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Reggio Calabria, Fiamma Tricolore: “la mozione per il 70% del Recovery Fund al Sud fatta da chi non riesce a completare un ponte da 50 metri! Siamo alle comiche”

Fiamma Tricolore: “un’accademia per comici in erba: devono aver scambiato per questo il consiglio comunale di Reggio Calabria i nostri rappresentanti istituzionali”

“Un’accademia per comici in erba: devono aver scambiato per questo il consiglio comunale di Reggio Calabria i nostri rappresentanti istituzionali. La notizia, ridicola ed esilarante, che tiene banco in questi giorni è la mozione dell’avv. Neri, approvata in commissione, con la sola astensione della consigliera Iatì, con la quale si chiede il raddoppio dei fondi del Recovery Fund destinati al sud ed indirizzata al presidente del Consiglio”. E’ quanto scrive in una nota Giuseppe Minnella, Portavoce Provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. “Senza considerare, ammesso che arrivi veramente a leggere una simile idiozia, l’utilizzo da carta igienica che ne farebbe lo stesso presidente Draghi ci chiediamo come si possa sprecare una riunione della commissione bilancio per parlare di un tema come questo proprio mentre il piano viene approvato dal Parlamento. Posto che tale appello, pervenuto dalle menti illustri del consiglio comunale di Reggio Calabria, avesse mai potuto sortire qualsiasi effetto, lo stesso sarebbe dovuto avvenire diversi mesi fa e non proprio in dirittura d’arrivo quando financhè al Parlamento e ai suoi componenti ne è preclusa la discussione viste le scadenze da rispettare! La richiesta di destinare il 70% (settanta!) al sud viene poi avanzata da una banda di incapaci che in sette anni di amministrazione non si è distinta per nessuna opera di rilievo, ha cancellato (e ora torna sui suoi passi) il Waterfront di Zaha Hadid perché con quei soldi doveva asfaltare le strade e non riesce a completare un ponte di 50 metri a Pellaro, le cui foto circolano su internet in questi giorni, i cui lavori sono iniziati addirittura nel 2016! E aggiungiamo: un’amministrazione tutt’altro che trasparente nell’impiego dei fondi e nell’assegnazione della realizzazione delle opere come insegna la vicenda, da noi sollevata la settimana scorsa, sugli ormai famosi Murales di via Enna sulla cui mancata determina indicante costi, operatore economico, etc., ancora aspettiamo risposta dal nostro assessore alla cultura. A costoro si dovrebbero assegnare i fondi del Recovery? Suvvia siamo seri: qui non dobbiamo fare dei murales ma c’è da ricostruire un paese intero, nord e sud insieme, indebolito da oltre un anno di crisi economica e pandemica! Corre l’obbligo infine di ricordare ai nostri scienziati locali che la destinazione dei fondi è subordinata alla presentazione di progetti e loro oltre i disegnini e rendering di qualche piazza non sono riusciti a fare altro! Per tali motivi, consci i nostri amministratori della smargiassata mediatica realizzata, la stessa è da bollare come la solita “fuffa”, l’ennesima ricerca di una passerella per il sindaco Falcomatà da parte dei suoi valvassori e valvassini. Ricordiamo, per concludere, ai cittadini che il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” ammontante a 248 miliardi di investimenti ne prevede meno di 90 a fondo perduto: il resto dovrà essere restituito e se mal gestiti rischiano di causare un danno senza precedenti alle già ultra malconce casse dello Stato che i nostri figli e nipoti dovranno ripagare a caro prezzo: una ragione in più per estromettere dalla partita gli amici del calcetto reggino”, conclude la nota.