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Il Ponte sullo Stretto e il rumore dei nemici

ponte sullo stretto mourinho

Il Ponte sullo Stretto e il ritorno del rumore dei nemici: come Mourinho dall’Inter alla Roma, il Movimento 5 Stelle si spacca perchè c’è chi ha cambiato idea trovando il lume della ragione

Il rumore dei nemici. Si alza disperato e straziante il lamento dei “No Ponte” che sono tornati a blaterare le loro retrograde fandonie dopo anni di silenzi. Dieci anni fa avevano vinto loro, il progetto del Ponte era stato bloccato dopo la realizzazione della variante di Cannitello e l’approvazione del progetto definitivo, ma adesso hanno di nuovo impugnato le loro armi più affilate alimentando disinformazione e fake news sostenendo teorie medievali, soffiando sull’ignoranza per ricostruire un fronte sempre più blando, quello dell’opposizione allo sviluppo del Sud.

Non appena la commissione tecnica incaricata dal governo Conte (Pd-M5S) ha pubblicato la relazione in cui si dice che “Il Ponte sullo Stretto si deve fare, per la sua realizzazione sussistono profonde motivazioni“, i nemici del progresso sono rispuntati come funghi in autunno. E lo hanno fatto proprio nei giorni in cui la Roma ha annunciato il ritorno in Italia di Josè Mourinho, che nel 2009 da allenatore dell’Inter si esaltava per sentire il “rumore dei nemici” riferendosi proprio ai romanisti che aveva sbeffeggiato con un’altra famosa frecciata, “zeru tituli“. Ma se dopo 12 anni Mourinho va alla Roma, la grande avversaria della sua Inter di allora, perchè ci si sorprende che il Movimento 5 Stelle adesso sostiene il Ponte sullo Stretto? Solo gli idioti non cambiano idea, ed evidentemente nel Movimento non tutti lo sono. A guidare la battaglia pro-Ponte nel movimento c’è Giancarlo Cancelleri, anche se la più agguerrita sembra la deputata messinese Angela Raffa che fa parte della commissione trasporti della Camera ed evidentemente grazie ai suoi 28 anni ha l’apertura mentale che le consente di superare gli steccati ideologici.

Il Ponte si deve fare, senza il Ponte non ci sarà mai un vero sviluppo del Sud. Eppure il rumore dei nemici si alza ogni giorno che passa sempre più forte, tale è la loro paura che adesso la grande opera si realizzi davvero. Perchè le condizioni sono cambiate, perchè i soldi non sono più un problema, perchè i partiti sono finalmente (quasi) tutti d’accordo, anche a sinistra hanno superato il “no” dettato dall’antiberlusconismo nei decenni precedenti, perchè le autostrade sono tutte rinnovate, perchè ci sono i soldi e i progetti per l’alta velocità ferroviaria. Adesso, al contrario di venti anni fa, è proprio il Ponte che manca. E’ solo il Ponte che manca.

E’ tornato Renato Accorinti, che dopo quel mesto addio in bicicletta sui sandali da Palazzo Zanca ci eravamo quasi dimenticati. Doveva essere il Sindaco della flotta dello Stretto, delle “altre priorità“, delle “alternative al Ponte“: durante la sua sindacatura, invece, Messina si è terribilmente allontanata da Reggio, dalla Calabria e dal resto d’Italia, oltre a sprofondare in un degrado senza precedenti.

E’ tornato Mario Tozzi, il geologo che sta al Ponte sullo Stretto esattamente come Galli e Crisanti stanno alla pandemia.

E’ spuntato Andrea Scanzi: la sua contrarietà e le sue argomentazioni confermano proprio quanto il Ponte abbia un valore straordinario.

Sono tornati i soliti radical-chic che dai salotti buoni di Milano, Bologna e Firenze sentenziano che il Ponte unirebbe “il nulla col nulla, il niente col niente“; e i falliti della vita secondo cui “con il Ponte si fa soltanto un favore alla mafia“. Sono sempre gli stessi, quelli che hanno fatto perdere a Roma la grande occasione delle Olimpiadi 2024, quelli che solo a sentire la parola “grande” opera o “grande” evento iniziano a frignare dal fastidio. Perchè sono piccoli, perchè non hanno visione, perchè non riescono a ragionare in grande. Non hanno ambizione, non hanno lungimiranza, non sanno più neanche sognare, tanto abituati allo scetticismo della mediocrità che li avvolge.

ponte sullo stretto di messina

Il rumore dei nemici. I nemici del Ponte, che sono i nemici della crescita e dello sviluppo del Sud, e quindi anche i nemici della legalità, i nemici del lavoro, i nemici della cultura, i nemici del turismo, i nemici dell’ambiente. Perchè il Ponte sullo Stretto è la grande opera più ecologica della storia, in quanto consentirebbe di tagliare le emissioni di anidride carbonica di 140 mila tonnellate annue rispetto a quelle provocate dai trasporti sui traghetti dello Stretto. Perchè il Ponte sullo Stretto è la grande opera più temuta dalle mafie, in quanto genererebbe un indotto di lavoro e occupazione che impiegherebbe centinaia di migliaia di persone in modo sano e onesto, strappandole dalle grinfie criminali delle cosche, emancipandole dalla delinquenza. Perchè il Ponte sullo Stretto è la grande opera necessaria allo sviluppo socio economico e culturale del Sud, in quanto riporterebbe il meridione al centro d’Europa accorciando le distanze con il resto del mondo e togliendo Calabria e Sicilia fuori dall’attuale marginalità.

alta velocità e ponte sullo strettoI tecnici incaricati dal governo Conte l’hanno scritto chiaro e tondo nella relazione: “la Sicilia è l’isola più grande e importante al mondo che non ha un collegamento stabile con la terraferma e il suo rapporto popolazione/distanza è molto superiore a quello di diverse isole che posseggono già un collegamento stabile“. Significa che senza Ponte siamo nel terzo mondo, perchè in quello che consideriamo terzo mondo i ponti già ci sono ovunque, e collegano anche zone meno importanti della Sicilia.

area metropolitana dello stretto isagSempre i tecnici nella stessa relazione spiegano che il Ponte andrebbe a sancire la realizzazione dell’Area Metropolitana dello Stretto, di cui si parla da 60 anni ma che senza Ponte non sarà mai realtà: “Un’unica area metropolitana integrata dello Stretto, con i suoi circa 800 mila abitanti, costituirebbe un acceleratore di sviluppo più che proporzionale alla dimensione demografica. Si tratterebbe di un’area dalla dimensione significativa di circa 800 mila abitanti con una core area (Reggio – Messina – Villa S. Giovanni) di 437.500 abitanti, al pari di altre aree metropolitane di livello europeo“.

reggio messina area metropolitana dello stretto derby regginaDovrebbero semplicemente leggerla quella relazione del gruppo di lavoro tecnico incaricato dal MIT, i nemici del Ponte che adesso fanno rumore. Dimostra in modo chiaro ed inequivocabile che il Ponte è vantaggioso per tutti, che nello Stretto transitano 10 milioni e 660 mila passeggeri annui800 mila mezzi pesanti annui e 1 milione e 800 mila veicoli leggeri annui: altro che “nulla con nulla” e “niente con niente“, è lo snodo di viabilità in assoluto più importante d’Italia. Tra questi, sono documentati circa 6 mila pendolari che quotidianamente si spostano per motivi di studio e lavoro tra le due sponde, per un totale di 12 mila transiti giornalieri locali.

Non resta che fare come Mourinho: esaltarsi per il rumore dei nemici. Che sia una motivazione ulteriore per la battaglia del Sud. Una battaglia di crescita, di sviluppo, di libertà, di riscatto e di prospettiva. La battaglia per il Ponte. La sfida più importante per il futuro di questa terra.