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Da delinquente a modello da seguire, il Financial Times esalta l’Italia di Draghi: “i rapporti con l’Europa adesso sono sbocciati”

mario draghi senato Foto di Roberto Monaldo / Ansa

L’Italia, in particolare all’interno dell’UE, è stata percepita negli ultimi anni come un Paese dal fortissimo potenziale ma con prestazioni deboli, e questo ha indebolito il suo impatto sulla politica estera. Con l’arrivo del Premier Mario Draghi però la visione è totalmente cambiata

“La delinquente Italia torna ad essere un modello”. Titola così il Financial Times che esalta i primi mesi di Mario Draghi da Presidente del Consiglio. I tempi di Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono superati, adesso il Belpaese torna a far sentire in modo imponente la propria voce all’interno delle dinamiche europee. “Dietro le quinte i diplomatici italiani si sono trovati sempre più isolati, il loro Governo era visto da molti come un partner instabile e inaffidabile guidato da politici che volevano indebolire l’Ue, e flirtare con Mosca e Pechino. Ma a meno di tre mesi dall’inizio del governo di unità nazionale del primo ministro Mario Draghi, non solo la presenza di Roma si sente forte e chiara a Parigi e Berlino, ma sta sempre più prendendo parte all’agenda mentre l’UE tenta di uscire dalla pandemia Covid-19”, scrive il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito.

“I rapporti in precedenza difficili tra Roma e Parigi sono improvvisamente sbocciati”: Draghi si sente regolarmente con Macron, inclusa una telefonata della scorsa settimana per discutere della pandemia e di altre questioni strategiche. E anche in Germania, i primi mesi in carica dell’ex presidente della Bce sono stati accolti come un ritorno dall’Italia al cuore della politica europea. Intanto Draghi presenterà in questi giorni i piani dell’Italia per spendere 190 miliardi di euro di prestiti e sovvenzioni previsti dal Recovery Fund, insieme ad una serie di riforme strutturali considerate fondamentali per l’intera credibilità dello sforzo di ripresa post-Covid dell’Europa.

“L’Italia è tornata in Europa”, ha detto Alexander von Lambsdorff, portavoce per la politica estera del partito liberale democratico tedesco. “E un’Europa forte ha bisogno di un’Italia forte”, si legge ancora. L’Italia, in particolare all’interno dell’UE, è stata percepita negli ultimi anni come un Paese dal fortissimo potenziale ma con prestazioni deboli, e questo ha indebolito il suo impatto sulla politica estera. Ma adesso alla guida del Governo c’è una figura prestigiosa e gli stessi errori non saranno commessi.