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Coronavirus, il team “Pillole di Ottimismo” scrive al Governo: “chiusure a livello provinciale per contenimento più efficace dei contagi”, i dati e gli studi scientifici

pillole di ottimismo draghi

L’obiettivo del team “Pillole di Ottimismo”, guidato dal dott. Spada, è che il Governo possa valutare questa prospettiva basata su elementi scientifici e dati statistici ed è per questo che la lettera è indirizzata al Presidente Draghi, ai Ministri Speranza e Gelmini, agli esperti del Cts

Una soluzione per consentire il contenimento da contagio del Coronavirus con maggior efficacia. Il team di Pillole di Ottimismo si fa portavoce del lavoro svolto negli ultimi mesi dal nostro Paolo Spada, per chiedere una gestione più efficiente e mirata della pandemia che preveda chiusure, quando necessarie, a livello provinciale piuttosto che regionale. Gli studiosi hanno portato come esempio la strategia sperimentata nella Comunità Autonoma di Madrid, ove sono state disposte le cosiddette “chiusure di quartiere”, con risultati incoraggianti sia in termini di contenimento sia di risposta da parte dei cittadini. L’obiettivo è che il Governo possa valutare questa prospettiva basata su elementi scientifici e dati statistici ed è per questo che la lettera è indirizzata al Presidente Draghi, ai Ministri Speranza e Gelmini, agli esperti del Cts. Di seguito il testo completo:

“Il nostro appello per un cambio di passo nella gestione della pandemia e per l’adozione di un modello alternativo alle Regioni a colori: più aderente alla realtà, più mirato e più sostenibile dai cittadini

Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri
Ill.mo Ministro della Salute
Ill.mo Ministro per gli Affari Regionali
Ill.mo Coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico

Egregi Signori,
come è noto, il contenimento del contagio da SARS CoV-2 in Italia è attualmente concepito secondo il sistema dell’assegnazione dei colori alle Regioni e alle Province autonome, sulla base dei 21 indicatori di cui al D.M. 30.04.2020 e relativi allegati.
Tra gli elementi utilizzati per il rilevamento del livello di rischio e dunque per l’individuazione delle misure da applicare vi sono da un lato l’andamento del contagio (che include, ad esempio, l’incidenza di nuovi casi a 14 giorni e la stima dell’Rt), dall’altro la capacità di Regioni e PA di gestire i carichi sanitari (in particolare il tasso di occupazione dei posti letto in Area Critica e Area Non Critica).
Questo modello di contenimento ha certamente il merito di circoscrivere, rispetto all’intero territorio nazionale, le aree maggiormente critiche e di applicare misure più o meno restrittive in relazione al grado di rischio osservato nel periodo di riferimento.
Tuttavia, l’efficacia di questo modello, generalmente riconosciuta per quanto riguarda le zone rosse, appare meno solida per quelle arancioni ed è alquanto incerta per quelle gialle, che pure includono considerevoli limitazioni delle attività economiche (ad esempio, l’obbligo di bar e ristoranti di cessare il servizio alle 18), e restrizioni delle libertà individuali (basti pensare al coprifuoco, tuttora presente dalle ore 22 alle ore 5 e al divieto di spostamento da una regione all’altra).
Motivo di ulteriore e maggiore perplessità è la disomogeneità dei territori all’interno delle Regioni: si osserva, infatti, come Province a bassa incidenza di contagio siano spesso soggette ai più rigidi regimi contenitivi, ereditati dalla propria Regione, e viceversa Province ad elevata incidenza restino a lungo prive di una protezione efficace.
Quest’ultima circostanza espone a fenomeni di aumento rilevante della circolazione virale in quelle Province e di estensione del contagio ai territori adiacenti, già osservato in molte occasioni nei mesi scorsi.
E’ del resto largamente condiviso che l’imposizione generalizzata di provvedimenti fortemente restrittivi non sia sostenibile nel tempo, sia dal punto di vista sociale ed economico, sia da quello della stessa adesione dei cittadini alla misura adottata, in particolare nei territori dove essa è percepita come iniqua, immotivata, o asincrona con il reale andamento epidemico locale.
Il riferimento alla percezione delle persone è particolarmente rilevante: siamo convinti, infatti, che il comportamento dei cittadini resti il principale driver dell’epidemia, e che esso sia condizionato in modo sostanziale dall’effettiva percezione di pericolo. Misure di contenimento ubiquitarie, e costanti, non elaborate sulle effettive condizioni locali, tendono a affievolire nel tempo l’adesione consapevole delle persone alle norme di prevenzione e a generare fenomeni di elusione delle regole imposte, peraltro non sempre passibili di controllo.
L’informazione e la sensibilizzazione sulla reale condizione di rischio a cui ognuno è esposto nel proprio territorio sarebbero di grande aiuto per incoraggiare i comportamenti corretti – largamente prevalenti, in verità – e fornire un feedback positivo, valorizzare il senso di responsabilità del cittadino e, in definitiva, rafforzare l’efficacia degli stessi provvedimenti.
Allo stesso modo, nel corso della fase discendente, quale quella che stiamo al momento osservando in gran parte dei territori, il passaggio “intermedio” dalla fascia rossa a quella arancione rischia di essere anticipato in alcune zone che ancora registrano elevati indici di contagio e di suggerire un senso di diffusa riduzione del rischio che non trova ancora corrispondenza nella realtà locale.
Infine, osserviamo che adottare una identica soglia di incidenza (ad esempio il valore di 250 casi settimanali ogni 100.000 abitanti), non tiene in sufficiente considerazione la diversa ricettività ospedaliera delle Regioni, alla quale invece dovrebbe essere vincolato il giudizio sul livello di incidenza massimo compatibile con un’accettabile convivenza con il virus. Più ancora della percentuale di occupazione dei reparti, riteniamo significativo il numero di posti letto liberi (intendendo NON occupati da pazienti Covid, sia in Area Critica che in Area Non Critica), in base alla popolazione.
Riteniamo possibile, dunque, proporre un modello a Province (https://public.flourish.studio/visualisation/5056372/ ) alternativo a quello delle Regioni a colori, per il contenimento del contagio in Italia, che tenga conto sia dei rischi che dei benefici nella consapevolezza di navigare tra due scogli: quello del virus e quello dei costi socio-economici.
Oltre alla mappa del modello (vedi link sopra riportato), è consultabile l’andamento delle Province (https://public.flourish.studio/visualisation/5349318/ ) in relazione alle rispettive soglie regionali, calcolate sulla base dei dati del Ministero della Salute e di AGENAS secondo la seguente formula:
Soglia regionale = posti letto liberi in Area Critica ogni milione di abitanti + posti letto liberi in Area Non Critica ogni 100.000 abitanti
Calibrare le misure contenitive sulla base delle esigenze locali consente di rispettare la giusta precauzione a tutela della salute pubblica, ma di rispondere anche ai necessari criteri di ragionevolezza e proporzionalità.
L’adozione di questo modello è possibile, sostenibile e conveniente per le seguenti ragioni:
1. Consente di contenere il contagio con maggior efficacia, circoscrivendo l’area specificamente interessata dal maggior rischio;
2. Assicura il contenimento del rischio ove necessario, senza gravare sulle aree soggette a minore incidenza e dunque senza sacrificare irragionevolmente le libertà dei cittadini e le attività economiche presenti sul territorio;
3. Incoraggia comportamenti corretti da parte dei cittadini e l’adesione consapevole alle misure di contenimento elaborate sulle effettive esigenze locali;
4. Adatta la soglia di massima incidenza accettabile alla effettiva disponibilità di risorse ospedaliere, tutelando l’accesso alle cure per tutti i cittadini.
Esperienza analoga è stata sperimentata nella Comunità Autonoma di Madrid, ove sono state disposte “chiusure di quartiere”, con risultati incoraggianti sia in termini di contenimento sia di risposta da parte dei cittadini (https://www.thelancet.com/…/PIIS2666-7762(21)00053-3.pdf)
Il momento è ora: mentre grazie alla vaccinazione prosegue la progressiva estensione della copertura immunitaria, e in vista della stagione più favorevole, appare particolarmente importante disporre di strumenti rapidi di lettura della situazione locale, e di meccanismi preordinati di controllo e mitigazione che siano più aderenti alla realtà e più sostenibili dai cittadini nella loro dimensione sia sociale che economica.
Nella certezza che considererete con attenzione la nostra proposta, Vi ringraziamo per il Vostro lavoro e Vi salutiamo cordialmente”.

Il Team di Pillole di Ottimismo