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Brogli elettorali a Reggio Calabria, Minicuci scrive al segretario nazionale del Pd Enrico Letta

antonino minicuci prefettura

Brogli elettorali a Reggio Calabria, Minicuci scrive al segretario del Pd Enrico Letta: “nonostante gli arresti (sette) e gli indagati (trenta), il Sindaco ed il suo partito di riferimento tacciono”

Di seguito la lettera integrale di Nino Minicuci, già candidato sindaco del Centro/Destra a Reggio Calabria, al segretario nazionale del Partito Democratico, Enrico Letta:

“Le scrivo per sottolinearLe alcuni tristi accadimenti che si sono verificati a Reggio Calabria. Invero, in occasione delle elezioni del Comune di Reggio Calabria, tenutesi il 20 e 21 settembre 2020 si sono riscontrati dei brogli elettorali per i quali sono state indagate oltre 30 persone con 7 arrestati. Nel corso di questi anni, nelle elezioni comunali nelle quali per errori tecnici o altre problematiche non legati ai brogli l’esito delle urne appariva scorretto, anche solo per pochi voti, si è tornati al voto. Che sciocco. Ho sempre creduto che la democrazia fosse quella “forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi; in particolare, forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce, a ogni cittadino, la partecipazione, su base di eguaglianze, all’esercizio del potere pubblico”. Che sciocco. Non sapevo che la classe politica dominante a Reggio Calabria avesse tutt’altro concetto del significato di democrazia quale forma di governo il cui potere risiede nel togliere ogni forma di volontà popolare. Il popolo, insomma, è un optional. Il voto popolare una sterile esercitazione. Lo abbiamo appreso qui, a Reggio Calabria. Lo abbiamo appreso da una inchiesta della Procura che ha scoperto un singolare giochino delle tre carte. Carta vince, carta perde? No. Il tuo voto caro cittadino lo cancello e ci metto il mio. E nonostante gli arresti (sette) e gli indagati (trenta), il Sindaco ed il suo partito di riferimento tacciono. Muti di fronte a questo vergognoso scempio, muti di fronte a questo sfregio della democrazia. La sovranità popolare a Reggio Calabria ha assunto una singolare forma di interpretazione. Ricordo che il GIP ha parlato di “elementi inquietanti” ed il Tribunale del Riesame parla di “evidente alterazione del regolare esercizio del voto di soggetti anziani” e di assoluta spregiudicatezza e totale indifferenza per i procedimenti democratici di formazione della volontà popolare. Le ricordiamo che nelle elezioni di cui parliamo hanno votato anche delle persone defunte. E mentre la magistratura va avanti nella sua inchiesta che fa la classe dominante? TACE. Tace, con silenzio assordante, l’avv. Falcomatà, sindaco pro-tempore di Reggio Calabria. Tace la sua maggioranza. Tace il suo partito di riferimento che pure ha nel nome stesso quella parola qui sullo stretto depauperata di ogni significato: DEMOCRAZIA. Si, il PD tace. Tace a livello locale, regionale e nazionale. Ora voglio appellarmi al nuovo Segretario del PD, all’energico Letta, uomo di alto spessore democratico. E voglio chiedere all’Enrico nazionale perché un partito sempre pronto a mettere alla gogna gli avversari politici, eventualmente capitati nei rigori della legge, oggi tace. La questione è morale e politica = democratica.
Si dirà, attende la conclusione delle indagini. Attende, garantista quale sicuramente è, l’esito di eventuali processi. Ma caro segretario nazionale del PD, qual è il suo parere sui tanti, troppi, dubbi che hanno accompagnato le ultime elezioni comunali? Qui è in gioco la credibilità istituzionale. Anche il solo sospetto è inaccettabile per chi crede nella democrazia e nei valori della Costituzione. Ai reggini interessa che il consiglio comunale abbia i numeri giusti dei consiglieri comunali regolarmente eletti e che il voto sia conteggiato correttamente. E’ una questione di CIVILTA’. La democrazia non si RUBA. Siamo stanchi di chiedere al Sindaco di dimettersi ed ai consiglieri di maggioranza di firmare le dimissioni insieme a noi per non mortificare ulteriormente la città, ma non ci stancheremo di chiedere a Lei, dott. Letta, qual è il suo giudizio su questa incredibile vicenda. Un giudizio politico senza nascondersi dietro un giudizio della magistratura locale che ha già dato evidenza che qualcuno ha rubato la democrazia. Se state dalla parte della ragione perché il PD ha paura di un voto chiaro, onesto, vero, sincero, democratico?”.

Antonino Minicuci
consigliere comunale e metropolitano di Reggio Calabria.