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Lascia l’Abruzzo per tornare in Calabria e diventa il re dello Zibibbo: il racconto del nonno e il trasferimento a Francavilla Angitola, “investo su un prodotto amato in tutto il mondo”

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Giovanni Celeste Benvenuto ha ingrandito e sistemato l’azienda di famiglia recuperando la tradizione dello Zibibbo con l’idea di “raccontare la Calabria attraverso un calice di vino e farla apprezzare”

La sua famiglia aveva lasciato la Calabria qualche decennio fa per trasferirsi in Abruzzo, ma lui ha scelto di tornare in questa terra per seguire la sua passione. E’ una storia di coraggio e di successo quella di Giovanni Celeste Benvenuto, un uomo cresciuto con i racconti del nonno e il rispetto delle sue origini. Oggi a Francavilla Angitola, nella provincia di Vibo Valentia, ha ingrandito e sistemato l’azienda di famiglia recuperando la tradizione dello Zibibbo con l’idea di “raccontare il proprio territorio attraverso un calice di vino e farlo apprezzare”“Abbiamo creduto fin dall’inizio allo Zibibbo di Pizzo, una zona da sempre vocata, poi per secoli è stata dimenticata la sua vocazione e noi l’abbiamo recuperata, non abbiamo inventato nulla di nuovo. Stiamo investendo tantissimo, portando avanti nuovi impianti, teniamo a utilizzare sempre le marze dello Zibibbo di Pizzo, presidio Slow food che protegge questa cultivar tipica, diversa dallo Zibibbo diffuso in altre zone del Sud Italia”, afferma il protagonista in un’intervista rilasciata ad Askanews. Il vino Zibibbo è un prodotto apprezzato in tutto il mondo, oltre che molto particolare perché le uve devono essere raccolte a mano a maturazione avanzata e lasciate riposare una notte, sui graticci di legno, prima di essere pigiate nel palmento e fatte fermentare naturalmente.

Una qualifica di sommelier e alle spalle dei master, Giovanni Celeste Benvenuto ha ridato nuova vita ad una produzione locale ottenendo una meritata consacrazione. Il suo Zibibbo ha avuto grande successo all’estero, soprattutto in Francia e negli Usa, tanto che il New York Times lo ha inserito lo scorso anno tra i dieci migliori bianchi italiani. Inoltre, nella Cantina Benvenuto oggi si vinificano un calabrese in versione rosato, la malvasia, un macerato di zibibbo, particolarissimo Orange wine, lo zibibbo in versione passito e la birra: “siamo stati i primi a credere in questa unione tra lo zibibbo e la birra e abbiamo fatto un’iga, Italian grape ale, l’unico stile di birrificazione italiano dove mettiamo queste uve appassite nel mosto della birra e si ottiene una birra particolarissima con tutti i profumi dello zibibbo; un modo in più per avvicinare anche altri palati al mondo dello zibibbo che è quello che noi amiamo di più”.