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Scuole in Calabria, la nuova ordinanza di Spirlì: “libertà di scelta per le Superiori”

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Il presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì ha pubblicato una nuova ordinanza sulle scuole

“Carissimi Tutti, sto finendo di scrivere, con l’aiuto degli Uffici preposti, l’ordinanza relativa alla didattica”. Lo scrive tramite il proprio account Facebook il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì. Già negli scorsi giorni il governatore aveva annunciato di voler prendere provvedimenti sulle scuole visto l’andamento della situazione epidemiologica di alcune province. “Rassicuro Tutti: manterremo la democratica libertà di scelta per le Scuole Secondarie Superiori. Ma – prosegue – monitoreremo, come sempre, l’andamento dei contagi su tutti i territori e saremo pronti a decidere, quando e ovunque ce ne fosse bisogno, in modo incisivo a tutela della salute e della sicurezza di Tutti. Ritengo che l’aumento dei contagiati ci stia insegnando, purtroppo tristemente, tanto…”. Continua dunque la battaglia di Spirlì sul tema scuole, un dibattito molto acceso e che ha creato incertezza nel corso di questo anno di pandemia. La Calabria è stata tra le Regioni che hanno espresso maggiormente la volontà di chiudere gli istituti, a differenza di altri territori come Lombardia e Lazio in cui, nonostante il Coronavirus abbia lasciato conseguenze peggiori, hanno sempre prevalso le ragioni scientifiche. Di seguito il comunicato stampa.

Il presidente della Regione ha firmato il nuovo provvedimento che recepisce le disposizioni ministeriali. Ristorazione solo a domicilio o d’asporto

Il presidente della Regione, Nino Spirlì, ha firmato oggi l’ordinanza n. 28 che recepisce il provvedimento dello scorso 23 aprile con il quale il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’ambito delle misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha disposto che, da lunedì 26 aprile, continuino ad applicarsi, in tutto il territorio regionale, le misure della “zona arancione”.

SCUOLA

L’ordinanza introduce anche misure per la didattica delle scuole di ogni ordine e grado, in applicazione dell’articolo 3 del decreto legge 22 aprile 2021 n.52, “disposizioni urgenti per le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado e per l’istruzione superiore”.

“In particolare – è scritto nell’ordinanza – , fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado statali e paritarie e le scuole di istruzione e formazione professionale limitano la didattica in presenza a non più del 70% della rispettiva popolazione studentesca, nel rispetto di tutte le misure di prevenzione vigenti; la restante parte della popolazione studentesca si avvarrà della didattica a distanza, fatte salve le deroghe circa l’attività in presenza, già individuate nelle specifiche ordinanze emergenziali e nelle disposizioni nazionali vigenti”.

LA RACCOMANDAZIONE

Nel provvedimento si ribadisce la raccomandazione, per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado “di garantire e rendere pienamente fruibile la didattica integrata online, in modalità sincrona per la restante parte degli studenti non presenti in aula; di favorire la didattica digitale integrata per tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano esplicita richiesta con modalità specificamente definite, nell’ottica di una migliore gestione della ripresa della didattica in presenza”.

SPOSTAMENTI

“Gli spostamenti verso altri Comuni o Regioni/Province autonome – prevede l’ordinanza – , sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione; nei Comuni fino a 5mila abitanti resta comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune, con esclusione dei capoluoghi di provincia; è altresì consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le ore 5 e le 22, a un massimo di quattro persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro”.

RISTORAZIONE

“Restano sospese – è scritto ancora – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), a esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, nel rispetto delle misure per prevenire o contenere il contagio”.

“È consentita – riporta ancora il provvedimento – la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice Ateco 56.3 l’asporto resta consentito esclusivamente fino alle ore 18”.

GLI ESERCIZI COMMERCIALI

“Nelle giornate festive e prefestive – si legge nell’ordinanza – restano chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, vendita di presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie; devono essere garantiti in tutte le attività commerciali aperte al pubblico, la distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato, venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni e siano rispettate le misure di cui agli allegati al Dpcm 2 marzo 2021”.

ZONE ROSSE

Con la seguente ordinanza “restano efficaci” le disposizioni previste nelle ultime ordinanze (n. 27 del 19 aprile 2021, n. 25 del 13 aprile 2021, n. 23 del 12 aprile 2021) relative a specifiche aree territoriali identificate come “zona rossa”.