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Coronavirus, il dott. Tromba: “i medici di base sono l’arma aggiunta per sconfiggere il covid”

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Coronavirus, il dott. Tromba: “i medici di base sono l’ arma aggiunta per sconfiggere il covid. Il nostro Paese, il nostro continente, il nostro pianeta stanno attraversando ormai da troppi mesi una grave crisi sanitaria, economica e sociale”

“I medici di base sono l’ arma aggiunta per sconfiggere il covid. Il nostro Paese, il nostro continente, il nostro pianeta stanno attraversando ormai da troppi mesi una grave crisi sanitaria, economica e sociale. Il contenimento estivo della pandemia ci aveva illuso che il peggio fosse alle spalle e che ciascuno potesse riprendere le proprie attività”. Ad affermarlo è il dott. Domenico Tromba, responsabile Day service Tiroide Casa della salute Siderno, consigliere dell’Ordine dei medici di Reggio Calabria, membro cda Unime, presidente Associazione Scienza e Vita e segretario Ame Calabria che prosegue:”La crescita esponenziale dei contagi delle ultimi mesi, in Italia e nel resto dei Paesi europei, sta facendo invece rivivere le ansie e le paure dello scorso anno. Le certezze e le sicurezze che avevamo costruito vengono meno, il senso di precarietà e impotenza pervade le nostre città. Le misure profilattiche di livello sociale (chiusure di scuole, mercati, uffici etc.) per ridurre la trasmissione di malattie respiratorie virali, sono molto importanti ma non godono di una ricca documentazione scientifica che ne abbia provato l’efficacia: gli studi fatti su queste misure non sono conclusivi su quanto effettivamente questi interventi incidano sul contenimento della malattia”. Al contrario, esistono buone prove scientifiche sull’efficacia di misure di protezione individuale quali l’isolamento e il lavaggio delle mani. “Tuttavia-continua il dott. Tromba- essendo quella da coronavirus una trasmissione interumana, appare assolutamente razionale il concetto che ridurre la probabilità di incontro tra persone riduce anche la possibilità che i relativamente pochi individui infetti in fase di propagazione del virus possano incontrare individui sensibili e infettarli. Nelle zone dove sono presenti focolai si è proceduto per decreto alla chiusura di scuole, uffici e mercati, addirittura intere località sono state sigillate, i viaggi bloccati. Questo ha un costo sociale ed economico molto alto, che ha senso solo in presenza di benefici certi dal punto di vista sanitario. È vero che queste misure hanno costi e conseguenze sociali, per questo vanno confrontate con l’effettiva efficacia di riduzione del rischio. Purtroppo, mancando prove certe di efficacia, l’adozione di queste misure va valutata caso per caso, se resta l’unica alternativa possibile per contenere il contagio”. Possiamo dire che questi provvedimenti hanno una elevata probabilità di ridurre il rischio di trasmissione da un individuo infetto a persone sane coprendo anche persone con l’infezione in incubazione o infetti asintomatici.

“Come ormai da più mesi diciamo-afferma l’endocrinologo- l’unico modo con cui si spera di uscire da questo incubo è la vaccinazione di massa. L’Oms ha ricordato che solo 40 anni fa l’uomo, grazie a un vaccino, alla volontà della popolazione e a una collaborazione mondiale tra Paesi, sconfisse il vaiolo. Dal momento che anche il Covid-19, come il vaiolo, è causato da un virus e il trattamento con antibiotici non funziona, l’unico che può sconfiggerlo è un vaccino”. Ma perché la profilassi sia efficace è necessario organizzare bene la vaccinazione. “Innanzi tutto-dice il dott. Tromba- bisogna superare temporaneamente i monopoli conferiti dai brevetti. Questo lascerebbe ai governi di tutti i paesi, compresa l’Italia, la possibilità di un più ampio accesso alle dosi di vaccino. Altro importante passo a mio avviso sarebbe il coinvolgimento dei medici di famiglia. Circa 35mila medici di famiglia in tutta Italia potrebbero (con il giusto compenso)effettuare le vaccinazioni anti-Covid nei propri studi ai propri assistiti : ciò, ovviamente, avendo a disposizione le dosi di vaccino. La loro capillarità e conoscenza professionale dei propri assistiti oltre il loro rapporto di fiducia con le persone sarebbero un valore aggiunto importante che ci permetterebbe quando aumenteranno le dosi a disposizione, di rendere più forte,veloce e uniforme in tutto il Paese “la campagna di vaccinazione”. Quindi, responsabilità, sobrietà, unità, impegno e speranza devono essere le risorse con cui tutti noi dobbiamo reagire alla pandemia. “Supporto alle istituzioni-conclude l’endocrinologo- vicinanza a persone e settori in difficoltà, gratitudine al personale sanitario, fiducia nella scienza devono essere i nostri “comandamenti”.