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Brogli elettorali a Reggio Calabria, il Governo: “in corso attività ispettiva tramite la Prefettura, saranno attuati tutti i dovuti interventi”

Reggio Calabria, il caso brogli elettorali finisce in parlamento. Il sottosegretario di Stato per il Ministero dell’Interno Carlo Sibilia risponde all’interpellanza presentata da Forza Italia e assicura il massimo impegno per dare giustizia alla città

Il caso dei brogli elettorali alle amministrative dello scorso autunno al Comune di Reggio Calabria finisce in parlamento. Ieri, infatti, è arrivata in aula l’interpellanza che Forza Italia ha indirizzato al Ministro dell’Interno, chiedendo sul caso Reggio “di quali elementi disponga il Ministro interpellato e se intenda valutare se sussistano i presupposti per adottare iniziative di competenza ai sensi degli articoli 141 e seguenti del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali“. Il deputato di Forza Italia Maurizio D’Ettore ha illustrato l’interpellanza ripercorrendo il gravissimo quadro emerso dall’operazione della Procura che ha portato agli arresti per Antonino Castorina, già capogruppo del Pd in consiglio comunale e candidato più votato alle scorse elezioni.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il sottosegretario di Stato per il Ministero dell’Interno Carlo Sibilia ha risposto all’interpellanza con un dettagliato intervento che ha ripercorso i passaggi chiave dell’indagine, e ha poi illustrato che “La prefettura di Reggio Calabria, nell’immediatezza dei fatti, ha disposto un’ispezione presso l’ufficio elettorale comunale, che ha evidenziato una serie di anomalie. L’attività ispettiva, estesa anche all’anagrafe e allo stato civile, ha riscontrato problemi anche in ordine alla funzionalità del sistema informatizzato in uso all’ufficio elettorale comunale. Sono state altresì approfondite le tematiche attinenti la tenuta e l’aggiornamento delle liste elettorali, tenuto conto che, come emerso nel corso delle indagini, risultavano iscritte persone in realtà decedute. Quanto al rilascio dei duplicati di tessere elettorali, si sono riscontrate anomalie nelle procedure. Nel complesso, l’attività ispettiva ha evidenziato criticità in ordine alle quali sono stati svolti i necessari interventi presso il comune di Reggio Calabria, che ha posto in essere specifici interventi che a loro volta saranno oggetto di ulteriore puntuale verifica ispettiva da parte della locale prefettura. Relativamente alle richieste di adozione delle misure dissolutorie, previste dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui all’articolo 141, rappresento che tale strumento è limitato a fattispecie tipiche, tassativamente indicate dalla legge, la cui concretizzazione soltanto legittima l’adozione dello scioglimento. Assicuro comunque – e lo sottolineo – che la situazione, proprio per la sua delicatezza, è seguita con la massima attenzione e che, quindi, nei limiti consentiti dall’ordinamento, laddove se ne configurino i presupposti saranno attuati tutti i dovuti interventi“.

D’Ettore, infine, si è detto “solo parzialmente soddisfatto, perché comprendo l’impegno che c’è stato da parte del Ministero dell’Interno e della prefettura – sul quale non ci sono mai stati dubbi – negli interventi ispettivi tuttora in corso, come lei ha ribadito, sulle criticità molto gravi che sono state considerate e che sono in corso di ulteriore valutazione da parte del Governo. Questo è già molto importante, perché la sua risposta dimostra che quanto è contenuto nell’interpellanza, al di là degli accertamenti di natura giudiziaria, è già rilevante sotto il profilo amministrativo e della valutazione delle norme del testo unico sull’ordinamento degli enti locali. Per quanto riguarda, però, il richiamo all’articolo 141, mi permetto di far presente, con tutto il rispetto dovuto agli organi ispettivi e al Ministero, che, quando vi siano gravi e persistenti violazioni di legge o gravi motivi, anche di ordine pubblico, si può intervenire. Gravi e persistenti violazioni di legge mi sembra che ci siano state. La persistenza va valutata anche con riguardo al procedimento elettorale, a quel momento, a quanti fatti e accadimenti sono avvenuti, con riguardo, poi, all’esito elettorale, con riferimento allo stesso soggetto che, poi, è stato sottoposto a misure e provvedimenti anche restrittivi, come il signor Castorina. È del tutto evidente che vi è stata un’incidenza di questi comportamenti illeciti sul risultato elettorale e sul premio di maggioranza e quindi, all’articolo 141, nella interpretazione, ancorché rigorosa, ancorché necessariamente prudenziale, da parte del Ministero, ciò non può non essere considerato e ho capito la risposta del Governo che viene considerata ed è messa sul tavolo delle opzioni, sulla base di una specifica valutazione tecnica. Questo lo apprezzo, ma mi permetto di rappresentare: cosa c’è di più grave di una violazione che riguarda il procedimento elettorale, reiterata con più soggetti, organizzata in un medesimo disegno, che l’autorità giudiziaria può definire criminoso e che io mi permetto solo di definire disegno illecito, al fine di alterare il voto, fino al punto di utilizzare persone e certificati elettorali di persone che non erano presenti al momento del voto e che non hanno votato, addirittura di persone decedute? È talmente forte il vulnus, l’impatto sul corpo elettorale, sulla fiducia nelle istituzioni, che lo Stato non può non intervenire con gli strumenti e con tutte le cautele, giustamente, come ha detto il sottosegretario, sul tema. Ho fiducia che questo avverrà dalla risposta che lei mi ha dato, nello stesso tempo, però, mi permetto di rappresentare che, in quest’Aula parlamentare, nel momento in cui si solleva un problema di questa rilevanza, credo che il Governo debba ulteriormente approfondire e istruire la questione, perché quel vulnus non è sanato e quel vulnus non riguarda solo Reggio Calabria e i cittadini di Reggio Calabria, riguarda la stessa fiducia e la stessa considerazione della stabilità delle istituzioni democratiche del nostro Paese. In nessun caso è ammissibile che il procedimento elettorale venga così stravolto per fini illeciti personali e siccome questo è appurato e, come lei ha detto, già nelle ispezioni della prefettura questo è stato dimostrato – altrimenti, non venivano sottoposti a provvedimenti anche di natura cautelare e sospensiva, no? -, lo scioglimento del consiglio comunale è l’unico esito possibile in una situazione del genere, in mancanza delle dimissioni del sindaco”.

“Nessuno di noi, in particolare di Forza Italia – ha proseguito D’Ettore in aula a Montecitorio – vuole non considerare le garanzie costituzionali che hanno tutti gli indagati e gli imputati, e ci mancherebbe, e il sindaco non lo è almeno dai dati, ma ha una responsabilità politica. E noi parliamo di responsabilità politica e non di attività giudiziaria. Abbiamo utilizzato gli spunti dell’attività giudiziaria e gli esiti delle attività di accertamento delle prefetture e del Ministero dell’Interno per rappresentare la situazione, ma lo facciamo in un’Aula parlamentare e questo è un dato importante. Il Parlamento si occupa della libertà di espressione del voto in un’elezione comunale in una città importante, metropolitana, come quella di Reggio Calabria. Non può essere lasciato tutto questo solo alle valutazioni televisive, dei mass media, dei servizi. No, lo Stato deve dimostrare di avere la serietà, la forza di una risposta immediata. Mi rivolgo a lei sottosegretario, quindi, con tutta la fiducia e apprezzando la sua risposta, ma non mi posso che ritenere parzialmente soddisfatto di un intervento molto rapido in materia, anche con riferimento ad accertamenti sempre più stringenti, perché, anche gli ultimi provvedimenti, quelli del 3 marzo 2021 disposti dal GIP, con cinque arresti domiciliari e una sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio, mi sembra abbiano già determinato un quadro sufficientemente nutrito sul piano istruttorio per poter valutare i provvedimenti dell’articolo 141 nell’ambito dell’applicazione prevista e di tutte le cautele, prudenze e garanzie dei soggetti coinvolti. Su questo non c’è ombra di dubbio, saremo i primi a chiederlo, però, al di là del clamore mediatico, il clamore oggettivo degli illeciti commessi e l’impossibilità di accettare comportamenti di questo tipo nell’ambito del procedimento elettorale dovrebbero determinare qualche diversa considerazione politica da parte del sindaco; ma, in mancanza di una considerazione politica da parte del sindaco, lo Stato deve intervenire immediatamente. Mi appello a lei, sottosegretario, perché so della sua sensibilità – lei, spesso, viene anche in Commissione affari costituzionali, è sempre molto preciso e dettagliato e si è visto anche nella risposta con cui lei ha voluto ancor più rappresentare la vicenda e la ringrazio -, ma le chiediamo e chiediamo al Governo e al Ministero dell’Interno di procedere rapidamente, perché è una situazione insostenibile, perché lei capisce quale può essere il rapporto fiduciario che si ha con un’amministrazione che ha determinato, in alcuni suoi elementi, un procedimento elettorale così falsato, un procedimento elettorale assolutamente inaccettabile, con soggetti che hanno fatto quello che hanno voluto: uno che si è fatto delegare era consigliere comunale, prendeva i voti, ne ha presi più di tutti, votavano i deceduti, votava gente che non è mai andata al seggio. Non è possibile – ha concluso il deputato azzurro – non può uno Stato centrale consentire una cosa del genere. In mancanza di una presa di coscienza e di consapevolezza politica da parte del sindaco, non può che esserci un intervento dello Stato. E, quindi – e lo dico perché è importante, soprattutto in questo momento, dimostrare ai cittadini che lo Stato interviene in maniera decisa -, ferme tutte le garanzie, ci vuole un intervento immediato e chiediamo che ci sia una considerazione ulteriore di carattere istruttorio e ulteriori, se necessari, ispezioni e accertamenti che portino agli atti di cui all’articolo 141 del testo unico sull’ordinamento degli enti locali“.