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Vaccini, in Calabria 70mila dosi inoculate sotto la voce ‘altro’. Di Natale: “si faccia chiarezza, chi sono queste persone?”

vaccinazione calabria Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Campagna vaccinale in Calabria, Di Natale: “bisogna chiarire queste presunte zone d’ombra nella gestione delle vaccinazioni, sia lecito. In una regione normale sarebbe scontato avere delle spiegazioni precise al fine di scacciare ogni dubbio che lede la dignità dei Calabresi”

“Come se non destasse già abbastanza sospetto che in Calabria ci sarebbero ottantamila fiale circa registrate sul portale nazionale e probabilmente mai somministrate per i fatidici richiami agli aventi diritto, apprendo dal consueto report, consultabile sul sito del Governo Italiano, che nei dati inerenti la nostra regione ci sono più di sessanta seimila fiale inoculate sotto la voce ‘Altro’ senza specificare nessuna categoria, tantomeno soggetti fragili. Ritengo questo un fatto gravissimo sul quale pretendo immediatamente chiarezza da parte della giunta regionale”. Lo afferma in una nota ufficiale il Segretario-Questore dell’assemblea regionale della Calabria, Graziano Di Natale, nell’ennesima denuncia pubblica sulla campagna vaccinale. “Chi sono gli altri? Cosa sta succedendo? Penso, da un punto di vista istituzionale e umano, che avere chiarezza, a seguito delle nostre denunce su presunte zone d’ombra nella gestione delle vaccinazioni, sia lecito. In una regione normale sarebbe scontato avere delle spiegazioni precise al fine di scacciare ogni dubbio che lede la dignità dei Calabresi, inorriditi dinnanzi ad uno scempio gestionale, di per sé grave, arricchito da dubbi e silenzi che lascerebbero presagire niente di buono”.

Il vicepresidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta, analizzata la situazione, afferma: “Ogni giorno la Calabria è alla ribalta nazionale, anche, per colpa di una campagna di immunizzazione pessima. I sindaci sono abbandonati a loro stessi sui territori, non ci sono fiale. Le dosi per i richiami arrivano dopo i fatidici ventuno giorni, e il sistema delle prenotazioni sulla piattaforma presenta ancora defezioni, tanto che molti soggetti ‘fragili’ devono vaccinarsi fuori dalla propria provincia di competenza, e devono farlo a discapito di palesi difficoltà logistiche: È una vergogna”.

Chi sono le persone inserite nella categoria “altro”?

Fuori dalle persone che hanno priorità nel piano strategico restano quelle persone che nelle statistiche governative sono classificate sotto un non meglio specificato “altro”. Prendiamo l’esempio della Calabria: 70.053 dosi (26,07%) sono state destinate a persone che non sono over 80, né operatori sanitari o sociosanitari, né personale non sanitario od ospiti di strutture residenziali o che appartengono alle forze armate o al personale scolastico. Secondo il monitoraggio di Gimbe, è alta la percentuale di dosi di vaccino somministrate alla categoria “Altro” nella fascia di età 16-69, che è pari al 18,3% contro una media nazionale dell’8,7%. Le dosi somministrate in questa categoria e nella stessa fascia di età sono 47.264. La composizione e consistenza della categoria “altro” varia molto da regione a regione, quindi è difficile dare una definizione omogenea. Nel caso della Toscana sono stati infatti inclusi gli avvocati, oppure in Campania i giornalisti.

Qualche giorno fa il premier Mario Draghi è stato molto duro su quello che sta accadendo in alcune Regioni, compresa appunto la Calabria. Ha puntato il dito contro le differenze sulle somministrazioni delle dosi che “sono difficili da accettare”. Il richiamo è stato di seguire “le priorità del piano nazionale”, in particolare per quel che riguarda la protezione degli anziani e dei fragili, trascurati “in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti”. Tra le prime Regioni a muoversi c’è stata l’Umbria, il Commissario straordinario regionale per l’emergenza coronavirus, Massimo D’Angelo, ha deciso che tra le categorie sospese ci sono: protezione civile e volontari, centri operativi comunali, assistenti sociali, operatori dei tribunali, avvocati, operatori di supporto scolastico, onoranze funebri, informatori scientifici, personale impegnato in assistenza domiciliare, manutentori dispositivi elettromedicali, personale della dogana e dell’aeroporto.