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Caso Denise Pipitone, l’ex procuratore capo di Marsala: “Anna Corona e Jessica terribili. Bambina rapita e data agli zingari”

L’ex procuratore capo di Marsala, Alberto Di Pisa, torna a parlare del caso Denise Pipitone: l’ipotesi è quella di un rapimento da parte della famiglia

La scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo, ha assunto fin dei subito i contorni di un rapimento. La bimba è sparita nel nulla in pieno giorno, nessuno si è accorto di nulla, o meglio, in molti hanno fatto finta di nulla o hanno preferito mantenere il silenzio. Ne dà conferma la lettera anonima recapitata di recente presso l’avvocato Frazzitta in cui un un testimone afferma di conoscere la verità e aver taciuto, per paura, per 17 lunghi anni.

L’ipotesi del rapimento è sempre stata la pista principale battuta dagli inquirenti. Le immagini della piccola Danas, la bimba filmata a Milano insieme a dei rom ne alimenta le possibilità. Ma prima di arrivare ai rom la piccola è stata prelevata da qualcuno interno alla famiglia. I sospetti inizialmente gravitavano intorno ad Anna Corona, ex moglie di Pietro Pulizzi (attuale marito di Piera Maggio) e Jessica Pulizzi (assolta in 3 gradi di giudizio), figlia di Anna Corona e sorellastra di Denise. Entrambe risultate pulite secondo la legge.

Quelle due donne sono terribili, sarebbero state capaci di tutto secondo me”, ha dichiarato Alberto Di Pisa, ex procuratore capo di Marsala, ai microfoni di ‘Chi l’ha visto?’. Di Pisa, che nel 2004 era a capo delle indagini, ha poi sottolineato ancora una volta: “la tesi che io ho sempre sostenuto e che continuo a sostenere è che questa vicenda nasce in ambito famigliare. Jessica, figlia del papà biologico di Denise, riteneva la piccola la causa della distruzione della sua famiglia. Secondo noi è stata lei a prelevare la bambina quel giorno, per poi darla ad altre persone che a loro volta l’hanno affidata agli zingari”.