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Calenda: “Il Paese non tiene più, l’Italia può riaprire il 15 maggio rispettando cinque condizioni”

Calenda Foto di Alessandro di Marco / Ansa

Il leader di Azione, Carlo Calenda, si è schierato a favore delle riaperture anche alla luce delle feroci proteste di ieri: “Il Paese non tiene più, l’Italia può riaprire il 15 maggio”

“Azione non ha mai preso posizione su aperture e chiusure limitandosi a obbedire alle decisioni dei Governi Conte e Draghi. Riteniamo però che ora sia giunto il momento di programmare una riapertura totale delle attività, dandosi un obiettivo coerente con la capacità vaccinale. Il Paese non tiene più. L’Italia però può riaprire il 15 maggio rispettando cinque precise condizioni”. Lo ha scritto su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda. “La soglia minima – ha proseguito – è mettere in sicurezza chi rischia di più con almeno una dose: sono gli over 70 e tutti i soggetti identificati come vulnerabili dal piano vaccinale del Governo. Sappiamo che la somministrazione anche di una sola dose aumenta significativamente la protezione dall’infezione e dalle sue conseguenze più gravi. Parliamo di circa 11 milioni di persone ancora in attesa di vaccinazione. Nel mese di aprile arriveranno 8 milioni di dosi, entro giugno dovrebbero arrivarne 52. L’obiettivo dunque è quello di vaccinare tutti i soggetti a rischio con almeno una dose, oltre a garantire gli slot di prenotazione per chi deve fare la seconda fase, circa 3 milioni di persone”.

Calenda fissa poi 5 punti che serviranno a costruire la ripartenza: “Serve una radicale strategia di contenimento delle infezioni – dice – per riportare le terapie intensive e i contagi a parametri accettabili (100 contagi ogni 100.000 abitanti e 30% di occupazione delle terapie intensive); è fondamentale che il Governo gestisca l’approvvigionamento dei vaccini alle Regioni e condizioni tassativamente le forniture alla sola vaccinazione delle categorie identificate perché non un vaccino deve andare a soggetti non inclusi; va rafforzata la cintura di protezione costituito da tracciamento, tamponi, terapie subintensive e intensive e infine è fondamentale lo sviluppo massiccio della capacità di fare tamponi molecolari collegato a un sistema di green pass. I dati sull’occupazione e sulle crisi di imprese, artigiani e commercianti – conclude Calenda – dimostrano che stiamo arrivando oltre la soglia di tenuta sociale, abbiamo perso un milione di posti di lavoro e ulteriori 300mila imprese sono a rischio. D’altro canto per ristorare e sostenere davvero partite IVA, lavoratori dipendenti e persone in condizione di povertà servirebbero oggi circa 50 miliardi al mese. Un carico mai sostenuto e che comunque non riusciremo a sostenere per mesi”.