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Crotone saluta la Serie A ma non sarà un addio: gli Squali (e la Calabria) meritano un’altra chance

Foto di Emanuele Pennacchio / Ansa

Il Crotone retrocede in Serie B, ma il miracolo calabrese deve continuare: fucina di talenti, mentalità offensiva e voglia di ritornare in massima serie

Si aspettava solo la matematica, rinviata con una grande vittoria contro il Parma nel turno precedente. Questa volta l’avversario era un pelino meno abbordabile, l’Inter capolista e in odore di scudetto, anche qui manca la matematica, ma la situazione è diversa. Il Crotone non è riuscito a fare l’impresa, pur resistendo per oltre un’ora all’assalto dei nerazzurri, fermati due volte dal palo, molte altre dall’ex Cordaz e dalla difesa che ha fatto, ironia della sorte, la miglior partita stagionale dopo innumerevoli svarioni nelle gare passate. Poi i gol di Eriksen e Hakimi hanno avvicinato ancor di più lo scudetto, condannando allo stesso tempo i calabresi.

Appena 18 punti in 34 gare, quasi 1 ogni 2 partite. Difesa peggiore del campionato con 85 gol subiti, eguagliato il record del Lecce come peggior difesa della storia. Numeri impietosi che sono valsi la seconda retrocessione in Serie B per la squadra calabrese. Ma dalla Serie A retrocede solo chi è capace di arrivarci. Dunque onore al Crotone, unica realtà calcistica a rappresentare la Calabria nella massima serie italiana per ben 2 volte negli ultimi 5 anni. E non è un caso. Quello del Crotone è un progetto che vuole avere continuità, soprattutto la merita. Dopo la prima storica salvezza, la conseguente retrocessione sembrava poter essere la fine della ‘favola’ Crotone, destinata ad un percorso discendente nell’oblio della cadetteria. Il presidente Vrenna ha invece mantenuto ben salda la volontà di provare un’altra volta a portare la città e la Calabria intera un’altra volta al cospetto di Juventus, Milan e Inter.

Una stagione in cui non è tutto da buttare. L’attacco è certamente una nota lieta: 42 gol in 34 gare sono numeri da salvezza, specie con un bomber da 19 gol come Simy. Come detto, la difesa ha qualche responsabilità di troppo. Simy e Messias, i due talenti che potrebbero spiccare il volo e fruttare due golose plusvalenze con le quali puntare fin da subito alla risalita. Del resto i rossoblu sono stati spesso fucina di importanti talenti: Florenzi e Bernardeschi sono senza dubbio quelli che hanno avuto la carriera migliore, ma anche Cataldi, Faraoni, Pellè si sono tolti importanti soddisfazioni. E anche in panchina è passato un allenatore che si è ormai guadagnato il diritto di sedersi al tavolo con i più grandi: Gian Piero Gasperini, artefice del miracolo Atalanta.

A proposito di miracolo, quello del Crotone non deve cessare oggi. In una regione in cui costruire qualcosa di buono, anche a livello calcistico, risulta sempre più complicato che altrove, con un’economia fragile e un momento storico che non concede grandi spazi di manovra, il Crotone merita un’altra chance: ha già dimostrato di avere le carte in regola per farlo, i tifosi e l’intera Calabria meritano di continuare a sognAre.