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Calabria, si arricchivano con i migranti: la Finanza smaschera il business dei clandestini, 42 amministratori accusati di danno erariale di oltre 5 milioni di euro per “gestione irregolare” dei centri di accoglienza [DETTAGLI]

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Calabria: contestato danno erariale di oltre 5 milioni di euro per la gestione dei centri di accoglienza dei migranti nella Regione Calabria

I Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, su delega della Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti di Catanzaro, hanno proceduto alla notifica di un Provvedimento di “invito a dedurre” (ex art. 67 del D.Lgs. 174/2016 del Codice di Giustizia Contabile) nei confronti di 42 soggetti, concernente la contestazione di
un danno erariale, per oltre 5 milioni di euro, derivante da irregolarità negli affidamenti per la gestione dei centri di accoglienza dei migranti nella Regione Calabria, per il periodo aprile 2011/dicembre 2012.
Le notifiche sono state eseguite a carico di 1 Dirigente pro tempore del Settore Protezione Civile della Regione Calabria, nominato “soggetto attuatore” (persona delegata per la gestione di dell’emergenza), 14 amministratori di Enti Locali, tra Sindaci pro tempore e componenti delle Giunte comunali pro-tempore dei Comuni di Acquaformosa (CS), Riace (RC) e Caulonia (RC), nonché 27 amministratori/rappresentanti legali pro-tempore di società cooperative aventi sede in provincia di Cosenza, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria.

guardia di finanzaLe investigazioni – coordinate dal Vice Procuratore Generale della Corte dei Corti di Catanzaro, Dott. Giovanni DI PIETRO, e condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia Paola e della Tenenza Amantea – hanno posto in evidenza gravi irregolarità che hanno determinato un ingiustificato arricchimento dei beneficiari delle risorse pubbliche, atteso che  il citato “soggetto attuatore”:

  • ha mantenuto una condotta dolosamente preordinata a favorire i soggetti affidatari affidando il servizio di gestione dei centri di accoglienza a favore di società cooperative e consorzi costituiti in data successiva alla presentazione delle offerte;
  • ha concesso affidamenti a strutture prive di esperienza nel settore, pur se richiesta dalle norme di regolamentazione al momento della sottoscrizione della convenzione, e/o che addirittura non avevano ancora la disponibilità di immobili nei quali allocare i migranti;
  • ha eseguito la liquidazione di corrispettivi palesemente sovrastimati rispetto alla ricettività formale risultante dagli accertamenti svolti, riconoscendo ai soggetti affidatari un compenso per posti convenzionati ma non occupati (nel corso delle indagini sono anche state rinvenute fatture afferenti all’occupazione di posti in realtà inesistenti);
  • attraverso accordi intercorsi con le società affidatarie, ha favorito alcune strutture, concordando la possibilità di riconoscere alle stesse, senza alcuna motivazione a supporto della scelta, il corrispettivo giornaliero massimo per ogni singolo migrante;
  • ha concesso affidamenti ad Enti locali, come nel caso del Comune di Riace (RC), senza che lo stesso avessero presentato alcuna offerta, ricevendo compensi senza emettere fatture o documenti equipollenti.

L’odierna attività di polizia economico-finanziaria ed erariale si colloca nel solco degli obiettivi strategici della Guardia di Finanza e testimonia il costante impegno profuso dal Corpo nel contrastare le condotte che pregiudicano le uscite del bilancio nazionale, regionale e degli enti locali, con particolare riguardo agli illeciti ed alle violazioni delle norme che regolano la disciplina dei contratti pubblici.