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Reggio Calabria, riqualificazione di Piazza De Nava, Natino Aloi: “rispetto dell’ambiente urbano e della storia”

Piazza De Nava reggio calabria

Reggio Calabria, riqualificazione di Piazza De Nava, Natino Aloi: “evitare di commettere errori di ordine progettuale urbanistico che porterebbero allo stravolgimento della zona e non rispetterebbe la nostra storia urbanistico-culturale”

“La “vicenda” di Piazza De Nava sta assumendo, in questi giorni, aspetti e confronti accesi, anche polemicamente esasperati. Due posizioni opposte o quantomeno diverse affrontano il tema della ristrutturazione della Piazza con la conseguenza dell’incidenza su tutta l’area circostante, Museo ovviamente compreso. Un tema oltretutto non nuovo che si pose anche quanto, con il ritrovamento dei guerrieri di Riace, dibattemmo in Consiglio Provinciale il rilievo che avrebbe dovuto avere, grazie all’arrivo dei due “guerrieri”, il Museo nel contesto di tutta l’area urbana circostante. Stavolta si parte da Piazza De Nava proponendo un progetto di ristrutturazione della stessa che, mutatis mutandis, verrebbe ad interessare, anzi a “coinvolgere” il Museo e tutta la zona interessata allo stesso, Corso Garibaldi compreso”. E’ quanto scrive in una nota l’On. Fortunato Aloi.Un progetto, questo, che cambierebbe il volto di un ambiente che non solo costituisce un punto importante per la presenza al centro della Piazza di un monumento, artistica opera dello scultore Francesco Jerace, dedicato all’On. De Nava che è stato uno degli statisti ed uomo politico reggino di grande rilievo, ma soprattutto per il rapporto estetico-urbanistico e ciò va ribadito che verrebbe a determinarsi tra Piazza e Museo. E a proposito di Museo non può essere richiamato, anche a proposito del nuovo progetto relativo alla Piazza, il grande valore di questa struttura che ha avuto per progettista, come si sa, uno dei più grandi architetti italiani, e ciò per l’importanza che gli uomini politici e le autorità culturali del tempo dettero a questa grande istituzione. Ed anche questo è importante sottolinearlo, nella esecuzione dei lavori non pochi ostacoli vennero incontrati per la presenza di interessanti reperti archeologici. Di qui l’esigenza di evitare di commettere errori di ordine progettuale urbanistico che porterebbero allo stravolgimento della zona e non rispetterebbe la nostra storia urbanistico-culturale. Non basta l’eventuale utilizzo di qualche finanziamento previsto per l’intervento ad hoc (riferito alla Piazza) per correre rischi di irreversibili stravolgimenti urbanistici. La storia va rispettata nei suoi vari aspetti, anche contingenti, sia quando si tratta di toponomastica (e qui il discorso andrebbe ripreso) sia quando si discute della salvaguardi di realtà artistico-monumentali”, conclude la nota.