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La reggina Consuelo Nava espone alla Biennale di Venezia e mostra la sua “architettura in transizione”, alla più importante Mostra Internazionale di Architettura al mondo

consuelo nava

la ricercatrice reggina Nava è presente alla 17^ Mostra Internazionale di Architettura, la Biennale dì Venezia

La Calabria dell’architettura del futuro e pronta alle grandi sfide della transizione ecologica e digitale, della ricerca internazionale di eccellenza, dei giovani innovatori, dell’università per il territorio, è presente alla 17^ Mostra Internazionale di Architettura, la Biennale dì Venezia.

Sbarca a Venezia con il lavoro progettuale e di ricerca sperimentale, sull’architettura che risponde alla sfida dei cambiamenti climatici, che ricicla e propone un design avanzato tra digitale e umano, della ricercatrice reggina Nava e il suo team. Alla scienziata e architetto, alla missione di educatrice alla conoscenza, che svolge con passione, un invito come membro dell’advisory board e curatrice dello spazio in mostra dedicato al rapporto tra “ecologia e ricerca”, arrivato dal curatore del padiglione italiano Prof. Alessandro Melis, dell’università di Portsmouth, prossimo docente della NYT e responsabile della ricerca internazionale.

L’architetto Nava, docente e riconosciuta esperta sui temi della sostenibilità e innovazione a livello internazionale, si presenta alla più importante mostra internazionale di architettura al mondo, con 4+2 opere rappresentative del suo percorso scientifico e progettuale, che da ormai un ventennio conduce con esperienze di eccellenza, che attraversano il territorio calabrese, si trasferiscono e si nutrono degli studi e delle ricerche svolte in contesti esteri e nazionali. A Venezia, la ricercatrice dell’Università Mediterranea, porta il suo progetto che intitola “S2 Home-Digital/Human: “effort” in transition”, chiamando a condividerne l’installazione il giovane team di PMopenlab, start up di innovatori che da anni collaborano ai suoi progetti avanzati tra sostenibilità e digitale e l’imprenditore Nino De Masi, che eticamente dal 2017 al 2019, ha cofinanziato parte della ricerca sulla S2Home, insieme con le università di Trento e Mediterranea, PMopenlab, ENEA. Negli ultimi due anni, la prof.ssa Nava, ha lavorato scientificamente con i dottorandi “a sperimentazioni sul riciclo e i processi circolari” e “agli scenari in transizione”, per distretti energetici e circolari in ambito urbano e extraurbano, proiettati al 2085. Anche nuovi paradigmi progettuali e teorici, che l’architetto ha voluto condividere chiamando nel team curatoriale il prof. Mosè Ricci dell’università’ di Trento, con cui C.Nava svolge attualmente una ricerca sulle “vie del Mediterraneo” per l’Accademia dei Lincei.

Accoglie allo spazio al padiglione, un albero di Olivo Carolea, la specie più resiliente, alto 3mt e 50 cm e di 350 kg, che la Nava ha portato dalla Calabria, simbolo della sua biennale, poi, la parete in scala reale del modulo abitativo S2 Home, tutta in materiali da riciclo, il suo prototipo di involucro adattivo, stampato in 3D e di cui ha depositato il brevetto. Un wall illustrato di 9mq sui distretti energetici e le storie umane delle comunità resilienti, il racconto multimediale del processo di ricerca, 2 video che narrano le fabbricazioni nelle officine De Masi a Gioia Tauro e il concetto dell’esattazione tecnologica, che vede le trasformazioni di alcuni componenti di una scuotitrice di olivo trasformarsi in componenti per la S2 Home, modulo abitativo a doppia sicurezza sismica e ambientale.

La prof.ssa Nava, sulle ragioni della sua partecipazione al Padiglione Italia, dichiara: “viviamo dentro l’impronta ecologica del più grande equivoco socio-tecnico di tutti i tempi. Mentre la tecnica produceva una quantità di oggetti che superavano le componenti naturali, la tecnologia lavorava per depositare, dentro il vivere fisico e virtuale dell’umanità, l’internet delle cose. Il digitale e l’umano non si scambiano più prodotti ma servizi e l’identità di entrambi muta, alla ricerca di un’autenticità che dura il tempo del loro prossimo sorpasso, insieme sono chiamati ad alleggerire il pianeta. Le ore/uomo a disposizione delle comunità, tra capacità delle macchine e abilità umane, muovono “lo sforzo della transizione”, che non richiede applicazione ma gestione, non ambisce all’univocità ma alla complessità, non si manifesta nell’adattamento ma sulla cooptazione. S2HOME, è il paradigma ecologico e industriale di questa sfida ai cambiamenti climatici, è una casa fatta a macchina per scenari della transizione, la possibilità di sopravvivenza per comunità resilienti”.

All’Arsenale di Venezia, l’esposizione sarà in mostra dal 22 maggio al 13 giugno 2021, con un evento di conferenza internazionale, promosso dal Dipartimento di Architettura e Territorio della Mediterranea e da ABITAlab, il laboratorio di ricerca diretto dalla Nava, giorno 11 giugno, che sarà possibile seguire anche online. Tutto il progetto dell’esposizione è visitabile online sulla piattaforma www.pmopenlab.com