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Caso Denise Pipitone, faccia a faccia tra Olesya e l’avvocato: aumentano le speranze di compatibilità del gruppo sanguigno?

Caso Denise Pipitone, nella giornata di martedì andrà in onda il faccia a faccia tra Olesya Rostova e l’avvocato di Piera Maggio

Potrebbe slittare di un giorno la scoperta di un nuovo tassello di verità relativo al caso Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004. Nel pomeriggio di domani, lunedì di Pasquetta, il programma tv russo “Pust’ govoryat” (Lasciateli parlare), avrebbe dovuto svelare il gruppo sanguigno di Olesya Rostova, giovane ragazza russa che somiglia fortemente a Piera Maggio, madre della piccola Denise. La ragazza, in cerca della madre, ha rivolto un appello al programma tv affinchè potesse ricongiungersi con la sua vera famiglia dalla quale è stata rapita nel 2005, quando aveva 4-5 anni, per poi finire in un campo rom e successivamente in un orfanotrofio. La sua storia presenta diversi punti in comune, come l’età e l’arco temporale della vicenda, con quelle di Denise, senza contare che il nome che porta adesso le è stato assegnato all’orfanotrofio, la ragazza ha ricordi confusi del suo passato.

Giacomo Frazzitta, avvocato di Piera Maggio, si occuperà personalmente di far luce proprio sul passato della giovane ragazza russa. Il confronto fra i due verrà trasmesso in televisione nella giornata di martedì, a quanto sembra insieme alla verità sul gruppo sanguigno: un possibile indizio sulla conferma della compatibilità? Allungare così tanto le tempistiche, unicamente per fare audience, dando alla fine una notizia negativa sarebbe soltanto un atteggiamento meschino (lo è in ogni caso) nei confronti della povera Piera Maggio alla quale, ci auguriamo, sia stata comunicata per tempo la verità in forma privata.

L’avvocato Frazzitta, che comunicherà con Olesya collegato da Marsala, ha dichiarato: “farò alcune domande per ricostruire la sua infanzia. Le risposte ci aiuteranno a capire se si tratta di Denise. Al momento non abbiamo ancora avuto la possibilità di un contatto diretto con la ragazza e martedì sarà la prima volta che questo avverrà, in concomitanza con i risultati del gruppo sanguigno. A Olesya chiederò se ricorda i momenti antecedenti all’ingresso in orfanotrofio e, quindi, capire se le persone che l’hanno tenuta segregata fossero dei rom. Soltanto dopo, in caso si accerti la compatibilità, si procederà con il Dna“.

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