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Scilla: 226 anni fa moriva il pittore francese Claude Louis Chatelet che disegnò la cittadina prima del terremoto del 1783

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Scilla: 226 anni fa moriva il pittore francese Claude Louis Chatelet che disegnò la cittadina prima del terremoto del 1783 durante il suo viaggio pittoresco nel Sud Italia

Claude Louis Châtelet nacque a Parigi nel 1753, fu un pittore, disegnatore e incisore francese. Nel 1776 contribuì con alcuni disegni nel “Les Tableaux topographiques de la Suisse” e le incisioni di questa opera furono pubblicate in tre volumi tra il 1782 e il 1788. Lo Châtelet nel 1777 si recò in Italia con Vivant Denon per realizzare 132 disegni incisi su Napoli, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, acquisendo rapidamente la reputazione di fenomenale pittore paesaggista. Questa fama, lo portò ad essere scelto come uno dei principali illustratori del “Viaggio pittoresco o descrizione dei regni di Napoli e Sicilia dell’abate di Saint-Nom”, a cura di Jean-Baptiste Delafosse tra il 1781 e il 1786. Châtelet fece molti incontri ed esperienze in Italia e proprio in questo periodo disegnò la “Rocca e insidie di Scilla”che fu incisa da Charles Nicolas Varen pochi anni prima del fortissimo terremoto del 1783. Infatti quando il III Volume del “Viaggio” che comprendeva questo disegno, stava per essere pubblicato, la notizia del tragico evento si era già diffusa in Europa, colpendo l’opinione pubblica, tanto da indurre il Delafosse a far scrivere sulle opere la didascalia sulla catastrofe. Il disegno di Scilla dello Châtelet risulta essere dipinto da molto vicino, con le due barche della squadra degli artisti intenti a sbarcare sulla spiaggia, anche se la raffigurazione del castello e i particolari delle case, non si mostrano così dettagliate come quelle del Minasi, ma solo perché lo scopo non era ben diverso. Lo Châtelet lascia gli elementi pittoreschi e mitici insieme con una tecnica, un talento e uno stile di alto livello. I personaggi che animano i paesaggi si fondono con il fascino e la poesia, in un’atmosfera in cui la natura contrasta con la maestria geometrica di edifici ed elementi architettonici. I giochi di luce e ombra conferiscono a questi dipinti una profondità spaziale e una prospettiva in cui lo sguardo si perde, passando da un gruppo di personaggi a un altro e indugiando su scale o soprattutto sui faraglioni che appaiono come delle nuvole basse con un senso metafisico, dato che nel testo si fa un riferimento molto preciso: “le rocce acute e lacerate, dove l’onda e le correnti vengono ad infrangersi con un rumore spaventoso, e che diedero a lungo a quelle finzioni di teste di cani che intimidivano i naviganti per le loro urla e allungavano le proprie teste a divorare i viandanti”. Al suo ritorno in Francia, su richiesta della regina Maria Antonietta, di cui è uno dei pittori preferiti e che gli commissionò una serie di dipinti, ma sedotto dalle idee rivoluzionarie, divenne membro dell’azione cospirativa. Imprigionato dopo la caduta di Robespierre, fu condannato alla ghigliottina e giustiziato il giorno successivo, il 7 maggio 1795.
Enrico Pescatore
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Claude Louis Châtelet