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Jannik Sinner il nuovo campione del tennis italiano

Foto di Jason O'Brien / Ansa

Jannik Sinner: il tennis italiano ha trovato un nuovo campione. Probabilmente era dai tempi di Adriano Panatta che non si vedeva nel tennis italiano un campione di questo livello

Il tennis italiano ha trovato un nuovo campione. Probabilmente era dai tempi di Adriano Panatta che non si vedeva nel tennis italiano un campione di questo livello. Stiamo parlando di Jannik Sinner, l’altoatesino diciannovenne che sta bruciando le tappe in questo difficilissimo sport e che tutti gli addetti ai lavori pronosticano come futuro n.1 del mondo.

Jannik è un predestinato, una di quelle persone che si nota immediatamente che hanno una marcia in più, quel tipo di persona che qualsiasi cosa fanno la fanno bene. Essendo nato in montagna in Val Pusteria comincia subito a sciare e diventa a dieci anni una promessa dello sci agonistico italiano. Ma il ragazzo non scia solamente, gioca anche a tennis e lo fa talmente bene che a tredici anni sceglie questo sport. Si trasferisce a Bordighera, nella scuola tennis di Riccardo Piatti, il maggior esperto nello scoprire i talenti tennistici del bel paese. In soli cinque anni di apprendimento Piatti lo porta a diventare, non ancora maggiorenne, la migliore promessa italiana in questo sport.

Poi è stato tutto un crescendo rossiniano per Jannik che vince nel 2019 le ATP Finals a Milano della Next Generations, nell’anno 2020 raggiunge addirittura i quarti di finale del torneo Slam Roland Garros di Parigi e il 14 novembre 2020 vince contro il canadese Vasek Pospisil il suo primo torneo ATP.

Jannik è la dimostrazione vivente di come con l’impegno e la perseveranza si possono ottenere grandissimi risultati in qualsiasi ambito. Lui ovviamente è un ragazzo molto dotato naturalmente ma il solo talento non basta, ci vuole moltissimo impegno, costanza e determinazione, tutte doti che l’altoatesino possiede. Quindi le sue qualità sono un connubio tra normalità, semplicità, determinazione e talento. Racconta il suo allenatore Piatti che Jannik non si esalta per le vittorie e non si abbatte eccessivamente per le sconfitte. E anzi afferma che proprio le sconfitte servono tantissimo, in primis per l’accettazione della sconfitta che ti fa rimanere con i piedi ben piantati a terra, e poi perché analizzando la sconfitta si può capire dove si è sbagliato per cercare di non ripetere l’errore. Non si mai montato la testa, anche se gli sponsor fanno la fila per assicurarsi le sue prestazioni, è molto tranquillo e quando gli chiedono quali sono i suoi obbiettivi risponde. “Io voglio solamente giocare a tennis meglio che posso”. Bisogna anche dire che è stato anche gestito in maniera egregia dal suo allenatore che all’inizio gli ha fatto giocare pochi tornei di importanza minore e poi a poco a poco lo ha inserito nei tornei più importanti.

Oggi Jannik a diciannove anni giocherà a Miami la sua prima finale di un master 1000, cosa riuscita a quell’età solamente a pochissimi campioni tra cui Nadal, Diokovich, Federer. Ovviamente speriamo tutti che possa vincere ma anche se non riuscirà nell’intento, dopo averlo seguito in quasi due anni, siamo sicuri che prestissimo questo ragazzo diventerà uno tra i primi top player mondiali e finalmente l’Italia potrà nuovamente avere nel tennis un campionissimo capace di vincere i tornei del Grande Slam, come non avevamo dai tempi di Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta.