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Calabria, iniziativa dei sindacati contro le stragi sui posti di lavoro

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“Fermiamo la strage sui posti lavoro”. È lo slogan con cui, in tutta Italia, CGIL CISL e UIL hanno convocato assemblee unitarie per sensibilizzare, una volta di più, sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro

“Fermiamo la strage sui posti lavoro”. È lo slogan con cui, in tutta Italia, CGIL CISL e UIL hanno convocato assemblee unitarie per sensibilizzare, una volta di più, sul tema della sicurezza sui luoghi di 9lavoro, argomento sul quale nessun passo indietro è possibile anche alla luce della crisi pandemica che stiamo vivendo. Nei primi tre mesi di quest’anno 185 denunce sono di infortunio mortale pervenute all’INAIL, 19 in più del 2020. Lo scorso anno ci sono state 1.270 morti bianche, oltre 3 al giorno. Le morti da Covid-19 segnalate da inizio pandemia al 31 marzo sono 551, circa un terzo del totale dei decessi sul lavoro segnalati all’Istituto dal gennaio 2020.

A Reggio Calabria, l’assemblea è stata organizzata nei locali del Presidio “Riuniti” del Grande Ospedale Metropolitano, luogo simbolo del rischio sul lavoro, come per altro potrebbero essere considerate tutte le caserme dei corpi di pubblica sicurezza. In contemporanea si è svolta assemblea/flash mob presso azienda ospedaliera di Locri, con oggetto medesime motivazioni ,presieduta dalla Segretaria regionale Cisl Fp Luciana Giordano e dal Segretario generale territoriale Cisl Fp Vincenzo Sera, erano altresí presenti per la Fp Cgil Bruno Sansotta delegato Ospedale Locri e Giuseppe Rubino segretario aggiunto Cisl Fp.
Presenti al tavolo presso il G.O.M. di Reggio Calabria, Francesco Callea, Segretario Generale FP-CGIL provinciale, che ha relazionato; Alessandra Baldari, Segretaria Generale FP-CGIL regionale; Antonella Zema, segretaria CISL-FP provinciale, a cui è stata affidata la presidenza del tavolo; e Giuseppe Chirumbolo, Segretario regionale CISL-FP. Nell’occasione, è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime sul lavoro: Samuel ed Eleonora nell’esplosione a Gubbio; Luana D’Orazio, schiacciata in un macchinario nell’azienda di Prato dove lavorava; Christian Martinelli, incastrato in un tornio in un’azienda di Busto Arsizio ecc.. Francesco Callea (FP CGIL) ha sottolineato l’importanza di garantire a tutti la sicurezza sul luogo di lavoro, e di garantirla con i fatti, nel pieno rispetto delle stringenti normative in materia: “il Decreto legislativo sul luogo di lavoro deve essere la Bibbia sul luogo di lavoro” ha affermato.
Ha, poi, parlato delle categorie più esposte (sanitari, Vigili del Fuoco, polizie locali, inl, INAIL) sottolineandone l’abnegazione, ma anche il livello di rischio che corrono, non corrisposto – di fatto – da un adeguato riconoscimento dello stesso.

Infine, ha concluso tracciando un quadro della situazione del G.O.M. di Reggio Calabria mettendo in risalto la grande risposta data all’emergenza, nonostante la ormai insostenibile carenza di personale, la vetustà della strumentazione e la iniziale difficoltà a reperire i D.P.I.. “Al contempo – ha affermato Callea – c’è la necessità di far tesoro di ciò che questa pandemia ci ha insegnato, a costo di vite umane, ovvero che urge fare programmazione a partire da temi come la sicurezza e a prescindere dall’emergenza del momento”. L’assemblea è stata molto partecipata e particolarmente sentita. Per il G.O.M. ha portato i saluti il Dott. Salvatore Costarella, Direttore Sanitario Aziendale, il quale è anche intervenuto a supporto delle considerazioni fatte al tavolo confermando gli sforzi dell’azienda nella battaglia contro il COVID-19 (“il G.O.M. è il primo centro vaccinale della Calabria nonostante la Prevenzione non rientri nella sua mission aziendale”), nella direzione della tutela dei lavoratori, nondimeno rimarcando le grandi difficoltà riscontrate nel dare, da un lato, dei riscontri dovuti ed immediati in termini di cure ai cittadini bisognosi di Salute e, dall’altro, offrire le legittime garanzie al personale dipendente, che è ormai allo stremo e, nondimeno, è chiamato a sopperire col suo sudore alla mancanza di risposte che dovrebbero venire dalle Istituzioni regionali. Per la Cisl Fp prima Antonella Zema e poi Chirumbolo del regionale, hanno sottolineato la necessità di far quadrato , senza divisioni, per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori, sottolineando il ruolo del sindacato quale garante del rispetto delle norme del d. Lgs 81, testo unico della sicurezza sul luogo di lavoro. Ha concluso i lavori Alessandra Baldari (Fp Cgil) ringraziando tutti per la presenza e facendo il punto sulle trattative portate avanti a livello regionale, specie per i famosi “incentivi Covid” da garantire al personale sanitario.