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Coronavirus, ipotesi Calabria zona arancione dal 13 aprile: contagio stabile e terapie intensive sotto la soglia critica, il Governo potrebbe emanare nuove disposizioni

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Coronavirus: delle nove regioni con le restrizioni più dure, anche per la Calabria potrebbe verificarsi il passaggio in zona arancione. Il crollo dei contagi a livello nazionale e le proteste degli ultimi giorni possono spingere il Governo ad emanare nuovi provvedimenti

Quasi tutte le Regioni italiane, compresa la Calabria, potrebbero tornare in zona arancione dalla prossima settimana. In base alle ordinanze che il Ministro Roberto Speranza firmerà domani, dopo il consueto monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, soltanto Puglia e Valle d’Aosta dovrebbero restare nella fascia rossa. A determinare questa scelta a livello nazionale risulterebbero fondamentali i numeri, che negli ultimi giorni sono sensibilmente migliorati: il bollettino di ieri ha fornito indicazioni eccezionalmente confortanti con appena 13 mila casi su 340 mila tamponi: il tasso di positività è crollato al 4% (non era così basso da sette mesi). L’incidenza dei nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti è scesa ormai quasi ovunque sotto la fatidica soglia dei 250 (ad eccezione appunto di Valle d’Aosta e Puglia); anche l’indice Rt è in netto calo sotto quota 0.90, il tasso di occupazione dei posti letto è sensibilmente diminuito. Per quanto riguarda nello specifico la Calabria, l’incidenza dei nuovi casi negli ultimi sette giorni rimane ben lontana dalla soglia di rischio, così come l’occupazione dei posti letto nelle Terapie intensive rimane all’interno del cosiddetto scenario 1. Inoltre, leggendo la precedente ordinanza del ministro Speranza, viene specificato che le restrizioni stabilite dal 6 aprile hanno valenza per un periodo di quindici giorni “fatta salva una nuova classificazione”. La zona rossa quindi durerebbe, sì, fino al 21 aprile, tranne nel caso in cui il Governo decidesse di emanare altre disposizioni.

Inoltre, ad influenzare questa possibile scelta, ci sono anche le furiose proteste che sono andate in scena negli ultimi giorni in diverse zone d’Italia: dagli ambulanti di Torino ai parrucchieri di Reggio Calabria, fino negozianti di Napoli e Milano, il dissenso del popolo per le pesanti restrizioni è ormai evidenti, la sensazione è che le scene viste a Roma in piazza Montecitorio possano non essere più pacifiche. Il premier Mario Draghi ha ben capito di non poter più “tirare la corda”: il passaggio di quasi tutte le Regioni in arancione potrebbe quindi essere un primo passo per allentare la pressione almeno di una parte delle categorie più colpite dalla crisi. Nei territori considerati nella fascia a rischio medio, infatti, possono riaprire tutti i negozi, i parrucchieri e gli estetisti, e non c’è nessun limite agli spostamenti all’interno del proprio comune; rimangono però chiuse le palestre, cinema, teatri musei e resta vietato il servizio al tavolo per tutti i locali della ristorazione. E dunque, delle nove regioni con le restrizioni più dure, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Campania e Calabria potrebbero già oggi avere numeri da arancione, mentre per Valle d’Aosta e Puglia sarà molto difficile lasciare il rosso.

Coronavirus, la richiesta della Lega: “ripristinare subito le zone gialle”.

Se fosse ancora in vigore, oggi Molise, Basilicata e Umbria sarebbero in zona gialla. E’ per questo motivo che la Lega, con un emendamento presentato alle commissioni Lavoro e Affari sociali alla Camera al dl Covid, ha esplicitamente chiesto di ripristinare la corrispondenza tra regole di contenimento e zone bianca, gialla, arancione e rossa. L’obiettivo è che si possa modificare la norma del decreto che stabilisce lo stop alla zona gialla in Italia fino al 30 aprile. Il provvedimento, al momento, stabilisce che, dal 7 aprile al 30 aprile, nelle Regioni in zona gialla “si applicano le misure stabilite per la zona arancione”. La proposta di modifica, invece, ha come obiettivo quello di stabilire che le misure stabilite per la zona rossa non possono essere stabilite sulla base del solo parametro relativo all’incidenza cumulativa settimanale dei contagi. In caso di ripristino della zona gialla già nelle prossime settimane, molte Regioni potrebbero vedere riaprire i musei, i locali della ristorazione con il servizio al tavolo a pranzo e nessuna limitazione per la mobilità all’interno del territorio Regionale.

Calabria zona arancione, Cannizzaro presenta la mozione alla Camera dopo la protesta dei commercianti. Verso le riaperture già da Martedì 13 aprile