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Capo d’Orlando, 1° maggio nel ricordo dei sindacalisti uccisi dalla mafia

Anche in occasione del Primo Maggio si sono svolte a Capo d’Orlando delle iniziative per celebrare la Festa dei Lavoratori, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia

Dopo la Festa della Liberazione, anche in occasione del Primo Maggio si sono svolte a Capo d’Orlando delle iniziative per celebrare la Festa dei Lavoratori, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia. In mattinata, nella Piazza Matteotti sono stati esposti dei pannelli relativi allo storia della ricorrenza, istituita nel 1889 dalla Seconda Internazionale socialista, nel momento stesso della sua fondazione a Parigi. Inoltre, nello stesso luogo sono state altresì affisse le fotografie di cinquanta sindacalisti siciliani uccisi da Cosa nostra; nel pomeriggio si è poi tenuto un flash mob, nel corso del quale sono stati citati uno ad uno i vari esponenti del sindacato assassinati da mano mafiosa. I partecipanti, ben distanziati tra loro secondo le norme vigenti, hanno anche intonato l’Inno dei Lavoratori, le cui parole sono state composte da Filippo Turati, padre del socialismo italiano. Al termine, vi sono stati alcuni interventi della dirigente della Cgil Donatella Ingrillì, di Nino Pizzino, esponente dello stesso sindacato e coordinatore della Camera del Lavoro territoriale dei Nebrodi, dell’ex consigliere provinciale del Pci Nino Cappa (oggi esponente di Articolo 1) e di Antonio Matasso, presidente della Fondazione socialista antimafia Carmelo Battaglia, che ha portato anche il saluto della Uil.