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Reggio Calabria, Iatì (Impegno e Identità): “panchine parlanti ed amministrazione muta, vandalismo privato ed incuria pubblica”

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Reggio Calabria, Iatì (Impegno e Identità): “Senza, suscitare altre polemiche, voglio tornare sull’argomento della vandalizzazione degli arredi urbani, alla quale non assegno alcun connotato politico, poiché è opera della stessa lurida mano, la stessa che ha imbrattato altri simboli di altro orientamento politico”

“Senza, sperabilmente, suscitare altre polemiche, voglio tornare sull’argomento della vandalizzazione degli arredi urbani, alla quale non assegno alcun connotato politico, sia ben chiaro, poiché è “opera” della stessa lurida mano, la stessa che ha imbrattato altri simboli di altro orientamento politico, ed anche a suo arbitrio altri angoli o muri della Città. Intendo il casus belli, ma civile, della panchina “parlante” dedicata all’ideologo Antonio Gramsci; bene, se tale panchina potesse realmente parlare potrebbe confessare la vera umiliazione di essere stata “riposta” e dimenticata per oltre un anno (da ben prima della pandemia) presso il piazzale del CeDir, che è spazio pubblico utilizzato da decisamente troppo tempo quale “deposito” di arredi urbani in attesa di essere allocati. E qui certamente nessuno allora aveva avuto modo di “vandalizzarla”, poiché nessuno aveva avuto modo di apprezzarla durante il periodo di abbandono”. E’ quanto scrive in una nota l’Avv. Giuseppe Iatì, Socio Fondatore Movimento Impegno e Identità. “Ma la storia si ripete, purtroppo : la foto a corredo raffigura la panchina “parlante” dedicata alla memoria dell’altrettanto compianto Paolo Borsellino, che è abbandonata alle intemperie ed al degrado da altrettanto tempo presso lo stesso piazzale. E’ chiaro, almeno così suppongo, che si stia attendendo il prossimo 23 maggio o il 19 luglio per la sua allocazione in sito più dignitoso con la rituale concelebrazione in pompa magna della Giunta al completo per la salvaguardia degli altrettanto meritevoli di custodia e di commemorazione ideali della resistenza alla mafia. Infine, per completezza di esame, un appunto va fatto sulla qualità di altri, meno dignitosi arredi, e nello specifico dei sedili, questi però anonimi e quindi silenziosi, in volgare cemento con inserto rosso e verde già scrostato a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici. E mi chiedo se si avrà il coraggio o la faccia tosta di allocare in qualsivoglia sede pubblica opere di cotanta infima qualità o se piuttosto saranno destinate ad essere dismesse ed avviate a discarica ancor prima dell’utilizzo, appunto per non dare visibilità all’ evidente inefficienza di una amministrazione comunale che ha “regalato” denaro pubblico ai soliti ignoti con determine dirigenziali tutte da verificare per acquistare fondi scadenti di magazzino”, conclude la nota.