Categoria: CALABRIAEDITORIALINEWS

Coronavirus, la crisi pesa sui conventi-hotel: persi 22 mila posti di lavoro

Coronavirus, il risultato del Rapporto 2021 di Ospitalità Religiosa

Anche sul turismo religioso pesa la crisi legata al Coronavirus, in un anno sono stati persi 22mila posti letto ovvero il 10% di quelli finora destinati all’ospitalita’ spirituale o turistica, per studenti, lavoratori, gruppi e famiglie. E’ quanto emerge dal Rapporto 2021 di Ospitalita’ Religiosa, la rete delle strutture di accoglienza legata alla Cei. “L’assenza di ospiti e i pesanti costi fissi hanno costretto congregazioni, diocesi e associazioni – spiega Fabio Rocchi, presidente dell’associazione Ospitalita’ Religiosa Italiana – a chiudere i battenti di centinaia di strutture per destinarle ad altri usi, se non addirittura a liberarsene. Il calo piu’ marcato si registra al centro-sud, con esclusione di Roma dove si confida che i pellegrini possano tornare al piu’ presto“. Il Lazio, infatti, rappresenta l’offerta piu’ ampia con oltre 33mila posti-letto dei 210mila disponibili su tutto il territorio nazionale. Seguono ben distanziati Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, ma la regione con la maggiore “densita'” di posti-letto e’ la Valle d’Aosta. “Per chi e’ rimasto aperto, questo anno di sostanziale pausa e’ servito per adeguarsi, ad esempio, all’accessibilita’ per le persone con disabilita’ motorie, in cui spicca il Friuli-Venezia Giulia con il 69% di strutture attrezzate. In questo ambito – riferisce ancora il presidente dell’associazione – gli sforzi maggiori premiano Umbria, Basilicata e Calabria, con un incremento del 13% rispetto alla rilevazione del 2019“. Dal Rapporto emerge anche che tra i servizi piu’ diffusi nelle strutture ricettive dell’ospitalita’ religiosa c’e’ il parcheggio auto (76%), il giardino (69%), la sala riunioni (68%), una cappella (60%), la sala tv (57%) e la chiesa (42%).