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Gozi: “Draghi su Erdogan? Che sia un dittatore è un dato di fatto, la novità è che lo dica l’Italia”

Gozi: “Draghi su Erdogan? Che sia un dittatore è un dato di fatto, la novità è che lo dica l’Italia. Con la Turchia dobbiamo avere a che fare per tanti motivi, come le migrazioni”

Sandro Gozi, europarlamentare di Renaissance UE, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Riguardo alle dichiarazioni di Draghi su Erdogan. “Ritengo che non sia uno scoop, che Erdogan sia un autocrate o dittatore per me è un dato di fatto –ha affermato Gozi-. La Turchia viola lo stato di diritto ogni giorno, non rispetta le sentenze della Corte di diritti umani, è uscita dalla convenzione europea sulla violenza contro le donne. La cosa nuova è che lo dica l’Italia, che è sempre stata il Paese più prudente rispetto alla Turchia. Adesso mi aspetto che la prossima volta che i leader europei si incontreranno a Bruxelles magari lo dicano chiaramente che la Turchia viola lo stato di diritto. Questo non vuol dire che non bisogna dialogare, però alle parole devono seguire anche i fatti. Dittature o sistemi totalitari ce ne sono molti altri al mondo, ad esempio la Cina. Ci sono oggi dei sistemi autocrati che si definiscono democrazie illiberali. Con la Turchia dobbiamo avere a che fare per tanti motivi, il primo si chiama migrazione, con milioni di siriani che erano diretti verso l’Europa e sono stati accolti dalla Turchia. Mi piacerebbe che l’UE iniziasse ad adottare delle politiche migratorie per non dover essere dipendente dalla Turchia e della Libia. Poi la Turchia è una potenza importante, è membro della Nato, gioca un ruolo molto importante in Medio Oriente, nel Mediterraneo orientale, in Libia e quindi giustamente Draghi ha detto che i nostri interessi ci portano ad avere a che fare con la Turchia. Erdogan è in grossa difficoltà interna ed ha bisogno di abbassare la tensione, rispetto a ciò i leader europei hanno assunto una posizione di cooperazione decidendo di organizzare questa visita di Michel e Von Der Leyen che non è andata proprio benissimo. Il fatto che gli europei non abbiano parlato dello stato di diritto e della convenzione di Istanbul non è positivo, con questi Paesi autoritari bisogna avere un dialogo esigente, soprattutto nei confronti della Turchia che è membro della Nato”.

Sul Sofagate. “Parafrasando Pirandello, in Europa ci sono troppi presidenti in cerca d’autore. C’è una frammentazione della rappresentazione dell’Europa che è effettiva, c’è un presidente del Consiglio Ue, della Commissione Ue, dell’Eurogruppo. Gli europei dovrebbero avere un unico presidente dell’UE. Questo è il problema politico di fondo, se lo facessimo avremmo maggiore visibilità, influenza e correremo meno rischi di gaffe protocollari. In questo caso sicuramente c’è stata una gaffe di protocollo, chi ha preparato la visita ha fatto un grosso errore perché doveva assicurare una presenza degna anche alla Presidente della Commissione UE. Se poi vogliamo entrare nel protocollo il presidente del Consiglio UE è una carica superiore rispetto al presidente della Commissione, ma il problema politico di fondo è che dovremmo avere un unico presidente”.