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Incidente Beppe Grillo, la storia dietro i fatti del 1981: il fuoristrada fuori controllo, la morte degli amici e la condanna per omicidio

Incidente Beppe Grillo, la storia di quanto accaduto a Limone Piemonte nel 1981: il comico ligure perse il controllo del suo mezzo, morirono 3 persone

Negli ultimi giorni Beppe Grillo è tornato a far parlare di sè. Il video in cui il comico ligure si batte in difesa del figlio Ciro è diventato virale: il ragazzo è accusato di violenza sessuale ai danni di una giovane ragazza che ha denunciato ‘un po’ di tempo dopo’ l’accaduto. Una delle ‘stranezze’ della gogna mediatica (e non solo) alla quale, secondo Grillo, è stato posto il figlio colpevole solo di essere poco più di un ragazzino intento a divertirsi durante una festa con gli amici fra alcol e “saltelli col pisello così…” in una situazione in cui i presenti erano pienamente consenzienti. L’episodio in questione ha fatto tornare alla mente di molti come Grillo non sia nuovo alle grane con la giustizia: circa 40 anni fa, il comico di Genova è stato sfortunato protagonista di una grave incidente stradale che gli è costato una condanna per omicidio.

Incidente Beppe Grillo: il racconto di quanto accaduto a Limone Piemonte il 7 dicembre del 1981

Ansa

Era il 7 dicembre del 1981 quando Beppe Grillo si apprestava a raggiungere una località di montagna per trascorrere il weekend dell’Immacolata. Nel suo nuovo fuoristrada Chevrolet K5 Blazer erano presenti anche altre 4 persone: gli amici Alberto Mambretti e Renzo Gilberti con la moglie Rossana Quartapelle e il figlio della coppia, il piccolo Francesco di soli 9 anni. La macchina stava percorrendo la via ‘Del Sale’, una strada militare sterrata che da Limone Piemonte porta fin sopra al Colle di Tenda. Sei chilometri oltre ‘Quota 1400’, vicino al confine con la Francia, Beppe Grillo perse il controllo del mezzo che scivolò su un lastrone di ghiaccio. La vettura precipitò verso lo strapiombo, Grillo fece appena in tempo a lanciarsi fuori dal mezzo che terminò la sua corsa nel burrone. La famiglia Gilberti perse la vita, Mambretti fu ricoverato in prognosi riservata a Cuneo. Il comico provò a prestare soccorso ma non ci fu nulla da fare per le 3 vittime.

Tre settimane dopo l’accaduto Grillo venne incriminato per omicidio plurimo colposo. Nell’ottobre del 1982 venne svolta la perizia, ordinata dal giudice istruttore, che segnalò come Grillo fosse colpevole di non aver fatto scendere i passeggeri prima di affrontare il tratto di strada più pericoloso. Il 28 settembre 1983 per lo showman genovese scattò il rinvio a giudizio. Il 21 marzo 1984 arrivò una prima assoluzione per insufficienza di prove, ma dopo il ricorso in appello da parte del pubblico ministero,in data 14 marzo 1985, Grillo fu condannato per omicidio colposo dovuto ad incidente stradale, a 14 mesi di reclusione con il beneficio della condizionale e della non iscrizione. La condanna venne resa definitiva dalla IV sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l’8 aprile 1988.

“La Corte (…) ha individuato la colpa del Grillo nell’avere proseguito nella marcia, malgrado l’avvistamento della zona ghiacciata, mentre avrebbe avuto tutto il spazio per arrestare la marcia, scendere, controllare o quanto meno, proseguire da solo”, recita la sentenza.

Incidente Beppe Grillo, la rabbia di Cristina Gilberti: “non mi ha mai chiesto scusa, non ho mai più rivisto la mia famiglia”

Recentemente intervista ai microfoni de ‘Il Giornale’, Cristina Gilberti, figlia della famiglia scomparsa nell’incidente, sopravvissuta poichè quel triste giorno si trovava a casa, ha speso parole dure nei confronti di Grillo: “io l’ho cercato, ma invano. Volevo almeno che mi raccontasse gli ultimi attimi di vita dei miei genitori, che mi desse pace, che mi chiedesse almeno scusa. Poi con il tempo (non ho mai preteso nulla da lui e non voglio farmi pubblicità), ho solo deciso, adesso che ho raccontato la verità ai miei due figli, di non vergognarmi più. Perché Beppe Grillo è stato capace, con il suo silenzio, di farmi sentire in colpa: Perché non c’ero? Perché ero rimasta a casa? Avrei potuto salvarli?. La cattiveria del Grillo uomo, che ha distrutto la mia infanzia e la mia gioventù ora non mi fanno più paura. Beppe Grillo ha ucciso la mia famiglia: era il 21 Dicembre 1981, io ero rimasta a casa a giocare ma mio padre Renzo, mia madre Rossana e mio fratellino Francesco non li ho mai più rivisti“.