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Coronavirus, proteste da Nord a Sud per le riaperture: a Napoli va in scena il “flashmob della mutanda”

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Proteste e manifestazioni in tutta Italia: commercianti, ambulanti, lavoratori chiedono al Governo di allentare le restrizioni anti-Covid e stilare protocolli per permettere alle attività di riaprire

Le paradossali limitazioni imposte dalle zone a colori continuano a tenere sotto scacco l’Italia, dopo un anno dallo scoppio della pandemia del Coronavirus ancora il Governo non è riuscito a stilare un protocollo per permettere alle attività di poter continuare a lavorare in sicurezza. Zone rosse, coprifuoco, chiusure imposte e sussidi economici che non arrivano o sono insufficienti, sono gli elementi che hanno generato un clima di proteste, adesso sparse in tutto il Paese. Il comitato #IoApro sta organizzando una super manifestazione con 20mila persone a Palazzo Montecitorio, mentre da Nord a Sud piccoli gruppi di imprenditori e lavoratori fanno sentire il proprio dissenso.

A Napoli ad esempio questa mattina è andato in scena il “flashmob della mutanda”. Da alcuni giorni infatti, diversi negozi stanno esponendo alle vetrine capi di intimo la cui vendita è permessa anche in zona rossa, mentre nella mattinata odierna Federmoda Confcommercio ha guidato la manifestazione in via Filangieri. “Scendiamo in piazza e lo facciamo a nostro modo – spiega la presidente di Federmoda Campania,  Roberta Bacarelli – . E’ una protesta garbata che faccia capire a chi di dovere che non siamo noi gli untori. Non capiamo perché in un negozio di intimo o di videogiochi si possa entrare senza rischi e in altri negozi no. Bisogna tutelare non una categoria merceologica, ma i luoghi comuni, per noi luoghi di lavoro, per i clienti luoghi in cui entrano per acquistare. Che siano mutande o pantaloni devono essere sicuri,  a prescindere”. Presenti al fianco dei commercianti anche tantissimi clienti, schierati al loro fianco in segno di solidarietà.

Presidio di protesta anche a Lecco, al mercato nell’area ex Piccola. Qui la Fiva Confcommercio, sostenuta anche da Anva Confesercenti, ha organizzato una manifestazione per chiedere di poter tornare a lavorare in occasione di mercati e fiere, in zona rossa “aperti” solo al settore alimentare. Nonostante ieri sera sia arrivato il passaggio in zona arancione della Lombardia da lunedì 12 aprile, con conseguente riapertura delle attività commerciali, i promotori hanno comunque deciso di confermare l’iniziativa, allo scopo di dar voce agli ambulanti reduci da un anno difficilissimo. Un’occasione nella quale i diretti interessati hanno chiesto di non essere più fermati, ricordando che il virus non si prende quasi mai all’aperto e che tanti di loro sono ancora in attesa dei ristori. “Io sono un’ambulante, vendo abbigliamento da donna. È una vergogna che per la terza o quarta volta, non mi ricordo neanche più, ci abbiamo richiuso. Vai nei supermercati e trovi anche scarpe e vestiti, mentre noi dobbiamo stare fermi. Perché? Al mercato siamo all’aperto, si rischia molto meno di contrarre il virus. E poi i ristori dove sono? Lasciateci tornare a lavorare. Chiediamo solo questo”, afferma una lavoratrice.