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Il Ponte sullo Stretto per rivoluzionare Messina e Reggio Calabria, Ferrari (WeBuild): “il Governo vada a leggere le carte, il progetto è pronto e si può partire subito coi lavori”

Ponte sullo Stretto

Il General Manager Corporate and Finance di Webuild ha spiegato: “bisogna iniziare da progetti che esistono, ecco perché sembra una fissazione quella che noi abbiamo per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ma, in realtà, è un processo logico perché in Sicilia si stanno progettando tanti chilometri di linea ferroviaria, quindi non è normale arrivare a Catanzaro con il treno ad Alta Velocità e poi scendere, raggiungere Reggio Calabria per prendere il traghetto”

Il settore delle infrastrutture ha un ruolo centrale all’interno del Recovery Plan. Il Governo Draghi adesso sta giocando la partita più difficile e complicata da qui ai prossimi 20 anni, perché dovrà disegnare l’Italia del futuro e aiutare il Paese a ripartire dopo la crisi generata dalla pandemia del Coronavirus. La situazione attuale rischia di aumentare in modo esponenziale il gap già esistente tra Nord e Sud, quindi è fondamentale che con i fondi europei si agisca in modo mirato e si punti alla realizzazione di investimenti importanti in grado di generare col tempo lavoro e quindi guadagno. L’esempio emblematico per il Meridione è il Ponte sullo Stretto, un’opera in grado di rivoluzionare le città di Messina e Reggio Calabria, ma anche di unire due Regioni isolate, Sicilia e Calabria, dal resto della Nazionale e del Continente. E’ quanto spiegato anche da Massimo Ferrari, General Manager Corporate and Finance di Webuild, in un’intervista rilasciata ai microfoni del canale Class Cnbc“Il ponte di Genova, icona e segno di speranza per il Paese, ha il significato che tutto si può fare. Servono interventi shock per superare la crisi e che fanno ripartire l’economia e le infrastrutture appartengono a questa tipologia – ha sottolineato il dirigente – . Bisogna iniziare da progetti che esistono, ecco perché sembra una fissazione quella che noi abbiamo per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ma, in realtà, non lo è. E’ un processo logico perché in Sicilia si stanno progettando tanti chilometri di linea ferroviaria, quindi non è normale arrivare a Catanzaro con il treno ad Alta Velocità e poi scendere, raggiungere Reggio Calabria per prendere il traghetto. Il disegno del ponte è già stato approvato da tutti gli enti, se gli esponenti del Governo vanno a leggere le carte capirebbero che il cantiere può partire nel giro di quattro mesi”.

Sembra essere questa una risposta chiara e pungente al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani che in merito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto aveva affermato di avere qualche perplessità, prima di affermare poi di non aver mai studiato ed approfondito la questione. Il ministro parla dell’area tra Scilla e Cariddi come di zona con “una situazione di sismicità critica” e di un dettaglio che “potrebbe essere un problema importante”, ma non tiene proprio conto del fatto che il progetto è stato già approvato oltre dieci anni fa da autorevoli esperti sia sul piano tecnico che su quello economico. Oggi in tutto il mondo si costruiscono opere del genere, persino in Giappone dove i terremoti sono molto più forti di quelli che interessano Calabria e Sicilia, il Ponte sullo Stretto a campata unica (della lunghezza di circa 3.3km) diventerebbe così il simbolo dell’Italia nel mondo. “Vogliamo dare un segnale che si sta reagendo in una situazione di emergenza. Il segnale concreto è dare lavoro ed occupazione per migliaia di famiglie, vale più dei ristori che saranno sempre insufficienti, va fatto in via d’urgenza”, ha concluso il dott. Massimo Ferrari. Messina e Reggio dunque aspettano per l’ennesima volte l’approvazione di un progetto che potrebbe fare dell’area Metropolitana dello Stretto un potenziale territorio d’investimento e ricchezza. E’ necessario mettere da parte i discorsi politici e ragionare dal punto di vista pratico perché un interno popolo possa finalmente vivere di lavoro e non resti schiavo di sussidi statali e illegalità.

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