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La Sumana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto: le origini delle splendide Vare che celebrano la Pasqua siciliana

La Sumana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto: le origini antiche, le tradizioni moderne e la bellezza delle Vare nelle celebrazioni della Santa Pasqua

La Settimana Santa è senza dubbio la settimana più importante del cristianesimo. È un percorso di fede e celebrazioni che ripercorre le principali tappe che hanno portato alla morte e alla resurrezione di Gesù Cristo: dalla Domenica delle Palme, che celebra l’entrata del figlio di Dio a Gerusalemme, passando per l’ultima cena con gli apostoli, la crocefissione, la morte e il ritorno alla vita durante la Santa Pasqua.

In Sicilia sono molto famose le celebrazioni riguardanti la Sumana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto, paese in provincia di Messina nel quale vengono effettuate due processioni distinte, come accadeva quando le due anime del paese erano separate, che mettono in scena i momenti della Via Crucis. Alle tradizioni religiose si affiancano quelle popolari fatte colori, profumi e sapori tipici della festa, nonché di momenti di grande condivisione e calore umano.

La Sumana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto: le origini storiche

I riti della Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto hanno origine nella storia della Sicilia dominata dalla Corona di Spagna, quando ancora Barcellona e Pozzo di Gotto erano due paesi separati. La prima processione venne effettuata nel 1621 a Pozzo di Gotto e fu una forma di protesta contro i Giurati della città di Milazzo, il primo atto di un percorso che porterà all’indipendenza il 22 maggio 1639. Inizialmente veniva portato in processione il ‘Catafalco col Cristo Morto’, successivamente i simulacri divennero 5: ‘L’Orazione nell’Orto di Getsemani’, il ‘Signore alla colonna’, la ‘Caduta’, il ‘Signore con la Croce’, ‘L’Urna’. Ad essi si aggiunse ‘L’Addolorata’, poi via via si arrivò al numero attuale delle scene che rappresentano le Stazioni della Via Crucis. Dal 1783, anno del terremoto della Calabria, al 1800, ci fu una lunga sospensione delle celebrazioni.

A Barcellona, già svincolata dalla giurisdizione di Castroreale come in passato fece Pozzo di Gotto con Milazzo, la prima processione è datata 1801. Il 1° giugno 1836, per volere del re Ferdinando II delle Due Sicilie i due paesi si unirono a formare Barcellona Pozzo di Gotto. Nel 1854 nuova pausa dalle celebrazioni dovuta all’epidemia di Colera. Nel 1968 arriva l’incontro delle due distinte processioni sulla copertura del torrente Longano con la stazione di penitenza comune.

La Sumana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto: il calendario degli eventi

Di seguito gli eventi che compongo la Settimana Santa

  • Domenica delle Palme: commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e caratteristica benedizione delle palme
  • Mercoledì Santo: “Rito della deposizione dell’Ecce Homo” e incontro dei Visillanti di Barcellona e Pozzo di Gotto presso la chiesa di Gesù e Maria di Pozzo di Gotto
  • Giovedì Santo: in tutte le chiese, durante la Messa in Coena Domini, si celebra la lavanda dei piedi. Successivamente gli Apostoli visitano gli Altari della reposizione
  • Venerdì Santo: in tutte le parrocchie viene rievocata la Passione di Cristo in diverse ‘forme’. La Passio declamata, ovvero la lettura dei testi sacri dei Vangeli; La Passio figurata che consiste nella processione delle vare di Barcellona e Pozzo di Gotto; La Passio Cantata nella quale i Visillanti intonano ‘Vexilla Regis Prodeunt’ di Venanzio Fortunato. Poi l’incontro al vespro sul Ponte Longano
  • Sabato Santo: nelle chiese si svolge la Veglia Pasquale. Nella chiesa di Santa Maria Assunta era praticata ‘A Calata a’ Tila’, un particolare rito nel quale veniva raffigurato il Cristo Risorto attraverso l’improvviso disvelamento del presbitero
  • Domenica di Pasqua: presso la Parrocchia di Oreto si svolge la processione dell’incontro tra il Cristo Risorto e Maria
  • Lunedì dell’Angelo: la mattina, presso la Chiesa dell’Immacolata a Barcellona è celebrata la Messa solenne e Riposizione dell’Ecce Homo. La sera presso la chiesa di Gesù e Maria a Pozzo di Gotto è celebrata la Messa solenne e Riposizione nella teca dell’Ecce Homo.

La Sumana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto: le grandi protagoniste, le Vare!

Il venerdì è senza dubbio il giorno più caratteristico della Settimana Santa, nonché il più atteso. Folle imponenti di persone attendono con trepidazione il passaggio delle due processioni che rappresentano i principali momenti della Via Crucis. Le grandi protagoniste sono le Vare, adornate con splendide decorazioni floreali e accompagnate dai caratteristici canti dei Visillanti.

Vare Pozzo di Gotto

Ultima Cena – La vara che riproduce il Cenacolo con Gesù Cristo e gli Apostoli rappresentati da 13 manichini disposti e abbigliati secondo la raffigurazione di Leonardo. Riconoscibile il personaggio di Giuda dal volto Corrucciato e la sacca di denari di fianco a sé. La tavola è imbandita con primizie della tradizione e l’agnello pasquale simbolo dell’imminente sacrificio.

Orazione nell’Orto degli Ulivi o Getsemani – La scena, composta da un gruppo di manichini, rappresenta l’Orazione persso il Monte degli Ulivi di Getsemani con Gesù e 3 Apostoli

Flagellazione alla Colonna – Gruppo scultore composto da due statue che danno vita alla Flagellazione di Gesù. La statua del Cristo flagellato, custodita nel resto dell’anno presso la Chiesa di San Vito, indossa una cintola ricamata con fili d’oro e trapunta di gemme. Fra i decori è presente anche la riproduzione del Mandylion, l’immagine che la pia donna Veronica raccolse detergendo con un panno il volto di Cristo durante una delle cadute della Salita al Calvario.

Ecce Homo – Statua lignea amovibile che raffigura Gesù Cristo dopo il processo e la sentenza di Ponzio Pilato. La statua viene abbigliata con cintola e manto regale ricamati in oro e gemme, i fianchi sostengono una fascia carica di antichi gioielli ex-voto, sulla testa è adagiata un’argentea corona di spine, nelle mani uno scettro in argento. Garofani rossi, rose, anthurium addobbano la vara. L’opera è generalmente custodita nella nicchia del transetto destro della Chiesa di Gesù e Maria.

Cristo con la Croce – Statua in legno abbigliata con una tunica in tessuto che rappresenta Gesù mentre porta la croce durante la Salita al Calvario.

Incontro di Gesù con le Pie Donne – Gruppo scultoreo che rappresenta l’incontro di Gesù con le Pie Donne (Maria, Maria di Cleofa e Maria Maddalena) durante la salita al Calvario.

Caduta sotto la Croce – L’opera, realizzata da Giuseppe Fiorello nel 1911, raffigura una delle numerose cadute di Gesù durante la salita al Calvario. Il soggetto riprende il dipinto di Raffaello Sanio ‘Spasimo di Sicilia’ o ‘Andata al Calvario’. Il figlio di Dio è raffigurato sofferente, schiacciato sotto il peso della croce con un’espressione trasfigurata dal dolore. La statua è custodita nella chiesa di San Francesco d’Assisi di Barcellona Pozzo di Gotto.

Gesù spogliato dalle vesti – Gruppo di statue che raffigura il Denudamento di Cristo prima che i centurioni romani si giocassero a dadi la Sacra Tunica.

Crocifissione – Gruppo di statue realizzate con legno di cipresso da Giuseppe Rossitto nel 1870 raffigurante la Crocifissione di Gesù. Il Cristo indossa una cintola una cintola composta da fili d’oro e trapunta di gemme, recante la riproduzione del Mandylion e dei Simboli della Passione. Sotto la croce presenti le figure di Maria, Maria Maddalena e l’apostolo Giovanni.

La Pietà – Gruppo scultoreo datato 1921 ispirato alla Pietà di Michelangelo Buonarroti raffigurante il Pianto della Madonna nell’abbracciare il corpo di Gesù deposto dalla croce

Simboli della Pasqua – L’unica vara allegorica, non raffigurante dunque alcun episodio della Via Crucis. Gruppo scultoreo del 1981 raffigurante l’Angelo che indica gli Strumenti della Passione: la Croce, la Scala, i Chiodi, la Corona di spine, la Lancia, l’Iscrizione, il Martello, le Tenaglie, il Flagello, il Calice, la Canna e la Spugna, la Colonna, il Sudario, le fasce di lino per la deposizione. Alla vara si associano le figure delle Veroniche e numerose riproduzioni della Sacra Sindone e del Mandylion.

Urna del Cristo Morto e Giudei – La vara rappresenta il corpo di Cristo nel Santo Sepolcro, posta dentro un’urna di legno scolpito con cristalli, donata da Rosario Basilico nel 1895. L’urna è sormontata da una maestosa palma intrecciata. A scortare la vara, come fecero con il Santo Sepolcro, un manipolo di centurioni romani, i ‘Giudei’, vestiti con armatura, mantello e armati di lancia. Sono divisi in due squadre: una effettua la scorta, l’altra sostiene la vara. Entrambe marciano all’unisono con un incedere militare, rispondendo agli ordini di un comandante, riconoscibile da un abbigliamento che ne sottolinea il grado più alto nell’esercito romano. Il riferimento storico, i dettagli nei costumi e la parte coreografica la rendono una delle vare di maggiore impatto.

Addolorata – La statua in cartapesta è stata realizzata da Michele Grangeri nel 1875. Rappresenta la Madonna Addolorata, avvolta in un drappo di moirè broccato di seta nero bordato, ricamato con fili d’oro. In testa l’aureola – stellario d’oro, la mano destra posta sul petto, vicino allo spadino che le trafigge il cuore, la sinistra con il fazzoletto di trine. Sul corsetto un cuscinetto di antichi gioielli ex-voto. La statua è custodita presso l’Oratorio delle Anime Purganti presso la chiesa di San Vito.

Vare di Barcellona

Ultima Cena – Gruppo di statue che raffigurano Gesù e gli Apostoli durante l’Ultima Cena riprendendo lo schema di Leonardo da Vinci. Ogni personaggio è riconoscibile da elementi dell’iconografia classica: spicca Giuda, corrucciato in volto e con un sacco di denari di fianco a sé. La tavola è imbandita con primizie ortofrutticole e l’agnello pasquale simbolo dell’imminente sacrificio.

Orazione nell’Orto degli Ulivi o Getsemani – Gruppo di sculture realizzato da Matteo Trovato all’inizio del XX secolo. Rappresentano l’Orazione presso il Monte degli Ulivi di Getsemani. L’opera è stata restaurata nel 1976 da Giuseppe Emma di San Cataldo. Sono state aggiunte le figure di Giuda con la lanterna, il soldato con corda e spada, il rappresentante del Sinedrio armato di bastone. Definisce contestualmente l’ambientazione dell’Arresto di Cristo.

Il Pretorio di Pilato – Gruppo scultoreo creato nel 1980 da Pietro Indino di Lecce che raffigura il Processo di Gesù nel Sinedrio davanti ai sacerdoti Anna e Caifa, il re Erode, il governatore romano Ponzo Pilato e il centurione.

Flagellazione alla colonna – Statua accosta alla Colonna che raffigura la Flagellazione di Gesù. Il Cristo è raffigurato con espressione sofferente e in testa porta una corona di spine in argento. La statua, al di fuori dei riti pasquali, è custodita nella chiesa di San Giovanni Battista.

Ecce Homo – Vara realizzata in cartapesta da Matteo Trovato nel 1921, conservata nella chiesa dell’Immacolata Concezione al di fuori dei riti pasquali. Gesù Cristo è raffigurato nel momento successivo al giudizio di Ponzio Pilato, con espressione sofferente. La statua è abbigliata con cintola e manto ricamati in oro e trapunti di gemme, sul capo una corona di spine in argento, fra le mani uno scettro in argento.

Cristo con la croce – Vara realizzata in cartapesta da Matteo Trovato nel 1911: rappresenta Gesù Cristo che porta la croce durante la Salita del Calvario

Caduta sotto la Croce – Opera in cartapesta, realizzata da Matteo Trovato nel 1933. Viene raffigurata la caduta di Gesù sotto il peso della croce durante la Salita al Calvario, sulla base dell’opera ‘Spasmo di Sicilia’ o ‘Andata al Calvario’ di Raffaello Sanzio. Dopo il restauro di Pietro Indino di Lecce nel 1977, sono presenti anche il fustigatore e la Veronica che regge il Mandylion sul quale restò impressa la figura del volto di Gesù dopo che la donna ne asciugò il viso.

Crocifissione – Gruppo scultoreo datato 1872 che rappresenta la Crocifissione di Gesù sulla base dell’opera di Antonello da Messina: inizialmente la figura della Madonna Addolorata era accovacciata ai piedi della croce, dopo il restauro le figure di Maria e Maria Maddalena sono in posizione eretta

Deposizione dalla Croce – Rappresentazione della deposizione di Gesù Cristo dalla croce, nata dalle mani dello scultore Pietro Indino di Lecce nel 1948, ispirato dall’omonima opera di Pietro Paolo Rubens. Sono presenti ben 8 personaggi oltre il Figlio di Dio: Maria, Maria di Cleofa, Maria Maddalena, Giovanni, Giuseppe di Arimatea, Nicodemo e due aiutanti.

La Pietà – Gruppo scultoreo realizzato nel 1948 da Pietro Indino di Lecce. L’opera raffigura il pianto della Madonna mentre stringe fra le braccia il corpo di Gesù Cristo deposto dalla croce. La figura si rifà alla Pietà di Michelangelo Buonarroti. Rispetto all’opera di Pozzo di Gotto, in questa sono presenti anche Maria Maddalena Genuflessa e Giovanni che osserva la scena.

Deposizione nel Sepolcro – Vara realizzata da Pietro Indino di Lecce nel 1948. Rappresenta la Deposizione di Gesù nel Sepolcro e si ispira a ‘Trasporto di Cristo al Sepolcro’ di Antonio Ciseri. Presenti altri 6 personaggi Maria, Maria di Cleofa, Maria Maddalena, Giovanni, Giuseppe di Arimatea, Nicodemo.

Urna del Cristo morto e Giudei – La vara rappresenta l’esposizione del corpo di Cristo nel Santo Sepolcro. Il corpo, realizzato in cartapesta da Matteo Trovato all’inizio XX secolo, è adagiato su un sudario. L’urna è sormontata da un angelo con una palma, ai vertici di ciascun lato delle coppie di putti reggono gli 8 Strumenti della Passione: a Scala, la Corona di spine, i Dadi, il Mandylion, i Chiodi, la Lancia, l’Iscrizione, il Martello. A scortare la vara un gruppo di Centurioni Romani, definiti impropriamente ‘Giudei’. Un manipolo di soldati vestiti con riproduzioni delle armature dell’epoca, guidati da un comandante che impartisce gli ordini brandendo la spada con un’espressione fiera e impettita.

Addolorata – L’ultima vara rappresenta la Madonna Addolorata, simulacro conservato nel resto dell’anno presso la chiesa di San Giovanni Battista. La statua è vestita con un drappo nero bordato e ricamato in oro, ha un’aureola-stellario a raggiere sovrapposte. In petto è trafitta dal dolore di uno spadino, il corsetto è abbellito con antichi gioielli ex-voto. Fra le mani tiene un candido fazzoletto di trine. Gli addobbi floreali che accompagnano la vara sono di colore bianco.