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Luca Colombo come Ulisse: lo Stretto di Messina è un osso duro, per attraversarlo c’è bisogno del Ponte!

luca colombo ponte sullo stretto

Il mare divide Calabria e Sicilia, senza il Ponte sullo Stretto di Messina tutto sembra molto più complicato

Il tentativo di scrivere un nuovo record è andato male, ma Luca Colombo ha giurato di volerci riprovare. E fa bene. Questo è lo spirito giusto nella vita, perché tutti prima o poi scivolano, l’importante comunque è rialzarsi. Il noto pilota avrà capito che lo Stretto di Messina non è il Lago di Como: non certo per farne un confronto di bellezze paesaggistiche, ci mancherebbe altro, sono due posti diversi ed altrettanto magnifici, ma tentare di attraversare in moto le acque tra la Sicilia e la Calabria, senza fare i conti con la corrente del mare e quella dei venti, non è un’impresa facile. D’altronde, se anche Ulisse non ci è riuscito, un motivo ci sarà. Passare da una sponda all’altra, senza avvalersi di alcun traghetto, significa dover fare i conti con le onde provocate da due cargo, che hanno fermato il pilota circa 500 metri dopo aver lasciato Cariddi: “quando finalmente ho avuto il via libera sapevo della corrente nella parte centrale dello Stretto ma ignoravo la presenza di onde provocate da due grosse navi che erano passate una ventina di minuti prima. L’ingresso in acqua è stato facile, ho messo la terza e poi la quarta marcia e tutto andava bene finché non ho incontrato questa serie di onde che non era possibile vedere da riva. Ho superato le prime ma una ha rallentato la corsa fino a farmi fermare”.

E ancora: “in cinque anni non mi era mai successo, la considero un’esperienza di cui fare tesoro ma non ho intenzione di mollare e voglio certamente ritentare l’impresa. Sono in Sicilia da due settimane, sapevo che lo Stretto sarebbe stato un osso duro e ho potuto constatare di persona le variabili che hanno reso famoso questo tratto di mare. Nella vita a volte si vince, altre volte si impara e non dobbiamo dimenticare che ogni errore ci avvicina al nostro obiettivo. Non sono abbattuto mi sento invece carico di una gran voglia di riprovare, questa avventura non finisce qua”.

Le onde generate dalle navi hanno impedito alla ruota posteriore della Honda di mantenere il contatto con l’acqua e dunque di assicurare trazione e velocità di crociera sufficiente per planare. Un vero peccato visto quanto stava a cuore questo progetto al pilota. Ma non per questo Colombo pensa di voler alzare bandiera bianca, anzi. L’atleta ha promesso a se stesso e ai suoi fans di tornare presto in sella per ritentare la traversata. E noi, abitanti dello Stretto, gli auguriamo di raggiungere presto il suo obiettivo, riprovandoci magari con più calma una volta che il Ponte di Messina sarà realizzato. Questa vicenda sembra essere proprio la metafora perfetta di due territori che, senza la presenza di un collegamento stabile, non possono essere uniti. Il mare divide e rende tutto molto più complicato, è questa l’ennesima prova. E se il mito di Ulisse ad oggi era soltanto una leggenda, la vicenda di Luca Colombo invece è testimoniata dalle immagini, lo Stretto senza il Ponte non si può attraversare così facilmente!