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Personaggi storici messinesi: la poetessa Elpide e l’accesa disputa sul suo luogo di nascita

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Alla scoperta dei personaggi storici messinesi: il viaggio di StrettoWeb conduce oggi alla poetessa del V secolo d.C. Elpide e all’accesa disputa sul suo luogo di nascita

Il viaggio di StrettoWeb tra i personaggi storici messinesi ci porta oggi alla scoperta della poetessa e filosofa Elpide, nota anche come Elphe o Elpis, vissuta nel V secolo d.C. e morta intorno al 500 a Roma. Non sono pervenute tantissime informazioni ai giorni nostri. Degli scritti della donna, inni in lingua latina e greca, ne sono infatti “sopravvissuti” solo due, Felix per omnes e Aurea Lux, opere in latino dedicate ai santi Pietro e Paolo. Prima moglie di Severino Boezio, filosofo e senatore romano, viene indicata da alcuni storici come figlia del senatore romano Simmaco mentre da altri come figlia del nobile Tito Annio Placido e sorella di Faustina, madre del santo martire Placido.

elpideE’ anche per questo che, forse, molto di più che per la sua vita e per le sue opere, Elpide è ricordata soprattutto per l’accesissima disputa legata al suo luogo di nascita. Intorno al ‘600 nacque infatti un dibattito legato alle sue origini, o messinesi o palermitane, per altri addirittura o romane o trapanesi. Una ricerca della verità che affondava le radici su questioni politiche, visto che la cittadinanza della donna era diventata argomento forte per contendersi il ruolo di capitale dell’Isola. Circa 200 anni dopo, nel 1819, Giuseppe Emanuele Ortolani confessò che alcuni scrittori “ne vennero quasi alle mani” per questa decisione. Nel 1643 fu ritrovato un bassorilievo raffigurante Elpide, scoperto da Mario Caridi e fatto successivamente trasferire dal Senato di Messina al Palazzo Senatorio, accompagnata da una scritta che indicava la città dello Stretto come quella originaria di nascita della poetessa.

Andando oltre questa mai irrisolta contesa, sembrano invece certe la data e il luogo della morte, probabilmente il 504 a Roma. Nella capitale si trovava il suo epitaffio, posto sul portico dell’antica basilica di San Pietro e successivamente trasferito nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, luogo di sepoltura del marito.