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Cartelle esattoriali, Nino Gullì: “lo Stato sia dalla parte delle imprese”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Cartelle esattoriali, Nino Gullì: “lo Stato sia dalla parte delle imprese che sono arrivate ad un’importante scadenza di nuovo con l’acqua alla gola. Dopo un anno di chiusure, il Governo deve fare la sua parte”

“Ed eccoci arrivati ad una nuova scadenza esattoriale! Il decreto Sostegni aveva previsto la proroga “finale” a oggi, 30 aprile 2021, delle riscossioni dei pagamenti, in un primo momento fissato allo scorso 28 febbraio. Questo ha comportato che, per mettersi in regola con i pagamenti sospesi da marzo 2020 ad aprile 2021 con le rateizzazioni in corso, si è dovuto pagare almeno 4, 5 rate tutte insieme, poiché la tolleranza a non perdere la rateazione è di 10 rate, anche non consecutive, in luogo delle 5 previste prima del decreto. In poche parole, stiamo parlando di un totale di 14, 15 rate”. E’ quanto afferma Nino Gullì, Imprenditore e Fondatore di Clivia Profumi. “Anche se a prima vista può sembrare un’agevolazione – prosegue– ciò comporta in realtà pagare somme molto ingenti per una ditta di medie dimensioni. Cinque rate tutte insieme non sono una cosa da nulla! Al momento in cui ho scritto queste mie parole, giunti alla scadenza del 30 aprile, non vi è alcuna avvisaglia di una ulteriore proroga. O meglio c’è, ma si parla soltanto di “voci”, nulla di certo. Di conseguenza, il contribuente medio, nel dubbio, preferirà pagare affrontando questo salasso. Ma non tutti possono permetterselo. Anzi, tantissimi, visto il periodo di crisi che stiamo vivendo. Com’è prassi tipica italiana, magari nelle prossime ore o fra qualche giorno, uscirà un decreto ad hoc per disporre un’immediata proroga, ma magari no. Chi può saperlo con ragionevole certezza?! E chi non può comunque pagare, cosa fa? Va dagli strozzini? E nel caso la proroga dovesse arrivare, è comunque questo un modo giusto, è tipico di uno Stato “serio” trattare così professionisti e imprenditori che stanno affrontando la contingenza più dura della loro vita, la più dura dal Dopoguerra ad oggi?! È corretto lasciare questi lavoratori e le loro imprese nell’asfissia dell’incertezza o, peggio, lasciarli davvero soffocare nei debiti? Lo Stato dovrebbe aiutare le aziende non solo con sostegni finanziari di cui molti sono ancora in attesa, ma anche dando certezza delle scadenze, giungendo semmai con giorni o settimane di anticipo alla decisione se prorogare o meno un eventuale obbligo di pagamento piuttosto che lasciare tutti in un limbo tanto opprimente”, conclude.