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Reggio Calabria, Marziale sul Museo del Mare di Zaha Hadid: “onore a Falcomatà che rilancia il progetto di Scopelliti, purtroppo è cambiato il contesto perché oggi la città è molto degradata rispetto a 10 anni fa”

Waterfront Museo del Mare Zaha Hadid

Il sociologo e giornalista Antonio Marziale ha parlato della questione Museo del Mare a Reggio Calabria, ieri annunciata da Falcomatà

Ieri il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha annunciato che il Museo del Mare progettato da Zaha Hadid si realizzerà. Con un finanziamento da 53 milioni di euro verrà eseguita l’opera mastodontica presentata più di 10 anni fa insieme al Waterfront, all’interno di un progetto unico che avrebbe dovuto rivoluzionare l’intera area nord del centro città e renderla fruibile con il mare. Seppur in tempi diversi, tuttavia (la prima è già stata realizzata e si deve soltanto inaugurare ufficialmente), le due opere si faranno.

Sulla questione è intervenuto, tramite una diretta sul proprio profilo personale Facebook, il giornalista e sociologo Antonio Marziale: “Vorrei fare una riflessione su come la politica possa contribuire alla riscrittura della storia. E’ una cosa bella perché conferisce dignità alla stessa, nei decenni persa un po’ per strada – spiega Marziale – Mi riferisco alla volontà dell’amico Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà di portare avanti l’idea del Waterfront-Museo del Mare riprendendo l’idea di un Sindaco di oltre 10 anni fa, un altro amico che si chiama Giuseppe Scopelliti, protagonista suo malgrado di una lunga vicenda giudiziaria a cui sembra destinato chiunque metta piede in politica, ma non entro nel merito per non fare un torto alla sua persona ma anche alle Istituzioni”.

“Quello che mi preme – prosegue – è la sottolineatura del ‘non tutto era marcio‘, in termini di visione e di costruzione avveniristica di una città sempre più lontana dalla periferia e più vicina all’Europa e del mondo. E allora il Waterfront è un progetto che vale e questo fa onore a Falcomatà perché non si è lasciato condizionare dal fatto che non fosse un progetto suo. Purtroppo, però, cambiano le condizioni della città. Quando a Scopelliti venne l’idea di questa opera, la città era bella e pulita. Il Corso Garibaldi aveva la vecchia pavimentazione, ma era migliore di quella attuale, dove passeggiarci è diventato un pericolo costante. Non c’era l’immondizia. Scendevi dall’aereo e avevi davanti una meraviglia. Oggi atterri e nelle strade adiacenti vedi cumuli d’immondizia tipica di quella arte che Vittorio Sgarbi definisce ‘arte di merda’. E’ diverso il contesto. Tra le altre cose la città aveva un aeroporto, ed era pieno di voli. Anzi, si criticava proprio perché ne aveva troppi”.

Da qui, la riflessione e una conclusione finale: “Magari, parlandosi insieme, le idee vengono. Andare a pescare il buono in casa del nemico è un’idea, ne giova soltanto la città. Reggio Calabria, come il mondo, deve iniziare a ragionare col concetto di onestà intellettuale e non di contrasto, altrimenti non uscirà mai dal guado. E devo dare onore al merito ad una Reggio che ha voglia di risalire la china, anche se i segnali sono i pochi, ma ad una Reggio che fu e che non c’è più e le responsabilità per questo non sono da ascrivere soltanto alla politica…”.