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‘Ndrangheta, interpellanza del senatore Gasparri sul caso Lia Staropoli: “da anni costante bersaglio di minacce e persecuzioni criminali”

L’interpellanza del senatore Gasparri sul caso Lia Staropoli

Il senatore Gasparri ha inviato un’interpellanza al Ministro della giustizia sul caso che ha visto coinvolta la dottoressa Lia Staropoli componente del più grande movimento antimafia giovanile d’Italia “Ammazzateci Tutti” e attualmente presidente dell’associazione nazionale “ConDivisa – Sicurezza e Giustizia”, che dal “2016 è diventata costante bersaglio di minacce, insulti e atti persecutori da parte di persone che appartengono o sono vicine ad una particolare ‘ndrina”. Ecco il testo completo dell’interpellanza (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Sindisp/0/1298100/index.html):

“Premesso che:

la dottoressa Lia Staropoli si occupa da sempre di operare per la diffusione di valori come la legalità, la giustizia ed il senso del dovere, a Limbadi in provincia di Vibo Valentia, roccaforte di una delle ‘ndrine più potenti ed efferate d’Europa, fin da giovanissima componente del più grande movimento antimafia giovanile d’Italia “Ammazzateci Tutti”, attualmente presidente dell’associazione nazionale “ConDivisa – Sicurezza e Giustizia”, nonché autore del libro “La Santa Setta – Il potere della ‘ndrangheta sugli affiliati e il consenso sociale sul territorio”, già alla terza edizione, dedicato ai sacrifici delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine, delle forze armate e dell’intelligence. Inoltre, è autrice di proposte di legge importanti contro la mafia, e cofondatore dell’Osservatorio per monitorare la mafia sui social network;

la dottoressa Staropoli ha sempre ricevuto gravissime minacce per la sua attività gratuita di sensibilizzazione su un territorio particolarmente difficile, ma dal 2016 è diventata costante bersaglio di minacce, insulti e atti persecutori da parte di persone che appartengono o sono vicine ad una particolare ‘ndrina;

l’interrogante si è occupato dell’esistenza di alcuni gruppi social contro di lei, fondati e gestiti da veri e propri componenti di famiglie della ‘ndrangheta, autori di gravissimi reati, e della presenza su questi gruppi di minacce gravissime come “serve la sedia elettrica per la Staropoli”, “Una palla conficcata nella nuca come in Cina”, “La Staropoli vive tappata in casa, ha paura”, “questa pazza (…) appena apre bocca la paliamo” (la massacriamo con una pala), “dovrebbe stare in paradiso”. Ma anche insulti gravi, volgari e costanti: “lurida da caserma”, affermazioni gravissime, che si protraggono ancora oggi e oggetto anche di una querela depositata in data 20 aprile 2021, che provengono, peraltro, da una persona già identificata e raggiunta da un decreto di ammonimento da parte del Questore di Vibo Valentia, pertanto perseguibili d’ufficio;

la Procura di Vibo Valentia continua a proporre l’archiviazione, non ravvisando reati nelle condotte persecutorie, e, nonostante l’opposizione alla proposta di archiviazione con richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari da parte dei legali della dottoressa Staropoli, dopo oltre un anno, non è stata ancora fissata l’udienza dal giudice per le indagini preliminari;

anche il padre della dottoressa Staropoli, preso di mira dagli stessi soggetti, ha sporto querela, con successiva proposta di archiviazione da parte della Procura; anche in questo caso, nonostante l’opposizione all’archiviazione e la richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari da parte dei propri legali, dopo oltre 4 anni, ancora per il procedimento penale che lo vede come parte offesa non vi è stata alcuna fissazione di udienza da parte del giudice per le indagini preliminari;

nel dicembre 2016 il comitato per l’ordine e la sicurezza di Vibo Valentia ha disposto la vigilanza radiocollegata nei pressi dell’abitazione della dottoressa Staropoli;

il 21 dicembre 2017 il questore di Vibo Valentia ha identificato e ammonito tre persone per atti persecutori ai danni della dottoressa Staropoli e del marito,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se non intenda attivare i propri poteri ispettivi per verifiche rispetto alla situazione descritta”.