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Reggio Calabria, l’imprenditore Agostino Crucitti lancia il nuovo corso per Bartender: “In tanti fanno questo lavoro per ripiego, voglio che per loro diventi una professione”

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Nuovo corso per Bartender, che comincerà nei prossimi giorni a Reggio Calabria, lanciato dall’imprenditore reggino Agostino Crucitti

Il suo, quello della ristorazione, è stato uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia ed è tutt’ora fortemente penalizzato. Serve, però, adattarsi al mercato, reagire, reinventarsi e rispondere presente per arrivare pronti alla ripartenza. Lo sa bene Agostino Crucitti, giovane e noto imprenditore di Reggio Calabria che ha deciso di lanciare un nuovo corso per Bartender nella città dello Stretto che avrà inizio nei prossimi giorni: “Dovremmo iniziare il 4 maggio e durerà quattro settimane”, rivela ai nostri microfoni spiegandoci come nasce l’idea e qual è l’obiettivo del corso, denominato “Sorso a sorso”.

Agostino Crucitti imprenditore Reggio Calabria (1)Agostino, come e quando ti è “scattata la lampadina”?

“Io lavoro in questo settore da quando ho 14 anni, il corso di formazione per Barman l’ho conseguito a 20. Ho partecipato a diversi corsi, ne esistono tanti, ma ho notato sempre una certa obsolescenza: non erano i metodi che a me piacciono o quelli su cui io impronterei una preparazione per me stesso se fossi dall’altra parte. E così mi è venuta l’idea.

Spinto da quale obiettivo?

“In questo momento ci sono poche persone formate e che vogliono fare questo lavoro a buoni livelli. Tanti lo esercitano per ripiego. La base di questo corso di formazione è far sì che possano passare da svolgerlo come lavoro di ripiego a vera e propria professione. La mia idea è impostata sul trasformare una persona che fa questo per mantenersi in maniera saltuaria, perché non ha trovato altro magari, ad una professione nel vero senso della parola, con cognizione di ciò che si usa e che si fa. E poi è anche un ottimo trampolino di lancio per chi vuole sfondare in questo settore. La cosiddetta gavetta passa da qui. Senza l’esperienza acquisita in questo ruolo non si può avere un controllo completo di ciò che si va a intraprendere per diventare magari manager o responsabile di un ristorante o un cocktail bar”.

C’è un motivo ben preciso per cui si è deciso di muoversi in questo difficile periodo per il tuo settore? 

“Il motivo della realizzazione del corso ora, in questo momento preciso dell’anno e in questo periodo storico, è per fare in modo che i partecipanti siano, per l’estate, non dico pronti ma comunque orientati al lavoro in un settore che ripartirà e che quando lo farà dovrà trovare gente preparata”.

C’è un limite di età? E qual è l’età media?

“Il limite di età non può esistere perché questo corso è composto da una parte teorica e una pratica e la prima è destinata a chiunque, anche a chi vuole semplicemente imparare pur svolgendo tutt’altro lavoro. L’età media è di 25 anni circa e questo dettaglio devo dire che mi fa molto piacere”.

Come si svolgerà il corso da un punto di vista prettamente organizzativo?

“Nella prima parte tratteremo argomenti legati alla figura del Bartender, alla deontologia, alla figura professionale, a come si arriva a diventare professionisti e alla comunicazione e al marketing sia dei nostri locali che personale. La seconda parte è invece legata agli approcci di degustazione e alla merceologia. La terza è incentrata sulla contabilità del bar, sulla sua fase manageriale e di gestione. Ovviamente, ampio spazio verrà lasciato alla pratica, che è fondamentale”.

Agostino Crucitti imprenditore Reggio Calabria (1)L’obiettivo del corso, come detto, è ripartire in vista della stagione estiva, l’emblema della ripresa dopo quest’anno e mezzo molto difficile. A tal proposito, da rappresentante di una delle categorie più penalizzate dalla pandemia, cosa ti senti di dire?

“A mio parere il Governo ha gestito male la situazione e ancora una volta con queste seconde riaperture sta dimostrando di essere impreparato. Non c’è coerenza con quello che viene detto e fatto e tra l’approccio nelle varie aree produttive. Quanto detto da Briatore l’altro giorno è vero: nei supporti ai dipendenti sono stati lentissimi, ci sono famiglie che vivono con uno stipendio solo. E poi la gestione dei sostegni è stata ridicola, impropria, perché non si sono considerati gli investimenti ma soltanto il fatturato. Hanno portato al collasso un settore che ha fatto di tutto rispetto a quanto è stato chiesto, dal distanziamento alla sanificazione, e si ritrova dopo un anno in una situazione peggiore se confrontata a maggio 2020, con un coprifuoco da guerra. Infine, è stato permesso alle persone di stare in strada e in piazza liberamente, ma con i ristoranti chiusi e solo con l’asporto. Noi avremmo gestito i flussi e garantito gli ingressi in piena sicurezza, non come succede invece fuori”.