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Recovery, Furore: “Fondi per il Sud non sufficienti senza una politica attiva sul territorio”

ponte sullo stretto

Sud: le parole dell’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Mario Furore

Il Pnrr può permettere al Mezzogiorno di divenire un hub logistico-portuale fondamentale per l’Europa, rafforzando e mettendo in rete i suoi porti. Nella missione 3 del Piano ( infrastrutture per una mobilità sostenibile) la quota più rilevante delle risorse, infatti, spetta al Sud, circa il 52,3%. I fondi, però, non sono sufficienti a creare sviluppo se non viene messa in campo una politica attiva sul territorio, soprattutto nelle aree interne, una sinergia tra amministrazioni, impresa e ricerca in grado di superare tutte quelle difficoltà che per anni hanno tenuto il Sud fuori da scelte cruciali“. Così sottolinea in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Mario Furore. “Il Meridione è l’anello di congiunzione tra il canale di Suez e l’Europa – spiega Furore – e costituisce potenzialmente una piattaforma al servizio dell’industria di tutta Europa. I suoi porti possono giocare un ruolo chiave nella strategia internazionale del Paese, ma necessitano di investimenti sulla intermodalità e su una logistica integrata ai processi industriali. Sono la naturale porta di accesso dei traffici del Mediterraneo per il sistema industriale italiano, e non solo. La carenza di infrastrutture a terra ha costituito finora un freno a questo ruolo naturale. È necessario investire in un sistema che garantisca questi collegamenti verso l’interno, raccordi ferroviari e soprattutto servizi di logistica nelle aree retroportuali”.

“Secondo l’international Transport Forum, sono a rischio soprattutto gli scali che si trovano in zone ad alto livello di concentrazione, come il Mediterraneo, e che sono sprovvisti di collegamenti infrastrutturali con l’entroterra, come quelli del Mezzogiorno che non superano il loro bacino regionale d’utenza – aggiunge l’eurodeputato – il porto non deve essere solo il luogo di arrivo e partenza di merci, ma diventare un polo di sviluppo economico. L’energia, ad esempio, può essere un settore chiave per il Sud, nel suo ruolo di congiunzione tra l’Europa del Nord e i Paesi del Sud Mediterraneo. Occorre potenziare le rinnovabili prodotte nel Mezzogiorno, e il Sud deve diventare una porta d’ingresso dei nuovi flussi energetici dal Nord Africa. Un rapporto di MED & Italian Energy Report 2020 identifica il ruolo cruciale che avrà il Nord Africa nel rifornire di energia pulita l’Europa, di cui il Mezzogiorno d’Italia costituirebbe il naturale snodo di questo flusso energetico. Gli investimenti per l’alta velocità della Missione 3 sono affiancati da interventi che mirano ad assicurare una maggiore e migliore offerta di linee ferroviarie regionali e l’adeguamento di quelle urbane. Nella stessa direzione vanno anche le misure dedicate all’upgrading, elettrificazione e resilienza delle linee ferroviarie al Sud e il piano stazioni al Sud, soprattutto se saprà offrire buone connessioni con il sistema della mobilità urbana. In particolare, saranno cruciali le tratte che costituiranno un raccordo naturale con le realtà portuali esistenti, ovvero la Napoli-Bari che, al completamento del progetto, sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; e la Salerno-Reggio Calabria che ridurrà il tempo di percorrenza di 80 minuti. Altra opera chiave, la Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia, dove saranno realizzate alcune tratte intermedie del progetto, al completamento del quale i tempi di percorrenza saranno ridotti di 30 minuti sulla tratta Napoli-Taranto. Inoltre, la riforma delle ZES include ulteriori benefici fiscali e forme di coordinamento strategico e supporto tecnico e amministrativo ai commissari che consentiranno, la loro effettiva operatività, capace di portare sviluppo imprenditoriale e lavoro”. “Per anni è mancata una politica a supporto del Sud. Ora bisogna mettere in campo ogni azione per non perdere l’opportunità“, conclude Furore.