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Reggio Calabria, morte Samuela Gurnale: il messaggio di don Zampaglione e del prof. De Pietro per sensibilizzare su disturbi alimentari e bullismo

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Don Giovanni Zampaglione e il professore Vincenzo De Pietro rivolgono un pensiero alla scomparsa di Samuela Gurnale, sensibilizzando giovani e istituzioni

In occasione della Santa Pasqua, don Giovanni Zampaglione, sempre attento alle problematiche e ai disagi dei più giovani di Reggio Calabria e provincia, ha voluto rivolgere un pensiero alla memoria di Samuela Gurnale, scomparsa nei giorni scorsi a soli 25 anni mentre combatteva contro l’anoressia. Don Giovanni Zampaglione ha voluto sottolineare l’importanza di non uniformarsi ai modelli di bellezza che la società di oggi impone, rischiando di farsi trascinare nello spiraglio di una nuova dipendenza che rischia di fare danni soprattutto fra i ragazzi.

“La ‘nuova droga’ di oggi si chiama anoressia che si può curare solo con il recupero di una vita serena e seguendo una cura adeguata. In questi anni (ahimè) ho visto giovani morire di anoressia, ecco perché invito i giovani ad amare la vita e a pensare sempre positivo e non ricercare il modello di magrezza sempre imperante nella nostra società. – ha spiegato don Zampaglione Esiste oggi quella che viene chiamata ‘pressione sociale’ verso la magrezza, con un’influenza negativa nei disturbi alimentari, che sono più frequenti nelle società occidentali. In quanto sacerdote invito i giovani a essere speranza… Date speranza a chi vive questo disturbo e disagio. Offrite parole di conforto e incoraggiate chi vive questa situazione.

A mio avviso ci vuole ‘un’epidemia di speranza’ verso chi è disperato. La famiglia poi ha un ruolo, ma non è la causa di questi disturbi. La famiglia è una risorsa. Invito i genitori a vigilare e a cogliere se ci sono segnali di un disturbo nel proprio figlio/a. La giovane Samuela amava la vita e certamente dal cielo continuerà a dirci: ‘ho imparato che anche se si cade ci si può rialzare più forte di prima’. Mi piace a questo proposito citare papa Francesco che dice: ‘Serve uno stile di vita che ci permetterà di coltivare un rapporto sano con noi stessi , con i nostri fratelli e con l’ambiente in cui viviamo’.

Auguro ai giovani e meno giovani di tornare alla sobrietà e alla semplicità e di vivere ogni attimo della vita con uno spirito attento ai bisogni dell’altro. Lungi da noi dal dire: ‘Hai un bel viso, peccato però che se tu dimagrissi un pò saresti ancora più bella’. Queste frecciate di cattiveria distruggono un giovane… Consolidiamo i nostri rapporti e miriamo al bene comune. Coraggio e avanti!!!“.

Sulla vicenda è intervenuto anche il professor Vincenzo De Pietro, insegnante di scienze motorie del Liceo Classico di Melito, nonchè professore di Samuela. “Serve sensibilizzare su quelle che sono le problematiche relative ai disturbi alimentari che colpiscono i ragazzi in età evolutiva. Disturbi amplificati da episodi di bullismo: un ragazzo o una ragazza che ha problemi di sovrappeso, tende ad essere bullizato e riporta ‘danni alla psiche’. In alcuni casi, come quello della povera Samuela, si rischia di sfociare in situazioni degenerative di una certa importanza. – ha spiegato il professor De Pietro Vanno sollecitati gli istituti scolastici affinchè si conformino verso quelle che sono le indicazioni ministeriali, quindi provvedano a nominare un referente per il bullismo in ogni istituto e usufruire delle app messe a disposizione del Ministero che servono, in forma anonima, a segnalare episodi di bullismo: li può segnalare sia una persona coinvolta, sia una persona che assiste ad atti di bullismo.

I disturbi alimentari non riguardano solo l’anoressia, ma anche la bulimia e tutto ciò che è legato all’alimentazione. Abbiamo sempre più ragazzi che mangiano male, fanno diete estreme, il tutto perchè non accetano il proprio corpo, perchè gli stereotipi della società impongono di avere un fisico perfetto, essere assolutamente magri. Se i ragazzi sono bombardati, oggi più che mai attraverso i social e gli influencer: in una psiche minata da queste sollecitazioni dal web ed eventuali episodi di bullismo, la miscela fa sì che si verifichino situazioni come questa della povera Samuela. La sua morte non deve scivolare nel dimenticatoio, ma deve essere un monito verso le istituzioni scolastiche, verso i docenti, verso chi si occupa di formazione, aggregazione dei ragazzi, affinchè si alzi il livello di guardia e si aiutino i ragazzi a prevenire situazioni che poi diventano irreversibili“.