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Reggina, il Pagellone di StrettoWeb: dal “casinista” Lakicevic al bomber mancato Liotti, i voti di una stagione a testa alta

Pagellone Reggina

Reggina, la stagione 2020-2021 è già in archivio ed è quindi tempo di giudizi: il pagellone di StrettoWeb di tutta l’annata tra dirigenza, allenatori e calciatori

Lo ammetto: l’anno scorso fu più facile. Sancita la promozione, scrissi su StrettoWeb il pagellone della Reggina della promozione. Semplice semplice. Grande stagione, voti altissimi. La mente pensava (e sognava) e la mano scriveva. Dopo un anno ci ritroviamo qui, a chiudere il cerchio al termine di un’annata sicuramente più ricca di difficoltà, ma non per questo meno emozionante. E’ stata un po’ come le montagne russe: forti scossoni all’inizio, una discesa ripidissima e una lenta risalita, con la chiusura tranquilla non prima di aver sfiorato un nuovo giro. Ma la stagione è terminata ed è tempo di dare i voti. Ci riprovo, un anno dopo.

Reggina, il pagellone della stagione 2020-2021: i voti alla dirigenza, da Gallo a Taibi

LUCA GALLO: – Un punto in più della sufficienza, ma non oltre. I risultati della squadra (male nel girone d’andata e bene in quello di ritorno) sono frutto anche delle sue scelte e delle sue strategie comunicative. Aggressiva all’inizio, più cauta dopo, con le scuse alla tifoseria per “essersi lasciato andare”. Al di là del rendimento sul campo, va dato atto della grande determinazione nell’ingaggio di Jeremy Menez che – in tempi normali, senza Covid e con stadi pieni – avrebbe potuto forse avere un impatto diverso, che andasse anche oltre l’aspetto sportivo. Da non dimenticare invece l’ulteriore sforzo per gli arrivi a gennaio, in un momento storico complesso per tutti. E la consapevolezza – lo ha detto – di aver capito gli errori e di avere un anno di esperienza in più in B. Che, tradotto, dovrebbe significare “meno colpi roboanti, più giovani da valorizzare, nel segno della continuità, perché in cadetteria questo serve”. “L’HO FATTO PER LA GENTE”

MASSIMO TAIBI: 6.5 – La scelta Baroni è sua. Lo puntava da anni, come più volte affermato. E’ stata la svolta, non c’è dubbio, ma anche la mossa con il quale ha “salvato” la sufficienza. Senza di essa, fino all’arrivo del tecnico fiorentino, il giudizio è infatti insufficiente. Costruisce, in concerto con Toscano, una squadra che poco si addice ai dettami del reggino, fautore convinto della difesa a 3. Ma non sostituisce a dovere il centrale della retroguardia, Bertoncini, portando i vari Cionek, Stavropoulos e Delprato, poco avvezzi a questo sistema di gioco. Prova ne è il cambio di passo con la retroguardia a 4. Scommesse (perse) i vari Faty, Lafferty e Vasic, ma rimedia con gli innesti estivi. Sfortunato con Charpentier. SI SALVA IN CORNER

Reggina, il pagellone della stagione 2020-2021: gli allenatori

DOMENICO TOSCANO: 4.5 – Protagonista della stagione è anche lui. L’anno scorso ci mise tanto del suo in positivo, mentre quest’anno in negativo. Ha l’alibi della sosta lunghissima, della preparazione affrettata (senza amichevoli) e dei tantissimi infortuni. In quest’ultimo caso, però, c’è anche del suo, senza dimenticare il fatto di aver avallato degli innesti che non si sono rivelati funzionali al suo modo di giocare e che – tanti – avrebbero pagato lo scotto dell’adattamento ad un nuovo campionato. L’errore più grande? Non essere riuscito, o non aver provato, a dare la scossa necessaria nel momento di maggiore difficoltà, fosse anche un sistema di gioco più adatto alle caratteristiche della squadra. Avrebbe meritato ben altro saluto da parte della tifoseria, ma il momento storico non lo ha purtroppo aiutato. NEMO PROPHETA IN PATRIA

Reggina-Monza Baroni

Foto StrettoWeb

MARCO BARONI: 8 – I numeri parlano chiaro. La media punti, da quando è arrivato, è da piena zona playoff. Anzi, senza la frenata finale, sarebbe anche da promozione diretta. Cambia il volto alla squadra sotto ogni punto di vista. La prima mossa è semplice: cambio modulo, perché per lui “non esistono giocatori fuori ruolo”. Poi entra nella testa di ognuno e la trasforma: da Stavropoulos a Folorunsho passando per Di Chiara, Bellomo, Rivas. Saggia la gestione Denis, ma avrebbe voluto far di più con Menez. Ciliegina sulla torta: entra di prepotenza, ma sempre rispettando i ruoli, nel mercato di gennaio, in concerto con Taibi e la dirigenza. BARUNI

LA ROSA

Reggina, il pagellone della stagione 2020-2021: i portieri. Nicolas top player, male Plizzari e Guarna

ENRICO GUARNA: 5.5 – Fa il secondo nel girone d’andata, ma sostituisce spesso Plizzari tra convocazioni in Nazionale, Covid e finale turbolento. Non riesce a far molto meglio del compagno e ha anche qualche responsabilità (vedi Ascoli). INCERTO

ALESSANDRO PLIZZARI: 5 – Annata negativa, è risaputo. Comincia con entusiasmo e voglia di fare, ma piano piano cominciano a contarsi gli errori che poi influiscono sui risultati. La difesa all’inizio non aiuta, così come i finali in ossigeno. Cede il posto a Nicolas per recuperare la serenità perduta dopo i gravi errori con Cittadella e Vicenza, si riscatta alla grande salvando il pari a Frosinone. INSICURO

NICOLAS ANDRADE 8 – Non me ne vogliano gli altri, ma è il miglior acquisto di gennaio. Non che tanti altri non siano stati importanti, ma il suo è quello che più si fa sentire nell’economia del risultato sportivo. Con la sua esperienza e il suo carisma trasmette innanzitutto tranquillità alla difesa, che raggiunge una certa solidità nel suo periodo migliore. E poi si traveste da incredibile para-rigori: ne prende tre su quattro, aggiungendo a questi un innumerevole serie di parate che risultano fondamentali. Colonna da cui ripartire. “DIDA E JULIO CESAR, SCANSATEVI”

ALESSANDRO FARRONI: SV

Reggina, il pagellone della stagione 2020-2021: i difensori. Riscatto Cionek, sorprese Liotti e Stavropoulos

THIAGO CIONEK: 6+ – Girone d’andata da 5, girone di ritorno da 7. La media è 6, con il + che rappresenta il premio al suo temperamento. Qualche infortunio, un ingresso “affrettato” e l’utilizzo da fuori ruolo ne condizionano pesantemente la prima parte, in cui sembra addirittura un pesce fuor d’acqua. La forma fisica ritrovata, il passaggio a 4 e l’assestamento della retroguardia fanno riscoprire il “vero” Cionek. La rinascita? Quando entra a Reggio Emilia e in pochi secondi ribalta l’azione che porta al gol di Bellomo; poi chiude il cerchio con il gol all’Ascoli. IL SAGGIO

GIUSEPPE LOIACONO: 6 – Un percorso sicuramente altalenante, molto meno rassicurante e costante rispetto all’anno scorso, ma i paragoni tra le due annate – per tutta una serie di motivi – lasciano il tempo che trovano. Anche lui paga la confusione della prima parte, in cui è tra i pochi a giocare sempre ma con interpreti spesso diversi. Nel ritorno ruota come tutti, ma chiude in crescendo. IL CAPITANO

stavropoulos regginaDIMITRIOS STAVROPOULOS: 7 – Piacevolissima sorpresa, a maggior ragione dopo le tante incertezze dell’andata. Con Toscano gioca poco e quando lo fa sembra sempre in difficoltà, tra ruolo, adattamento (la lingua influisce) e risultati che non aiutano. Male con Cittadella e Vicenza alle prime due di Baroni, ma anche per lui la rinascita è a Reggio Emilia, dove viene espulso (non per sua colpa) dopo aver giocato una grande partita. Da lì diventerà un punto fermo del tecnico: grande attenzione e concentrazione, ottime doti aeree e d’anticipo e discreta propensione a guidare il gioco. LA SORPRESA

ENRICO DELPRATO: 6 – Il classico giocatore che dà l’impressione di essere ancora troppo acerbo. E’ un jolly, ma non si è ancora ben capito se questo è un bene o un male per lui. Gioca da esterno in un centrocampo a 5, da centro-destra e centro-sinistra nella difesa a 3, da terzino nella difesa a 4 e da mediano nel centrocampo a 2. Soccombe troppo spesso in fisicità, prova a rimediare con senso della posizione e concentrazione. IL TIMIDONE

GIANLUCA DI CHIARA: 6.5 – L’ho spesso “punzecchiato” scrivendo le pagelle post partita. Mi ha dato talvolta l’impressione, e l’ho fatto notare, che giocasse al 60-70% delle sue capacità, non sfruttando appieno un potenziale tecnico a mio avviso importante. E che dimostra, con più continuità, nella seconda parte di stagione, dove sforna diversi assist e un gol importante a Venezia. PERDONATO

DANIELE LIOTTI: 7 – E’ il bomber a sorpresa, e in pochi ci avrebbero scommesso quest’estate, non fosse altro perché mai aveva giocato così vicino alla porta. Ma con Toscano va in gol con facilità e Baroni lo nota, spostandolo davanti. Di recente ha detto che la capacità di saltare l’uomo non è il suo forte, ed è così, ma riscopre delle doti che forse neanche lui conosceva: quelle di attaccare l’area e la profondità con l’aggressività e la fame di un attaccante consumato. Spesso decisivo dopo l’ingresso in campo a gara in corso, come dimostrano le recenti gare con Reggiana e Cremonese. BOMBER MANCATO

IVAN LAKICEVIC: 7- – Sono stato a lungo indeciso tra il 6.5 e il 7, alla fine ho optato per una via di mezzo. Il leggero voto in più è perché riesce a diventare subito decisivo nonostante fosse fermo da mesi e mesi, dimostrando una grande determinazione. A Frosinone procura il rigore agli avversari ma è già “pimpante”, a Pescara e col Chievo regala due assist a Denis. E poi, così circola tra lo spogliatoio, è uno dei più “attivi” del gruppo. E stava anche azzeccando il pronostico al suo arrivo: “Voglio i playoff”. Provaci ancora Laki, magari l’anno prossimo… IL CASINISTA

CHRISTIAN DALLE MURA: 6.5 – Gli errori ci sono, ma non può essere messo sullo stesso grado di giudizio degli altri. E’ alla sua prima assoluta tra i Prof e Baroni lo getta per la prima volta nella mischia contro un Chievo dal potenziale d’attacco importante. Lui risponde con personalità e, a parte qualche sbandamento, anche nelle successive gare fa valere la sua personalità, a dispetto dell’età. NE SENTIREMO PARLARE

MARCO ROSSI: 4.5 – Dispiace, soprattutto perché era stato tra i protagonisti assoluti della promozione. Gioca le prime gare, ma sbaglia praticamente sempre: diversi errori tra Pescara, Entella e non solo. Poi si fa gravemente male a Monza e quando recupera è fuori lista. DISTRATTO

DANIELE GASPARETTO: 5 – Discorso simile a quello del compagno, seppur giochi meno e venga “sovrastato” dalla pressione dei nuovi arrivi. Perde quasi subito il posto e non lo recupera più. SILENZIOSO

GABRIELE ROLANDO: 5.5 – Tanti calciatori hanno radicalmente cambiato il proprio rendimento tra andata e ritorno. Con lui, questo ragionamento non si può fare, perché va via a gennaio. Resta quanto visto nel periodo peggiore della stagione, in cui anche lui ha qualche difficoltà. Il doppio infortunio, però, non lo aiuta affatto. RIMANDATO

Reggina, il pagellone della stagione 2020-2021: i centrocampisti. Conferma Bianchi, ma la rivelazione è una sola

NICOLO’ BIANCHI: 7 – E’ l’emblema del centrocampista silenzioso, e cioè colui che lavora sodo e bada al concreto, ben consapevole che può meritarsi il posto senza per forza sfoggiare le doti tecniche del Pirlo di turno. In fondo, le sue doti sono altre: grande corsa, senso della posizione, intelligenza tattica e non disdegna assist e gol, a Vicenza e a Cittadella. Jolly per Toscano e anche per Baroni, che lo piazza quasi sempre al fianco di Crisetig. Per caratteristiche, e lo scrissi già nel pagellone dello scorso anno, è il centrocampista che tutti vorrebbero. #BIANCHISETTEPOLMONI

LORENZO CRISETIG: 7 – E’ arrivato con il compito di fungere da faro del centrocampo. E così fa. I compagni lo cercano sempre con lo sguardo, lui accorre in aiuto e fa partire l’azione. E’ l’unico con determinate caratteristiche in rosa e per questo è tra i più utilizzati. Si toglie anche il lusso di segnare. IL GEOMETRA

Reggina-Monza Folorunsho

Foto StrettoWeb

MICHAEL FOLORUNSHO: 8 – E’, probabilmente, il calciatore che porta più punti alla squadra amaranto tra assist, gol, partecipazione all’azione decisiva e rigori procurati. Il suo cambiamento è pazzesco, ancora più evidente rispetto a quello di Stavropoulos. Il gol con deviazione in casa del Pordenone è solo un assaggio. La vera “mossa” la indovina Baroni, che lo sposta un po’ più avanti, a fare da collante tra centrocampo e attacco. E diventa un terremoto: segna 6 gol, sforna 3 assist e, prima dell’infortunio, risulta essere sempre tra i più decisivi nell’arco dei 90 minuti. THE MASK

RIGOBERTO RIVAS: 7+ – Causa infortunio, nel girone d’andata è perennemente assente. E’ per questo che, nonostante un ritorno super, il voto non può alzarsi troppo. Segna il primo gol a Ferrara e da lì non si ferma più. Valore aggiunto soprattutto nella parte finale. DIESEL

MARIO SITUM: 6.5 – Anche lui si trova a dover far fronte ad innumerevoli infortuni. Segna il primo gol contro il Pisa, ma non riesce mai ad andare oltre un certo step. Il salto di qualità avviene nel finale, con il super gol a Venezia e una serie di buone prestazioni, frenate però dalla chiusura anticipata causa Covid. CORRENTE ALTERNATA

MARCO CRIMI: 6.5 – Innesto a centrocampo a suo modo fondamentale. Non solo per le sue caratteristiche e la sua esperienza, ma anche perché permettono a Baroni di poter ruotare a centrocampo soprattutto lui, Bianchi e Crisetig. Si dice che, da Lecce-Reggina di venerdì scorso, stia ancora rincorrendo gli avversari. E’ rimasto solo al Via del Mare. MARATONETA

CLAUDIU MICOVSCHI: 6 – E’ il primo nuovo arrivo di gennaio, ma viene ben presto scalzato dai compagni, per via dell’enorme concorrenza in quel ruolo. Gioca qualche gara da titolare e qualche spezzone, ma lascia poco il segno. CLAUDIU MICOVSCHI, PER TUTTI “DOMENICOVSCHI”

MICHAEL KINGSLEY: 6 – Qualche spezzone di gara, la titolarità a Brescia e poco più. Doveva essere utilizzato anch’egli per le rotazioni a centrocampo, ma chiude in anticipo la stagione per infortunio. MENO KING, PIU’ SLEY

FRANCESCO DE ROSE: 6 – All’inizio gioca poco, ma Toscano lo inserisce nel momento più difficile. Lui risponde come sempre con grande personalità, ma l’arrivo di Baroni lo mette fuori dai giochi. CICCIO POLPACCIO

HACHIM MASTOUR: 5.5 – L’amichevole col Benevento e l’avvio incoraggiante sembravano ottimi segnali, ma si scioglie col passare delle giornate e dei risultati negativi. Ceduto in prestito al Carpi a gennaio. FUMOSO

RICARDO FATY: SV – Sfortunato. E pensare che l’assist a Menez a Salerno faceva presagire qualcosa di buono.

LUCA CHIERICO: SV

LORENZO PELI: SV

ANDREA MARCUCCI: SV

Reggina, il pagellone della stagione 2020-2021: gli attaccanti. Montalto-Denis, che garra!

NICOLA BELLOMO: 7 – E’ vero, gridano vendetta le occasioni di Pisa e Lecce, ma – come scritto proprio nel post gara del Via del Mare – non è nato per segnare ma per far segnare. E lo fa alla grande, mandando in porta gli attaccanti per 5 volte. Nota di merito è la grande voglia e determinazione con cui si “riprende” la maglia amaranto. Ad inizio girone di ritorno Baroni non lo utilizza: il barese è sul punto di andare via ma, con uno scatto di orgoglio e tanto allenamento, torna al centro del progetto e non ne esce più. “MO CE RIPIGLIAMM’ TUTT’ CHELL CHE E’ NUOST”

montalto reggina-vicenzaADRIANO MONTALTO: 7.5 – E’ il bomber che mancava. Alla Reggina servono i gol, lui ha fame di gol: eccolo servito. Il risultato? 6 marcature in un girone, quasi tutte decisive. Ha, come direbbe Adani, la “garra” tipica dei bomber consumati. Ma è anche un gentiluomo: basta vedere come ringrazia l’arbitro Marotta ma anche la società. IL TAGLIAGOLE

GERMAN DENIS: 8 – Il suo giudizio non si ferma semplicemente alla stagione, all’aspetto sportivo e di campo o ai gol, ma va oltre, molto oltre. Diventa difficile anche per me svestire i panni del tifoso, in casi come questo, ma mi prendo felicemente il rischio. Sbaglia due rigori di fila a inizio stagione e ci mette la faccia in conferenza stampa, canta e porta la croce per tutto il girone d’andata perché non ci sono alternative davanti (pagando a caro prezzo in termini di infortuni e tenuta fisica) e nel girone di ritorno rinasce, segnando gol decisivi e mollando sempre per ultimo. E’ qui da circa due anni ma è diventato quasi subito una bandiera, un idolo. E’ un reggino doc, anzi un “pellaroto”. Come si fa a non amare German Denis? “MINA” ANCORA, TANQUE!

JEREMY MENEZ: 5 – Inutile girarci attorno: da lui ci si aspettava molto di più. Parte fortissimo e sembra in grado di trascinare davvero la squadra, ma dal primo infortunio (e da quel rosso contro la Spal) le cose cambiano. Subisce diverse ricadute, la squadra va male, cambia l’allenatore e lui gioca sempre meno. Il punto più basso? Il rigore sbagliato contro il Lecce. Si rifà con il grande assist a Folorunsho a Frosinone, ma da lì in poi Baroni gli preferisce giocatori più rapidi e dinamici, continuando però a lanciare segnali: “Dipende da lui”. Il francese non coglie e chiude con sole tre reti e due assist. L’ETERNO INCOMPRESO

SIMONE EDERA: 6.5 – A livello di impatto mediatico è il colpo più importante di gennaio. Prelevato dal Toro, in cui gioca pochissimo, Baroni lo schiera da subito dandogli fiducia. La partenza è sprint, poi si eclissa per qualche settimana, ritrovando la verve quando viene accentrato e spostato più avanti, vicino alla porta e quasi accanto alla punta. E così che segna il gol contro il Vicenza e quello a Lecce, qualche minuto prima dell’incubo, e cioè del grave infortunio e del lunghissimo stop. IN BOCCA AL LUPO

ORJI OKWONKWO: 5.5 – Ci si aspettava un po’ di più. E’ tra gli innesti di gennaio che incide meno, con l’alibi della lunga sosta (proveniva dal campionato statunitense) e di una condizione fisica da ritrovare a dispetto di un fisico pesante. Non ci riesce appieno, nonostante la fiducia accordatagli dal mister. Chiude la stagione senza gol. MEGLIO UN UOVO ORJI CHE UNA GALLINA DOMANI

KYLE LAFFERTY: 4.5 – Il classico matrimonio mai sbocciato. Arriva a Reggio con buone aspettative, ma comincia a viaggiare in giro per l’Europa in continuazione: gioca più con la sua Nazionale che con la Reggina e non riesce mai a entrare in condizione. In tutto ciò, anche il gravissimo lutto, con la scomparsa della giovane sorella. All’attivo solo un palo (a Verona) e un gol in casa del Venezia, nell’ultima gara con Toscano in panchina. DIVORZIO ANNUNCIATO

NIKOLA VASIC: 6 – La sua accoglienza non è tra le migliori, a causa del suo curriculum sicuramente non trionfale. Tuttavia, poco è il modo e il tempo per dimostrare qualcosa, per non dimenticare il nuovo adattamento. Alla fine combina poco, giocando poco. METEORA

GABRIEL CHARPENTIER:SV – Sfortunatissimo. Forse il più grande rimpianto stagionale. Arriva in prestito e si becca il Covid, prolungando il già lungo recupero legato all’infortunio subito ad Avellino. Aggregatosi al gruppo, si ferma nuovamente. Quando sembra essere la volta buona, la doccia gelata: scende in campo un tempo contro il Lecce, fa vedere buoni spunti e poi, al primo scatto, nuovo stop. Questo è letale e si interrompe così la sua avventura in amaranto. SFORTUNATO

ELIA PETRELLI: SV