fbpx

Coronavirus, i lavoratori vogliono certezze: le richieste del movimento IoApro avanzate al Governo

Protesta Io Apro Roma Foto di Massimo Percossi / Ansa

L’esito dell’incontro con il sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze: il comitato IoApro rappresenta le categorie di lavoratori che in Italia sta soffrendo per le chiusure imposte dal Governo

Il dissenso popolare è sempre più pesante, dopo oltre un anno dalla diffusione del Coronavirus in Italia molte categorie di lavoratori non sono più in grado di rispettare le restrizioni imposte dal Governo. Le ultime proteste che si sono verificate a Roma sono il chiaro esempio di una bomba sociale che rischia di esplodere e l’esecutivo Draghi dovrà iniziare a tenerne conto. Intanto il movimento IoApro, composto da alcuni giovani ristoratori, sta guidando le manifestazioni in tutta Italia ed è riuscito ad incontrare ieri il sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze Claudio Durigon (Lega). Come si legge sulla pagina social del comitato, ecco le richieste avanzate al governo:

  • Riapertura delle attività in sicurezza con i protocolli già approvati dal Cts, senza fasce orarie dal 20 aprile;
  • Nuovo “Decreto sostegni” (andrà in aula la prossima settimana) aumento da 10 a 40 miliardi euro.
  • No Pass Vaccinale (piuttosto rimaniamo chiusi, ma vogliamo essere liberi di accogliere nelle nostre attività tutti i clienti)
  • No uso esclusivo di carte di credito;
  • Dimissioni Speranza.

Eppur qualcosa sta cambiando. Oggi il Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come non sia ancora possibile indicare una data certa per la ripartenza, ma secondo il trend emerso dagli ultimi dati sulla situazione pandemica “presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture”. E’ stata infatti scritta una bozza con le linee guida sulle riaperture che le Regioni sottoporranno giovedì al Governo alla Conferenza Stato-Regioni e che confermano le misure di protezione già in atto. La speranza dei lavoratori è che, almeno questa volta, non sia l’ennesima presa in giro.