiamo dimenticare i senza famiglia, le persone sole che la pandemia, prima ancora della perfidia maligna, ha escluso da ogni vita sociale. Richiamare la persone, oltre alle famiglie, significa ridare dignità, decoro e lavoro al singolo, una grande e semplice azione che Gesù non ha mai omesso di fare. A tal proposito si è molto favoleggiato riguardo al Cristo lavoratore, figlio di un ricco falegname, come del Gesù principe dei poveri, protettore e soccorritore dei deboli e dei reietti. Gesù portava una ricca veste che, da quel che ci è dato sapere, le guardie si giocarono a dadi, da tanto bella e di tessuto pregiato composta. Eppure Gesù andava nei posti di peggior degrado, si mescolava alla gente che le persone perbene sdegnavano, baciava e curava i lebbrosi. Benediva ugualmente la gente perbene, mostrando magnanimità, ma allo stesso tempo  non faceva mistero della sua insofferenza verso coloro che facevano di tutto un luogo di mercato. Un piccolo gesto di altruismo può cambiare il mondo. Gesù, è anche un gran lavoratore, ma lavora bene per cambiare l’animo delle persone, per dopo cambiare il mondo e renderlo fertile e florido alla venuta del Padre. Togliere il lavoro a una persona, accumulare ricchezze, sono tutte azioni che alla fine vanno contro al piccolo gesto di amarsi gli uni con gli altri. Giusto che chi accumula ricchezze debba comunque rimetterle nella comunità, perché chi toglie il pane al prossimo, lo toglie anche a se stesso. Chissà che la preghiera di don Zampaglione, cosi fresca, sincera e vera, possa arrivare anche in Parlamento e in Vaticano, trovando una propria risonanza con quanto scritto da Papa Francesco I nell’ enciclica “Fratelli tutti”:” Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società. Accade però frequentemente che i diritti secondari si pongono al di sopra di quelli prioritari e originari, privandoli di rilevanza pratica. Il lavoro dovrebbe essere un  bene comune ed universale, non come diritto del più forte. Mai come adesso, sbagliate politiche capitaliste e neoliberiste hanno reso il diritto al lavoro sempre più  inconsistente ed insicuro. La web economy, invece che dare più lavoro a tutti, ha reso possibile forme di sfruttamento e precariato sempre più forti e aberranti. I rider, le persone che hanno contribuito a rendere meno pesante questa pandemia, portando nelle nostre case gli ordini on line, e sono pagati a consegna, sono pagati per correre, per arrivare primi e ritornare indietro e ripartire più veloce in bici, con tutti i rischi connessi, senza garanzie né tutele. I  lavoratori di Amazon hanno incrociato le braccia per ottenere dal colosso della distribuzione migliori condizioni di lavoro. I piccoli imprenditori agricoli, vero fiore all’ occhiello, sono sempre più in difficoltà e schiacciati dalla grande distribuzione. Ora più che mai sono necessari interventi pesanti per riportare lavoro e dignità e rispettabilità, magari anche una patrimoniale che colpisca i redditi alti e sostegni forti ai più deboli. Magari una punta di buona volontà da parte del Vaticano stesso, magari ripensando e stralciando i Patti Lateranensi e riportando 6 miliardi di euro nelle casse della disastrata Italia.  Volesse il cielo, questo porterà ad attuare il sogno rivoluzionario di Marx, un mondo libero dalla schiavitù del denaro e del lavoro stesso, un sognatore di un mondo dove essere davvero tutti fratelli e nell’ amore condiviso, come sognava Gesù Cristo.

Olga Balzàno Melodìa