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Reggio Calabria: incendio alla scuola Ibico di Santa Caterina [FOTO]

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Reggio Calabria, la scuola è chiusa all’utenza dal novembre 2011

“Ieri sera un incendio è stato appiccato all’interno della scuola Ibico, storica scuola media sita nel quartiere di Santa Caterina, chiusa all’utenza dal novembre 2011 per la necessità di interventi di adeguamento sismico e consolidamento strutturale”. Lo afferma in una nota Simona Accardo, socio fondatore Movimento Impegno e Identità con Angela Marcianò presidente.

“Più volte, in questi anni, l’amministrazione Falcomatà ha comunicato l’imminente inizio lavori di adeguamento e ristrutturazione, dopo aver ottenuto un finanziamento di € 800.000,00 dal MIUR e avere previsto lo stanziamento di ulteriori € 1.600.000,00, per aver inserito il progetto di manutenzione straordinaria del plesso nell’ambito dell’unità di Progetto intersettoriale “Agenda urbana”. L’ultima comunicazione in merito fu data il 20 luglio 2020 durante un incontro tra Sindaco, Assessore ed ex consiglieri della terza Circoscrizione, nel quale l’allora assessore Nucera comunicava la data di inizio dei lavori a settembre 2020 con una probabile conclusione per gli inizi del 2021”.

“Al di là dei comunicati e delle vacue promesse, però, nulla si è mosso e questo è stato uno dei tanti proclami vuoti a cui in questi anni ci siamo abituati e a cui è seguito solo silenzio e abbandono. Fino a ieri sera, con un incendio che ha interessato locali interni della scuola, la cui portata sicuramente aumenterà il costo degli interventi da operare per restituire questa scuola alla collettività”.

“Il problema è serio e in questi anni è stato più volte segnalato. Dopo la chiusura del plesso scolastico Ibico, tutti gli studenti della secondaria di primo grado hanno potuto usufruire solo della scuola Pirandello, che è rimasta l’unica scuola media della zona (quartiere di S.Brunello e Santa Caterina), per altro sottodimensionata per quello che è la richiesta a causa del suo esiguo numero di aule. Il problema è stato più che evidente nel corso dell’ultimo anno scolastico, in cui la pandemia ha costretto i dirigenti a fare i conti con spazi, distanziamento e norme da seguire e ciò ha comportato disagi e sacrifici non indifferenti alla scuola e alle famiglie”.

“Più volte la situazione è stata portata a conoscenza dell’Amministrazione comunale, soprattutto negli ultimi sei anni, sia dal Consiglio di Istituto che dal Comitato dei genitori dell’IC Falcomatà-Archi (a cui le due scuole Ibico e Pirandello afferiscono) ma, a questo punto, dobbiamo dire inutilmente”.

“Gli anni passano, i problemi aumentano (la scuola Ibico, nel frattempo, è stata più volte vandalizzata e sono stati pesantemente danneggiati infissi e impianti) e l’incendio di ieri sera non ha fatto che peggiorare la situazione. E, in tutto questo, l’Amministrazione tace… e c’è da chiedersi: che fine hanno fatto i fondi destinati ai lavori di adeguamento e ripristino della scuola Ibico?”.

Incendiata la scuola media Ibico, la condanna dell’assessore Albanese

Incendiata la scuola media Ibico, la condanna dell’assessore Albanese e della dirigente scolastica Corrado: “Gesto vile che colpisce l’intera comunità di Santa Caterina”. Sull’istituto c’è un progetto da 2,4 milioni: “La sua rinascita sarà la migliore risposta ai balordi”.

«Un gesto inqualificabile. Siamo certi che le autorità individueranno i balordi che, nella giornata di ieri, hanno appiccato il fuoco nelle aule della scuola media “Ibico” di Santa Caterina distruggendo numerosi documenti». L’assessore Rocco Albanese e la dirigente scolastica Serenella Corrado condannano l’azione dei vandali che hanno colpito «un istituto storico, luogo di crescita e di formazione per decine di generazioni di reggini».

«Anche se, da qualche anno, la scuola è in disuso per problemi strutturali – ha spiegato l’assessore Albanese – niente giustifica l’ignobile atto di chi pensa di poter porre e disporre a proprio piacimento di un qualsiasi bene pubblico. Proprio per ridare vigore all’istituto “Ibico”, l’amministrazione comunale ha previsto un corposo finanziamento da 2, 4 milioni di euro. Un progetto massiccio di consolidamento, il cui Rup è Eleonora Megale, adesso al vaglio dei Vigili del fuoco che, una volta valutato positivamente, sarà immediatamente approvato dalla giunta, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, per poi andare a gara e consentire l’apertura formale del cantiere». Lavori di riqualificazione che, secondo l’assessore Albanese, rappresenteranno «la giusta risposta al gesto vile di balordi che fanno della sottocultura e dell’arroganza il loro punto di forza per tentare di affermare il dominio sul territorio».

Per la Dirigente scolastica Serenella Corrado e per l’assessore Rocco Albanese, dunque, «sono stati momenti di vera sofferenza».

«Crediamo – affermano, congiuntamente, in una nota stampa – che le forze dell’ordine riusciranno a risalire ai responsabili dell’inaudita offensiva contro la scuola e, da parte nostra, offriremo il massimo supporto mettendo a disposizione delle autorità inquirenti i tanti sistemi di video sorveglianza che circondano l’area». Un ringraziamento, quindi, lo riservano al funzionario del Comune Giustra, agli operai di Castore «intervenuti come sempre» ed agli uomini dei Vigili del fuoco e dell’arma dei Carabinieri per «la fulminea azione di contenimento dei danni».

«Grazie a loro – affermano – si sono limitate conseguenze che potevano essere ancor più gravi. Rinnoviamo la nostra gratitudine ed esprimiamo la massima fiducia per il buon esito delle indagini».

«Giù le mani dai nostri ragazzi», incalzano Albanese e Corrado aggiungendo: «Lotteremo con tutti i mezzi di cui disponiamo per assicurare la serenità che meritano gli studenti ed un edificio scolastico performante. Sul territorio di Santa Caterina, infatti, l’Ibico è un istituto simbolo. Questi vandali non ci scoraggeranno perché siamo convinti che il territorio vada protetto e salvaguardato da tutti. Dalla nostra parte ci stanno anche i genitori degli alunni che hanno forza e determinazione tali e tante da non arrendersi davanti a queste meschinità». Corrado ed Albanese, poi, si rivolgono a possibili testimoni: «Chi ha visto parli. Corre l’obbligo morale ed istituzionale di far passare un messaggio chiaro: non ci scoraggerete, non arretreremo di un passo. Andremo avanti più forti e convinti di sempre».

La scuola Ibico, dunque, «non è un luogo dimenticato, anzi. E’ una scuola che ha rappresentato un vanto per la città, capace di istruire far crescere studenti che, col tempo, si sono affermati nei più importanti centri di sviluppo d’Italia e d’Europa. Chi ha appiccato il fuoco fra le sue aule, non ha colpito soltanto mura, carte e suppellettili: ha ferito la storia di una comunità che, intorno alla scuola media “Ibico”, ha condiviso esperienze di vita».