fbpx

Coronavirus, il ministro Speranza al Senato: “non sono io il nemico, ma il virus. 7 governi senza piano pandemico”

ministro speranza reggio calabria Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Mozione di sfiducia al Senato nei confronti di Roberto Speranza: il discorso del ministro della Salute su Coronavirus, scontro politico e piano pandemico

Il 5 settembre 2019 ho giurato come ministro. Da quel giorno ho fatto tutto quanto in mio potere e nelle mie forze per difendere la salute degli italiani, è questo il faro che mi guida in ogni mia azione“. Ha iniziato così il suo discorso al Senato Roberto Speranza, nei confronti del quale sono state presentate oggi tre mozioni di sfiducia: la prima a firma del capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani, la seconda del senatore Gianluigi Paragone, leader di Italexit e la terza del senatore Mattia Crucioli di Alternativa C’è.

Speranza al Senato: “il nemico è il virus. No scontro politico e linguaggio odio”

Il ministro Speranza ha invitato a prestare attenzione al virus, il vero nemico: “nessuno dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali. E’ con amarezza che vedo prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte: è sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al governo, ma al Paese che deve restare unito in un passaggio delicato“.

Speranza al Senato: “mancanza piano pandemico? Problema di 7 governi”

ministro speranza reggio calabria

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il mancato aggiornamento del piano pandemico antinfluenzale è un tema che va affrontato con grande serietà, evitando di piegarlo alla polemica politica come purtroppo avvenuto nelle ultime settimane. Anche perché è un tema che viene da lontano. Tutte le mozioni sottolineano come il piano non sia stato aggiornato secondo le linee guida dell’OMS per molti anni. Fanno dunque riferimento a 180 mesi durante i quali si sono alternati ben 7 governi, con diverse maggioranze parlamentari. Tutti i gruppi di quest’aula  compresi quelli che hanno sottoscritto le mozioni oggi in discussione, hanno sostenuto alcuni di questi governi. Troppo facile oggi far finta di non vedere. Io ho fiducia e rispetto per il delicato lavoro che sta svolgendo la magistratura. Credo fermamente che chiunque, nessuno escluso, chiunque abbia avuto responsabilità in questi mesi così difficili, dai vertici dell’OMS fino al sindaco del più piccolo comune, debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Questa è la forza e la bellezza di una grande democrazia come la nostra“.

Speranza al senato:  “io in carica da 2019, ora piano pandemico c’è”

Quanto alle responsabilità politiche, non sono io a dovermi difendere. Come dicevo ho giurato al Quirinale il 5 settembre del 2019 e posso dire, a testa alta, che adesso il piano pandemico antinfluenzale aggiornato c’è, approvato all’unanimità in conferenza Stato-Regioni. Quello che non è stato fatto in molti anni è stato invece realizzato in pochi mesi proprio durante il mio mandato. Quello approvato è un documento importante anche e soprattutto per l’impostazione fortemente operativa e la chiara definizione di compiti, ruoli e responsabilità“.

Di fronte a un virus totalmente nuovo è del tutto evidente che il piano pandemico antinfluenzale del 2006 non era sufficiente, ne’ lo erano le successive raccomandazioni OMS. Non era una situazione in cui sedersi e attendere istruzioni. Per salvare delle vite andavano trovate soluzioni nuove e assunte decisioni rapide. Ecco perche’, del vecchio piano, è stato valorizzato ciò che era utile e funzionale come ad esempio la dichiarazione dello stato di emergenza, ma i nostri tecnici hanno valutato da subito che c’era da andare decisamente oltre“.

Speranza al Senato: “nel 2020 molti pensavano avessimo adottato scelte eccessive”

ministro speranza camera

Foto di Riccardo Antimiani / Ansa

La reazione è stata coerente con una valutazione seria del rischio. E’ del 1 marzo la circolare della nostra direzione della programmazione, con la quale si dava indicazione alle Regioni di aumentare del 50% i posti di terapia intensiva e del 100% i posti letto di pneumologia e malattie infettive. Una scelta che in quella giornata molti definirono “eccessiva”, rispetto al livello del contagio in Italia. Voglio ricordare a quest’aula che anche dopo l’istituzione delle prime zone rosse in molti pensavano che stavamo esagerando. Abbiamo adottato misure severe prima in territori specifici e poi dal 9 marzo su tutto il territorio nazionale. Quelle misure ci hanno permesso di piegare la curva dei contagi“.

Speranza al Senato: “la politica non è gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini”

La politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini. Anche a chi ogni giorno fa polemica continuo a dire non dividiamo il Paese sulla pandemia, che è ancora in corso purtroppo, non è finita come qualcuno vuole far credere. Sconfiggere il virus e’ la premessa di ogni ripartenza economica e sociale. In un grande Paese non si fa politica su una epidemia. Resterò sempre distante dalle polemiche che danneggiano il prestigio dell’Italia e rendono più difficile il lavoro. Comprendo le ragioni della battaglia politica ma la politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini. In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia“.

Speranza al senato: “circolare cure domiciliari? C’è da fine 2020”

In una delle mozioni di sfiducia “si afferma che non abbiamo elaborato alcuna circolare per il trattamento domiciliare dei pazienti COVID. E’ falso. La circolare finora utilizzata è stata elaborata dai nostri tecnici alla fine del 2020. Ed un ulteriore aggiornamento, è stata emanato il 26 aprile con parere favorevole del CSS. Probabilmente nel corso dell’anno verrà ancora aggiornata, come è naturale che sia, sulla base delle nuove evidenze scientifiche“.

Speranza al Senato: “si poteva negoziare meglio sui vaccini, ma Italia resta con UE”

Si poteva negoziare meglio a livello europeo sui vaccini ma resto dell’idea che sia stato meglio muoversi insieme e ribadisco che anche per le prossime annualità l’Italia continuerà ad acquistare insieme agli altri Paesi europei. E’ falso che non ci sia una circolare sulle cure domiciliari: l’ultimo aggiornamento è del 26 aprile e probabilmente ci saranno ulteriori aggiornamenti“.