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Ponte sullo Stretto, che stoccata al ministro Cingolani: “opera fondamentale per il Mezzogiorno che non vuole campare di assistenzialismo ma di lavoro”

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Il leghista Siri non ha digerito le dichiarazioni del ministro Cingolani e risponde: “non costruire il Ponte sullo Stretto significherebbe rinunciare a 5 milioni di posti di lavoro e 100 miliardi di PIL”

“Il Ponte sullo Stretto è una struttura fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno che non vuole campare di assistenzialismo ma di lavoro”, è quanto affermato dal senatore Armando Siri. Il direttore della Scuola di Formazione Politica, membro della Segreteria Politica e responsabile del programma della Lega, ha risposto alle dichiarazioni del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ha espresso perplessità sulla costruzione dell’opera che collegherebbe Messina e Reggio Calabria, pur ammettendo di “non aver studiato il progetto”. Ovviamente il Piano è già stato approvato da autorevoli studiosi e ingegneri sia dal punto di vista tecnico che da quello economico, da qui la risposta dell’esponente del Corroccio: “l’Italia merita di essere leader della Logistica nel Mediterraneo e senza l’adeguamento delle infrastrutture di collegamento e dei Porti del Sud rimarremo sempre fanalino di coda in Europa. Il Ministro Cingolani, che è uno “scienziato”, dovrebbe conoscere la geografia. Il secondo Paese Europeo, dopo la Grecia, che incontra le grandi navi porta container provenienti dal Canale di Suez, è l’Italia. E noi cosa facciamo? Le mandiamo in Spagna, in Germania e in Olanda rinunciando a 5 milioni di posti di lavoro e 100 miliardi di PIL perché il Ponte non è fondamentale?”.