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Reggio Calabria ammira la tomba di Giulia, figlia dell’imperatore Augusto. Il prof. Castrizio: “scoperta mondiale. E non era una prostituta”

Ritrovata a Reggio Calabria la presunta tomba di Giulia, figlia dell’imperatore Augusto. Il professor Castrizio ne spiega l’importanza a StrettoWeb

Reggio Calabria possiede una storia millenaria. La città, come del resto l’intera Regione, ha ospitato antiche e fiorenti civiltà che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del mondo, dell’Italia e del territorio reggino stesso. Segno tutt’ora visibile attraverso reperti storici e inaspettate scoperte. Durante gli scavi di piazza Garibaldi è stata ritrovata una tomba che ha subito stupito gli studiosi: un manufatto probabilmente parte di un mausoleo, di fattura raffinata, risalente all’epoca della Roma imperiale. Probabilmente la tomba di Giulia maggiore, figlia dell’imperatore Ottaviano Augusto. Gli studi del caso diranno se si tratta effettivamente dell’ultima traccia terrena di una fra le principali nobildonne romane dell’epoca, ennesimo legame fra la storia di Roma e quella di ‘Rhegium Julii’, alleata fra le più fedeli. StrettoWeb ha intervistato il professor Castrizio, che ha dettagliato attraverso la sua straordinaria competenza in storia e archeologia l’importanza di tale scoperta per la città di Reggio Calabria.

Perchè quella ritrovata durante gli scavi di piazza Garibaldi potrebbe essere proprio la tomba di Giulia?

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Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Non si ha ancora la certezza, ma indizi e coincidenze non possono essere ignorate. Le date e la pregevole fattura dell’opera, ammirabile ad oggi nonostante i secoli passati, fanno intuire come non si tratti di una tomba comune. Il professor Castrizio racconta: “quando è stato trovato quel manufatto, è subito saltato all’occhio che quella qualità tecnica non aveva riscontri a Reggio Calabria, è un’opera di grande pregio, nonostante non si sia trovato niente delle decorazioni. Questo mausoleo è stato realizzato con grande tecnica da maestranze che non erano ‘improvvisate’. La datazione risale alla prima metà del 1° secolo d.C., dunque a me e al professor Braccesi è venuta l’idea. Siamo sopra quella che probabilmente era la parte militare del porto di Reggio. Caligola, che era nipote di Giulia, aveva realizzato delle opere (anche a Roma) per ripristinare la memoria di sua nonna Giulia e di sua madre Agrippina, aveva anche investito molto sul porto di Reggio, facendolo diventare il porto dell’annona dell’Egitto. Possibile che proprio a Reggio non avesse realizzato nulla di importante in memoria di Giulia?! La data e la qualità dell’opera giocano a favore di questa tesi: speriamo che gli scavi portino una risposta a queste domande“.

Quella di Giulia è una storia di portata mondiale!

Secondo il professor Castrizio, quella della tomba di Giulia sarebbe una chance più unica che rara: una storia di portata mondiale, da sfruttare al meglio e non lasciarsi (nuovamente) sfuggire: “noi a Reggio Calabria siamo riusciti a mancare ogni occasione per valorizzare ciò che abbiamo. Questa è una chance di livello mondiale: Giulia è un personaggio importante, è la figlia di Augusto. La sua uccisione è avvenuta a Reggio, è stata il primo atto di Tiberio come imperatore: mandò un sicario, mentre Agrippina, la figlia di Giulia, inviò una nave di avventurieri-pirati per tentare di rapirla e salvarle la vita. Purtroppo arrivò prima il sicario… Reggio Calabria avrebbe una storia di livello mondiale da utilizzare. Non siamo mai riusciti a sfruttare l’arrivo di San Paolo in città, la Legio X Fretensis e il Bellum Siculum. Reggio non ebbe più guerre dal 36 a.C. al 410 d.C., periodo di pace mai visto negli annali, ‘uscendo’ dalla storia e dalle sue fonti. Dunque sarebbe fondamentale poter dimostrare che quella tomba appartenesse a Giulia, riuscire a trovare qualche reperto da studiare, magari con un po’ di fortuna. Del resto, non avremmo trovato i Bronzi di Riace senza un colpo di fortuna…”.

Un’opera da affiancare ai Bronzi di Riace per rinforzare l’immagine storica di Reggio Calabria

A proposito di Bronzi di Riace: la tomba di Giulia sarebbe un sito attrattivo tanto quanto le due famose statue? “I Bronzi di Riace hanno un’attrazione maggiore, chiunque li vede resta senza fiato. – spiega il professore, grande estimatore dei Bronzi Ma noi dobbiamo iniziare a ragionare su un pacchetto di offerte: il turista viene per i Bronzi, poi il sito di Giulia, Locri ecc. Dovremmo rafforzare la nostra immagine: dobbiamo cancellare l’idea del turista che viene a Reggio visita i Bronzi, prender il gelato da Cesare e poi se ne va. Avessimo una classe dirigente vogliosa di valorizzare le nostre eccellenze, cambierebbero tante cose. La città deve riappropriarsi anche del periodo storico romano, del quale abbiamo pochi reperti. Sempre che gli ‘eruditi’ non ci mettano le mani: hanno parlato di forte spagnolo, chiesa bizantina, tempio di Apollo. Una città non può costruire se stessa con gli eruditi ma deve farlo con i professionisti. Abbiamo una sovrintendenza che dobbiamo utilizzare meglio: fino ad ora si è fatta tanta fantasia e poca scienza, è il caso di cambiare le cose“.

Chi era realmente Giulia? La sua immagine inquinata dalla propaganda, non dalla lussuria

Lo storico romano Marco Velleico Patercolo descrive Giulia “inquinata dalla lussuria” a causa dei tanti sospetti di adulteri e tradimenti presenti sul suo conto. Il professor Castrizio davanti a questa frase si stupisce, attribuendola per lo più alla propaganda dell’epoca che era fortemente avversa alla donna. “Il libro ‘Giulia’ di Lorenzo Braccesi, il più grande storico romano che abbiamo, descrive un personaggio più complesso di quello che si pensa. – spiega Castrizio Il problema era che Giulia aveva delle velleità repubblicane: alla fine del regno del padre voleva ritornare alla Repubblica. Per questo motivo aveva un ottimo rapporto con il cugino, figlio di Marco Antonio, nemico di Ottaviano. In questo gioco di donne, c’è una donna, Lidia (moglie di Augusto, ndr), che capì come il cuore di Augusto, alla fine della vita, potesse volgere in favore della figlia e mettere a rischio quello che Livia ha voluto per tutta la vita: mettere sul trono il figlio Tiberio. Per questo non ha mai dato un figlio ad Augusto e ha lavorato sempre per Tiberio. Quando Giulia, che per altro fu sposata con Tiberio, fece uscire fuori le sue velleità rivoluzionarie, venne bollata come prostituta. In verità era una donna molto colta, intelligente e politicamente all’altezza della Gens Julia. Secondo l’ipotesi di Braccesi, quando Livia capì che anche Augusto potesse volgere a favore di Giulia, avvelena e uccide il marito. Resta dunque un grande interrogativo su Giulia: una donna troppo bella, troppo intelligente, troppo raffinata, troppo colta che aveva il sogno di restaurazione repubblicana che prima ha pagato con l’esilio e poi con la vita“.